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Puad

Puad è paffuto e riccioluto. Sui capelli neri ha sempre qualche residuo bianco, forse forfora, forse briciole, non saprei.

La voce di Puad inizia grave e finisce acuta, a ogni frase. A volte tende per questo a diventare fastidiosa, ma solo a volte.

Puad è arrivato nell’Azienda Ridens circa un anno fa, un mese dopo di me. Solo stamattina ha finalmente firmato il suo contratto di stage. Ma a Puad non interessa. Puad è un tipo tranquillo e senza troppe pretese. Appassionato di trash e cultura pop anni ’90, è amico di tutti qui. Passa da un ufficio all’altro, facendo qualche battuta o raccontando qualche suo aneddoto e riesce così a intrattenere chiunque, dalla signora che fa le pulizie ai tre capi che – di fronte a cotanta purezza e spontaneità – non possono far altro che farsi due risate da dentro le loro cravatte. Per lo stesso motivo, Puad è il re del gossip aziendale. Sempre aggiornato su ciò che accade, detiene le confidenze di tutti e ogni tanto si lascia scappare più del dovuto creando scompiglio fra gli uffici.

Puad è disponibile ma un po’ pigro, dunque quando può sparisce. Si dilegua. Finge di poterci essere, ma poi scompare. Gli capita soprattutto quando si tratta di fare lavori corporei, che ne so, spostare scatoloni, allestire sale. Puad, sempre ovunque e in mezzo a tutto, ha proprio una capacità innata nel capire quando è il momento di non farsi trovare. Continua a leggere “Puad”