Pubblicato in: Portfolio

La fine. Inesorabilmente, la fine.

“Doduck, svegliati! Sono le 7!!”

“Impossibile Pilush, ho impostato non una ma due sveglie ieri ser…aaahh! OMMIODDIO Pilush. Sono le 7!!!! Com’è possibile?”

“Alzati, vestiti, sbrigati!!”

“Mannaggia Pilush, perché questo coso non ha suonato? Ehi, aspetta. È spento. Pilush! Il cellulare non si accende più.”

“Non può essere, Doduck, ti è già successo la scorsa settimana.”

“No, Pilush, quello era l’ALTRO cellulare. Ora sembra morto anche QUESTO.”

“Ahah, mi stai dicendo che hai fatto fuori due telefoni in 5 giorni?

“Ma cosa ridi, Pilush? È morto. Out. Caput. Lo vedi? E ora come faccio??”

“Non lo so Doduck, ma hai già perso il tuo treno e se non ti sbrighi perderai anche il prossimo.”

“Dammi il tuo cellulare, Pilush. Non posso andarmene tutto il giorno a Lavorandia senza telefono.”

“Impossibile.”

“Eddai, Pilush. Dicevi di amarmi…

“Impossibile, Doduck. Oggi devo partire per lavoro, torno sabato. Non ti ricordi? Sono io a non potermene andare senza telefono.”

“OMMIODDIO Pilush. E io come faccio, qui, per cinque giorni, senza cellulare, senza di te, senza cibo, né acqua,…”

“Non essere tragica, Doduck, cibo e acqua li hai. Ti ho fatto la spesa ieri. Ora va a prendere il treno.”

Mancano ufficialmente 12 giorni al termine dello stage. Il Temibile Romtas, non solo è rientrato dalle ferie, ma si è evidentemente dimenticato del suo periodo di convalescenza zen, quando tranquilli ci sedevamo sul suo divano a bere succo di mela, e ha ricominciato con storie, rimproveri e richieste improbabili. Naturalmente non ha fatto ancora alcun accenno ad un possibile rinnovo del contratto. E insomma, sarei un po’ rimasta delusa dal contrario.

Intanto la sfiga stagistica continua imperterrita la sua azione intorno a me, incurante, lei, del fatto che fra 12 giorni avrebbe senso lasciarmi andare. Che una sfiga stagistica, venendo a mancare uno stage, rischia in un attimo di diventare pura e semplice sfiga fine a se stessa. E questo non sarebbe poi così carino.
Ma lei no. Non lo capisce. Persevera nella sua funzione distruttiva, assumendo i toni del paranormale, con cellulari che si fondono e treni che si fermano, accumulando minuti infiniti di ritardo. (Ok, forse questo non è così paranormale.)

E intanto Pilush è in partenza; il governo italiano perde soldi e tempo in campagne fallimentari in cui invita a cogliere la rosa prima che sia appassita, al “carpe diem”, sì, insomma, a non perdere il Fertility Day fuggente (senza badare al fatto che gli stage finiscono e nessuno li rinnova); io non so bene dove sarò né cosa farò fra venti giorni e i due settantenni seduti accanto a me (in un sedile che non sarebbe dovuto essere il mio, su di un treno che non avrei dovuto prendere se non avessi perso il precedente per le motivazioni di cui sopra) intavolano un acceso dibattito qualunquista, arrivando alla fine a sentenziare che i giovani d’oggi, se vogliono sopravvivere, dovrebbero trasferirsi tutti in Svizzera.

Si avvicina.
Inesorabilmente, la fine di tutto si avvicina.

linus felicità

Annunci

Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

15 pensieri riguardo “La fine. Inesorabilmente, la fine.

  1. Quando si arriva a queste situazioni, non c’è altro da fare che sopravvivere, imperterriti, fino alla fine. Non sono uno stagista, ma entro fine ottobre devo consegnare la tesina triennale… ho qualche idea del dramma in corso, insomma. “Signori, è stato un piacere suonare con voi questa sera”.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...