Pubblicato in: Portfolio

Sfiga stagistica

Due giorni fa ho aperto questo blog fortemente convinta del fatto che avrei trovato abbastanza tempo per scrivere anche più di un post al giorno, e studiarmi regole Seo, tag e tutte quelle cose che mi avrebbero portato alla conquista del mondo.

Peccato non aver fatto i conti con tutto il potere di sfiga stagistica che mi ha colpito più che mai proprio in questi due giorni, come se gli Dei avessero intravisto un mio futuro peccato di hybris nel desiderio di dedicarmi al blog giorno e notte e avessero deciso di punirmi, anzi, di anticipare la pena, a scopo preventivo.

Così da ieri mattina hanno cominciato ad arrivarmi mail in cui mi si chiedeva di tutto, dal preparare un report su del materiale in tedesco (come se io avessi mai parlato una parola di tedesco), all’organizzare riunioni di pianificazione lavoro per il pomeriggio, coinvolgendo tutti i colleghi. Dallo sbobinare e tradurre una serie di interviste in inglese e spagnolo, all’aggiornare il sito internet dell’azienda ma solo dopo aver scritto a tutti i referenti per farmi mandare del materiale. E poi preparare un documento per il cliente, passare in posta a pagare le bollette per il capo, passare in libreria a ritirare una rivista per un’importante ricerca, stampare un dossier di 80 pagine e trovare il modo di fargli una rilegatura perfetta.

Arrivata poco fa al punto “stampa-rilegatura” dossier, l’ultimo della lista, mi è sembrato di cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel. Luce. Lampeggiante. La stampante ha finito il toner, mannaggia.

La receptionist che se ne occupa è scomparsa, la segretaria che lavora insieme a me ha deciso che si sta annoiando e ha cominciato a fare avanti e indietro dalla macchinetta elencandomi le schifezze che ci trova e che non ha il coraggio di mangiare, nell’ufficio accanto stanno festeggiando un compleanno e ridono, cantano, brindano come se non ci fosse un domani.
Mi convinco di poter affrontare la stampante anche da sola. Cambio il toner, mi sporco e sporco i fogli che finalmente riesco a stampare. Li ristampo. La pinzatrice grossa (quella per i dossier, appunto) si inceppa e al terzo tentativo decido di andare a cercare una rilegatrice alternativa, rilegatrice che può essere solo nello sgabuzzino, di cui esiste un’unica copia di chiavi, in possesso della stessa receptionist che si sarebbe dovuta occupare del toner e che è scomparsa prematuramente.

Capisco che devo trovare la receptionist e comincio a vagare. Da in fondo al corridoio sento il telefono dell’ufficio che squilla, corro e lo raggiungo, nel rispondere mi allungo sulla tastiera e premo per sbaglio una combinazione di tasti che mi fa ruotare in modo irreversibile il desktop di 180 gradi mentre una folata di vento spalanca la finestra e fa volare per tutta la stanza gli ottanta fogli incautamente abbandonati sulla scrivania, ancora desiderosi di essere rilegati. La segretaria annoiata sogghigna mentre io mi infilo stremata sotto al tavolo per recuperare tutto e dall’ufficio accanto esce un trenino di persone che urla “auguri!” al suono di A E I O U – IPSILON.

Mi do fino a stasera per finire una presentazione da trecento slide e poi cerco il tempo per raccontarvi qualcosa su questo ufficio.

Lo prometto.

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

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