Pubblicato in: CV

Puad

Puad è paffuto e riccioluto. Sui capelli neri ha sempre qualche residuo bianco, forse forfora, forse briciole, non saprei.

La voce di Puad inizia grave e finisce acuta, a ogni frase. A volte tende per questo a diventare fastidiosa, ma solo a volte.

Puad è arrivato nell’Azienda Ridens circa un anno fa, un mese dopo di me. Solo stamattina ha finalmente firmato il suo contratto di stage. Ma a Puad non interessa. Puad è un tipo tranquillo e senza troppe pretese. Appassionato di trash e cultura pop anni ’90, è amico di tutti qui. Passa da un ufficio all’altro, facendo qualche battuta o raccontando qualche suo aneddoto e riesce così a intrattenere chiunque, dalla signora che fa le pulizie ai tre capi che – di fronte a cotanta purezza e spontaneità – non possono far altro che farsi due risate da dentro le loro cravatte. Per lo stesso motivo, Puad è il re del gossip aziendale. Sempre aggiornato su ciò che accade, detiene le confidenze di tutti e ogni tanto si lascia scappare più del dovuto creando scompiglio fra gli uffici.

Puad è disponibile ma un po’ pigro, dunque quando può sparisce. Si dilegua. Finge di poterci essere, ma poi scompare. Gli capita soprattutto quando si tratta di fare lavori corporei, che ne so, spostare scatoloni, allestire sale. Puad, sempre ovunque e in mezzo a tutto, ha proprio una capacità innata nel capire quando è il momento di non farsi trovare.

Puad – per lo più – prenota biglietti treno per i colleghi, fa telefonate e prepara caffè. Nonostante questo e nonostante la sua duratura mancanza di contratto, Puad fin da subito ha deciso deliberatamente di darsi un titolo: Junior Account. L’ha deciso e l’ha inserito, nero su bianco, nella firma delle sue email. E la gente ci ha creduto. Puad è così: fesso, fesso, ma convincente. Tanto che alla fine il capo si è deciso a ordinare anche per lui dei biglietti da visita con lo stesso titolo – junior account – che compare sotto al nome. Ne è arrivato un pacco intero e sono tutti lì, intonsi, sulla sua scrivania. Ogni tanto qualcuno entra, li vede e gli fa una battuta. E Puad, in tutta risposta, decide di regalargliene uno, che lo mettano pure fra gli altri.

Puad a metà mattinata e a metà pomeriggio deve fare merenda, non c’è niente da fare. Interrompe qualsiasi attività e tira fuori dallo zaino qualche snack o fetta di torta. Per pranzo spesso va a casa a prepararsi un pacco di tortellini al burro. Non sa cucinare altro. Quando invece mangia in ufficio, prende sempre riso alla cantonese dal cinese di fronte che – vista la fedeltà – gli ha lasciato il proprio numero di cellulare in modo che possa fargli semplicemente uno squillo per ordinare.

Puad ha una fidanzata. Storica. Tipo da 15 anni. Un generale che lo tiene a bacchetta conscia del fatto che senza di lei, lui non sopravviverebbe un giorno. E non parlo di questioni amorose o di mancanza. Parlo proprio di questioni pratiche di vita quotidiana: Puad non ha assolutamente idea di come si stia al mondo, di come provvedere al proprio sostentamento o anche solo di come svuotare il borsone del calcio prima che la roba vi ammuffisca dentro.

Ah, già: Puad gioca a calcio. O meglio, calcetto. O meglio, ci prova. Organizza partite serali fra colleghi in cui corre affannato senza riuscire mai a toccare il pallone, finché – nell’ordine – non si infervora, poi si offende, poi si rassegna.

Puad è distratto quanto basta perché la sua vita sia costellata di gaffe.

Oggi, per esempio, non riusciva a portare a termine la prenotazione di una stanza d’albergo per un collega. La nostra segretaria gli ha chiesto allora di darle il numero in modo che avrebbe potuto provare lei e dopo dieci minuti di telefonata per spiegare che avremmo potuto pagare la stanza con fattura, senza fattura, con bonifico, all’improvviso si è interrotta con un “Puad!? Ma sei davvero tu? Puad, con “dammi il numero” intendevo quello dell’albergo, non il tuo!!“.

Insomma, Paud è sconclusionato e goffo, un po’ pettegolo, ingenuo, sorridente e scansafatiche quanto basta.

Per questo gli vogliamo tutti bene.

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

32 pensieri riguardo “Puad

  1. Io forse sono un ragazzo a se rispetto a tutti gli altri ragazzi 😊, in casa so fare un po’ tutto, anche stirare se è necessario e penso che saprei vivere bene da solo! Per quanto riguarda a Puad secondo me è carattere dovuto dalla madre, perché ci sn certi genitori che abituano i figli malissimo! Non facendogli fare nulla a casa il che penso sia veramente sbagliato !!!

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