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Riprendersi giugno

Giugno arriva all’Azienda Ridens più frenetico che mai. È come se – complice l’inizio dell’estate, e la chiusura delle scuole, e il caldo che, si sa, dà alla testa – in questo mese il tempio del corporate, questa patria del rigore, questo santuario di scadenze e contratti, questa fortezza in cui per tutto l’anno si parla solo aziendalese, decidesse improvvisamente di cambiare aspetto e di iniziare a organizzare eventi e cene e invitare ospiti e a chiamare catering e a fare cose che – solo nella testa di qualche perverso capo – dovrebbero farci percepire come frizzanti e modaioli (sebbene mai ai livelli della Grande Festa Annuale di Primavera).

La verità è che a giugno inizia l’inferno. Eventi che richiedono la presenza in ufficio di noi poveri apprendisti dalle 8 di mattina alle 10 di sera, programmazione che dura settimane e poi ruoli che cambiano di minuto in minuto. Un momento ad accogliere gente all’ingresso, pubbliche relazioni a tutte le ore, e in un attimo ritrovarsi a servire porzioni di quinoa e succo d’ananas in terrazza o ad accompagnare in stazione qualche amministratore delegato pigro e il suo barboncino, mentre la mezz’ora di pausa pranzo a disposizione sfuma irrimediabilmente.

Le aziende festaiole per gli apprendisti sono il peggio del peggio che possa esistere, insomma.

Perché a festeggiare sono solo gli altri.

Mentre noi soccombiamo.

Ebbene, dopo queste prime due settimane ininterrotte di festa, ieri sera sono finalmente rientrata a casa a un orario decente grazie a un attesissimo quanto inaspettato momento di tregua. Mi sono fatta strada fra le montagne di panni tirati velocemente fuori dall’armadio all’alba di ogni giorno e mai riposti, ho lanciato le scarpe, infilato al volo il pigiama, e mi sono affacciata in cucina comunicando soddisfatta a Pilush che ehi, ero a casa! E che avremmo potuto cenare in salotto, e guardarci un film o una serie tv o giocare a qualcosa, o chiacchierare per ore e aggiornarci su tutto quello che ci eravamo persi negli ultimi quindici giorni, sì, insomma, annunciando che finalmente avevo una serata libera, una intera serata libera, e che ce la saremmo spassata riprendendo in mano la nostra vita!

Poi, alle 20, ho toccato il divano.

E mi sono addormentata.

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

24 pensieri riguardo “Riprendersi giugno

  1. Giugno e il delirio delle consegne perché “oh, poi tutti vanno in ferie e come facciamooooOOOoooH?!?!”. Pensavo ieri sera a quanto mi manca la sensazione del giugno liceale, quando l’estate non era ancora veramente iniziata, ma si sentiva nell’aria frescolina del mattino… poi mi sono addormentata anche io!

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  2. capita, capita anche a chi non lavora per l’azienda ridens, che oltre che ridens è festante. Insomma bella presenza e parole morbide fa parte del vostro mondo. Se fallisci come stagista, hai un mestiere assicurato: quello di servire nei locali di lusso.
    Sereno pomeriggio

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  3. per non parlare dei posti in cui, prima di andare in vacanza, si fa tutto il lavoro che avresti fatto se non fossi andato in vacanza, sennò in vacanza non puoi andarci! ahhh! (sospiro) quante ne ho viste di vite come queste, distrutte dal “lavoro” (se lo vogliamo chiamare lavoro, io lo chiamerei schiavismo)… scusa se mi butto un attimo sul serio ma purtroppo non posso farne a meno… il fatto è che un tempo si faceva carriera, i sacrifici servivano, te li ritrovavi. era come un investimento. oggi non più (ringraziamo i politici che ci hanno tolto sempre più diritti, invece che darcene di nuovi). oggi ti fai il culo, poi… puff! un giorno c’è un alito di vento e l’azienda decide di mandarti via. e lo fa, e la fa franca, perché i vostri bravi governanti glielo permettono… te lo dico perché ho qualche anno più di te (almeno credo). e anche io sono stato in quel caos e ho vissuto momenti come quelli in cui si stringevano i denti in attesa di un futuro migliore, che poi non esisteva. ma magari per te non sarà così, te lo auguro. salvati paperella! diglielo a quel creativo che hai accanto che sarebbe ora di sfangarla in polinesia aprendo una piadineria, o qualcosa del genere… 😉 :-*

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