Pubblicato in: Portfolio

Chissenefrega!

Negli ultimi due giorni è come se il mondo dell’online si fosse ribellato all’offline, tirando fuori spaventosi mostri fatti di codici immemorizzabili, condizioni inaccettabili e termini incomprensibili.

E le cose sono andate più o meno così:

  • ho contattato online la segreteria dell’università a cui sono iscritta per capire come funziona questa cosa del consegnare una dichiarazione Isee in cambio di uno sconto sulla retta;
  • ho contattato telefonicamente la segreteria dell’università a cui sono iscritta non avendo avuto alcuna risposta online e ho scoperto che la data ultima di presentazione del suddetto modulo sarebbe stata oggi, con inclusa una simpatica mora di 100 euro;
  • ho contattato via email commercialista e Caaf sperando mi dessero udienza e acconsentissero a compilare d’urgenza il modulo salvifico. Non ho avuto risposta;
  • mi sono collegata al sito Inps per tentare l’impossibile impresa di compilare il modulo online autonomamente;
  • nel frattempo ho contattato il call center di Amazon per capire che fine avesse fatto un pacco che attendo da una settimana. Hanno voluto che gli comunicassi il numero di questo e dei miei precedenti ordini, e i codici di tracciabilità, e di avviamento postale e della sicura della mia valigia e la data di nascita del mio compagno di banco delle elementari. Poi si sono scusati per il ritardo regalandomi un mese di Amazon Prime;
  • mi sono collegata al mio account email, e a quello di mia madre, e a quello di mio padre, per tentare di recuperare credenziali e password per poter entrare nel sito Inps;
  • ho scritto all’assistenza Inps per ripristinare le credenziali di accesso;
  • ho scaricato un’applicazione generatrice automatica di codici d’accesso che sarebbe potuta essermi d’aiuto;
  • sono riuscita a entrare nel sito Inps dopo un numero indefinito di tentativi e ho scoperto che il modulo Isee, per essere compilato, necessita di un numero altrettanto indefinito di informazioni, assolutamente irrecuperabili da essere umano;
  • ho scritto email a tutte le banche in cui io ho (o un qualsiasi membro della mia famiglia ha) posseduto un misero conto, chiedendo di poter avere dati assurdi come valori di giacenza media;
  • ho telefonato a tutte le banche che non mi hanno risposto via email, supplicandole di poter avere quei valori entro oggi anche se “sì, lo so che è assolutamente impossibile/vietato/immorale condividere questo tipo di informazioni via telefono, me ne ho bisogno subito, mi capisce?”;
  • ho scoperto che una parte dei dati necessari sono reperibili sul sito Agenzia delle Entrate, che non ha le stesse credenziali di accesso del sito Inps;
  • ho ricontattato il call center di Amazon per capire se avessero qualche aggiornamento in merito al famoso pacco. Si sono scusati una seconda volta regalandomi un buono sconto di 5 euro;
  • ho ricevuto una multa da parte dei vigili di Lavorandia per dei motivi del tutto ingiustificati;
  • ho chiamato il comando dei vigili di Lavorandia per avere delucidazioni in merito, spiegando di aver mandato una richiesta via email, tempo fa, proprio per evitare di essere multata, ma non ho ottenuto risposta;
  • ho cercato ovunque le credenziali per accedere al sito di Agenzia delle Entrate;
  • ho cercato su Google come calcolare valori di giacenza media nel caso in cui la banca si rifiutasse categoricamente (e ingiustamente) di condividerne;
  • ho trascritto sul sito Inps un numero indefinito di dati, inseriti un po’ a caso, sperando che nessuno se ne accorga;
  • ho richiamato il comando dei vigili di Lavorandia arrabbiandomi moltissimo per non aver ancora ricevuto il mio pacco;
  • ho richiamato il comando dei vigili di Lavorandia scusandomi per la storia del pacco e spiegando che non sono folle, giuro, ma era la multa, in realtà, il motivo per cui li stavo cercando;
  • ho cercato su Google un numero indefinito di altre diciture scoperte sul modulo Isee e risultate del tutto prive di senso;
  • ho chiesto a Puad se avesse idea di come si compilasse un modulo Isee, ha risposto che di questo e di molto altro non si occupa lui ma la sua fidanzata;
  • ho chiesto a Satti se avesse idea di come si compilasse un modulo Isee, mi ha risposto di fermarmi un attimo, chiudere gli occhi, respirare, e aspettare che la risposta nasca dentro di me;
  • ho supplicato mia mamma di mandarmi via chat la foto di qualsiasi documento trovasse in giro per casa e pensasse potesse essermi utile in qualche modo;
  • ho chiamato Amazon dicendo che non importa: se lo tenessero pure lo stramaledetto pacco. Mi hanno offerto un altro mese di Amazon Prime per farsi perdonare;
  • ho ricevuto 19 foto di documenti da mia mamma, una più sfocata dell’altra. E poi una ventesima foto con la faccia di mio padre, così, per gradire;
  • ho inserito in quel terribile modulo ogni singola cifra e ogni decimale, ciascuno dopo averlo controllato e valutato tre volte;
  • ho premuto il tasto di invio dopo aver compilato le ventisette sezioni della domanda Isee e tutto, in un attimo, si è azzerato per lasciare spazio alla scritta:

“Sessione scaduta. Effettuare un nuovo login.”

E sai che c’è, allora, cara università? Chi se ne frega! Pagherò l’intera retta, per questo e per gli anni a venire. Anche se io sono una brava ragazza e la colpa, in realtà, è solo di uno stupido modulo online. Chi se ne frega! E sai che ti dico, sbadato di un vigile? Chi se ne frega! Accetterò questa multa, anche se avevo chiesto il permesso via mail, lo giuro, per poter girare con l’auto dentro Lavorandia quel giorno. Chi se ne frega! E soprattutto, sai che ti dico, adorato Amazon, tempio di inutilità spedite in 48 ore, il miglior servizio al cliente del mondo? A te e a tutti voi che credete di poter svolgere tutto online e senza problemi e con migliaia di codici pin e con vocine allegre da call center che ti rimbalzano di ufficio in ufficio dico: chi se ne frega! In c**o voi, il vostro sito, il vostro e-commerce e pure il Black Friday!

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

40 pensieri riguardo “Chissenefrega!

    1. A un certo punto, a metà pomeriggio, continuavo a generare codici dal mio PC, che arrivavano via SMS sul cellulare di mia mamma e che lei avrebbe dovuto comunicarmi via chat, contemporaneamente a quelli della durata di cinque secondi, generati dall’applicazione installata sul cellulare di mio padre, mirando a un sincronismo perfetto e a distanza.
      Non sto scherzando.
      😵

      Piace a 1 persona

    1. Ehm, sì, il sito con le scadenze c’è. Diciamo che però io (un po’ perché passo le mie giornate dentro l’Azienda Ridens, un po’ perché il mio inconscio lo disprezza) non lo consulto tanto frequentemente… 😌

      Piace a 1 persona

      1. A volte è lui stesso a complicarti la vita… ci sono passaggi completamente illogici: per dire, in quello della mia università si accede alle pagine dei singoli corsi di laurea attraverso vari giri di pagine, che hanno in comune la qualità di essere incongruamente lunghi…

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