Pubblicato in: Portfolio

“Tu tieniti pronta!”

La sfiga stagistica non avrebbe potuto assegnarmi settimana migliore della prossima per concludere il mio stage. Qui infatti si sta lavorando da mesi – a uffici unificati – per organizzare una serata storica, un Super Super Evento a cui dovrà partecipare tutto il meglio dell’élite di Lavorandia; una super super cena che si svolgerà, per l’appunto, la settimana prossima. Anzi, la sera stessa del mio ultimo giorno di lavoro. Che a volerlo fare apposta, oh!

Dicevo, un appuntamento unico nel suo genere che ha inevitabilmente portato con sé giorni di stress, frenesia e ore ed ore di lavoro completamente ad esso dedicato: organizzazione, sopralluoghi, catering, programma, menù, telefonate, conferme, disdette e infinite liste di invitati da confrontare, aggiornare e intrecciare tra almeno 5 segretarie diverse. Insomma, anche impegnandomi, non avrei potuto pensare a un modo più adatto per concludere la mia faticosa esperienza qui.

Che poi io, in quanto stagista, come al solito di tutto questo mi prendo il meglio:

“Doduck, vedi che nelle liste di invitati mancano alcuni dettagli? Che ne so, numeri di cellulare, indirizzi email, nomi e contatti delle aziende…beh, ecco. Ci aiuteresti a compilare le parti mancanti? Sì, lo so che sono 500 invitati, so anche che non abbiamo un database da consultare e che quindi ti devi arrangiare. Ma…sì, insomma, ci servono il prima possibile. Grazie, Doduck. Grazie!”

Ora: il fatto che quasi la totalità degli ospiti sia strapotente/strafamosa/straricca, aggiunge sì una buona componente di frustrazione alla ricerca, ma permette anche di scovare ruoli e generalità di ciascuno, semplicemente digitando su Wikipedia. E così ho passato gli ultimi giorni tentando di non affogare nel mare magnum del World Wide Web mentre cercavo centinaia di indirizzi a cui inviare i mille inviti. E poi facendo telefonate alle rispettive segreterie per controllare che effettivamente fossero stati ricevuti i mille inviti. E infine compilando tabelle con adesioni, dinieghi e scuse in risposta ai mille inviti, per poi ricominciare da capo con nominativi dell’ultima ora, indirizzi errati, numeri di telefono non funzionanti ecc…ecc…

Insomma, uno spasso.

Ieri mattina, poi, fra titoli di Senatori e Cavalieri, un numero X di codici di avviamento postale e infinite musichette di attesa al telefono, mi è tornato in mente qualcosa su cui Pilush, amici, tirocinanti-professionisti ed ex-stagisti-poi-assunti (esemplari di questa specie sono rarissimi) mi stanno facendo ragionare da qualche tempo. E così, prima che avessi modo di cambiare idea, ho provato a dire:

Cilàn, senti una cosa…ho pensato che, beh, ecco, che prima di sparire definitivamente scappando a gambe levate da questi uffici, sì cioè, insomma, che prima della fine dello stage, forse, sarebbe carino che io e il Temibile Romtas ci incontrassimo un attimo.

“Incontrarvi?”

“Sì. Cioè. Nessuno mi ha comunicato nulla di preciso ma credo che, esattamente dal giorno dopo il Super Super Evento, io non sia più tenuta a presentarmi qui, è giusto?”

“Non so, Doduck. Non so nulla.”

“Ok Cilàn, però ecco, se così fosse, forse avrebbe senso incontrare un attimo Romtas prima di sparire completamente. Non so, giusto per un feedback? Un confronto? Boh, …un salutino? Magari può interessare anche a lui…”

“Il fatto, Doduck, è che fino alla sera del Super Super Evento, Romtas non ha nemmeno un minuto libero in agenda.”

“Ah, ecco.”

“Proprio nulla.”

“Ok.”

“Neanche il tempo di respirare, praticamente.”

“Ho capito.”

“Perché tu, quindi, finiresti proprio quel giorno? Non un giorno in più?”

“Già…”

“Cioè, io ti capisco, è solo che credo mi ucciderebbe se provassi a rifilargli un ulteriore appuntamento prima del Super Super Ev…”

“Ok, Cilàn. Ok. Senti, a dire il vero, non so se vorrei davvero avere un colloquio finale privato con Romtas. È che mi avevano detto che si faceva così. Che – soprattutto se lui non si fosse fatto avanti in alcun modo, che poi è quello che è successo, credo, sì, insomma, che in questo caso – verso lo scadere del mio tempo, avrei potuto chiedere di incontrarlo. Tutti hanno insistito tanto che io lo facessi, ché questo avrebbe potuto cambiarmi la vita, ché sarebbe stato importante. E poi queste sono quelle cose che uno le fa, non le fa, non si sa, boh. Ma nessuno conosce l’agenda di Romtas come la conosciamo io e te Cilàn, giusto? E nessuno quindi poteva aspettarsi che fosse davvero così difficile incontrarsi, giusto? Loro non lo sanno, ma noi sì. Quindi, insomma, Cilàn, facciamo una cosa: me lo saluti tu, ok?. Gli altri capiranno.”

“Ma gli altri chi, Doduck?”

“Niente Cilàn, niente.”

Ma poi, in realtà, non so di preciso cosa sia successo. Né come lei abbia potuto memorizzare la cosa, tra una lista, un invito e un indirizzo…fatto sta che stamattina, nel salutarmi:

“Ah, Doduck! Ieri sera prima di uscire ho detto a Romtas che vorresti incontrarlo questa settimana.”

“Ah.”

“Sì, mi ha detto che “certamente!”, anche lui vuole incontrarti prima che tu finisca.”

“Ah.”

“Come immaginavo però, non siamo riusciti a trovare un posto in agenda.”

“Eh.”

“Ma ha detto che ogni attimo potrebbe essere buono.”

“Ah.”

“Ad ogni modo, tu tieniti pronta!”

Mannaggia.

mannaggia.jpg

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

19 pensieri riguardo ““Tu tieniti pronta!”

  1. Ma sai che mi sembra di rivivere la vita di tutti i giorni nel posto in cui lavoravo prima? Magari è proprio lì che fai lo stage, oppure tutti i posti di lavoro si assomigliano 😉
    In ogni caso secondo me Romtas dovresti incontrarlo, almeno per raccontargli quello che hai fatto per il suo super evento.
    Buona giornata, Silvia.

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