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Le ragazze, di solito, profumano di buono

Mi capita – ultimamente sempre più spesso – di sentire gli odori.

E penserete che se sentissi “le voci” sarebbe peggio.

E lo credo anche io. Del resto non è che prima – fino a poco tempo fa – non avessi un olfatto o cosa. Però ecco, ultimamente ci faccio più caso.

Mi spiego.

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“Don’t you wish your girlfriend was hot like me?”

Venerdì sera stavo rientrando a casa dopo la consueta giornata in ufficio e le consuete ore di treno regionale. Neanche a dirlo, uscita dalla stazione, non ho trovato mezza bicicletta di bike sharing disponibile (sì, “mezza”. Mi sarei accontentata anche di una con la gomma a terra o senza freni. E invece, nulla…) e così mi sono incamminata a piedi.

Procedevo nel mio stanco barcollare per le vie quasi deserte di una sera di mezza estate in città ed ero ormai non troppo distante da casa, quando ho scorto, in uno spiazzo un po’ più largo, per strada, vicino a un marciapiede, tra aiuole e macchine parcheggiate, un bel vaso rettangolare con dentro due tipi diversi di piante da appartamento. Continua a leggere ““Don’t you wish your girlfriend was hot like me?””

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riso-triste (poesia)

Oggi
in pausa pranzo
al parco
c’erano due ragazzi:
un ragazzo
e una ragazza
su una panchina
e ridevano
con del sushi
in mano
e io me ne stavo
su un’altra panchina
e loro mangiavano
ridendo
quel sushi
che avevano
in mano
quei rotolini
farciti
che componevano
quel sushi
che avevano
in mano
e io
da sola
sulla panchina
mi mangiavo
la mia insalata di riso preparata ieri sera tardi che ero a casa da sola
e loro avevano riso
e anche io avevo riso
però il mio riso,
rispetto a quello
di quel sushi
che avevano
in mano,
il mio riso
era meno sorridente.

 

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Cara Trenitalia…

Cara Trenitalia,

passiamo insieme, ormai da mesi, quattro o cinque ore al giorno. Passo più tempo con te che con la mia famiglia o i miei amici. Anzi, a ragionarci bene, passo anche quasi più tempo con te che con Pilush. E, sinceramente, io credevo – almeno all’inizio – che noi avremmo potuto avere un buon rapporto. Io avevo tanta fiducia in te, addirittura da acconsentire, ogni mese, a sottoscrivere un abbonamento ai treni regionali, nonostante tutti i consigli e gli ammonimenti degli scettici che mi dicevano che mi avresti fatta impazzire.

Ebbene. Purtroppo, cara Trenitalia, è confermato. Tu mi fai impazzire. Continua a leggere “Cara Trenitalia…”

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Malinconico Blues

“Pronto Duduck, come stai?”

“Ciao Terin, qui bene. Voi dell’ufficio-di-là come state? E un po’ che non vi vedo..”

“Bene grazie, senti, scusa se ti disturbo, è che dovremmo chiederti una cosa..”

“Sì certo, dimmi Terin.”

Sai che Romtas manca da un po’ ormai, no?

“Sì certo.”

“Beh, ecco, noi avremmo il bisogno urgente di fargli avere dei documenti da firmare.”

“Ah, ok. E volete che glieli spedisca io?”

“No, ecco. Ci serverebbe che tu, sì insomma, che tu…glieli portassi.” Continua a leggere “Malinconico Blues”

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Il bike sharing l’ha inventato Murphy

Ogni mattina uno stagista si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della sfiga che lo perseguita.

Soprattutto se deve avere a che fare con il bike sharing, quel servizio di biciclette condivise, messe a disposizione degli utenti, nelle grandi città. Il bike sharing, unito alla sfiga stagistica, diventa un elemento di distruzione totale.

Se avrai bisogno di una bicicletta non la troverai, né nella tua, né nelle 4 stazioni limitrofe. Se invece vorrai posarla, stai certo che tutti i posti saranno pieni. E la probabilità che ogni cosa fili liscia è inversamente proporzionale alla fretta che si ha.

Il bike sharing l’ha inventato Murphy, per dimostrare l’inconfutabilità delle proprie leggi. Continua a leggere “Il bike sharing l’ha inventato Murphy”

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Soli in pausa pranzo

Che Pilush sia partito – per lavoro e per interminabili giorni – lo sapete. Che Romtas sia sparito chissà dove e per chissà quanto, anche. Oggi però c’è una novità, manca anche Cilàn. Quasi un mese fa si è fatta male a un piede e ora il medico le ha prescritto un ciclo di terapia da fare ogni lunedì. E così stamattina sono arrivata e ho trovato l’ufficio deserto. Continua a leggere “Soli in pausa pranzo”

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Basta un poco di zenzero

Da qualche giorno ho un bruciore di stomaco. Non so bene il motivo. Lo avrei attribuito al lavoro, allo stress, se non fosse che sono assente dall’ufficio da quattro giorni. Quattro giorni in cui, non essendoci Romtas e avendo poco da fare, ho pensato di chiedere un permesso per sbrigare altre faccende pseudo-lavorative con cui non starò qui a tediarvi.

Fatto sta che il mal di stomaco non si spiega. Continua a leggere “Basta un poco di zenzero”