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Dilemmi genitoriali

“Ehi Doduck, io credo dovremmo cambiare casa.”

“Un attimo, Pilush. Cos’ha questa che non va? Ci è sempre piaciuta un sacco questa casetta…”

“Lo so, Doduck. Ma sono 60 mq, c’è solo una camera da letto e neanche uno sgabuzzino!

“Uhm.”

“Io non credo ci staremo ancora, quando arriverà il bambino.”

“Ok Pilush, ma io non credo riusciremo a trovare una nuova casa e a organizzare un trasloco, prima che arrivi il bambino. Mancano meno di sei mesi!”

“Uhm.”

“E poi penso che, almeno per il primo anno di vita, non gli servirà chissà quanto spazio, potrà dormire con noi.”

“Forse hai ragione.”

“Anche se,…”

“Anche se?”

“Beh, certo, non sarebbe male se ce la facessimo. A trasferirci in questi mesi, intendo. Così il bambino arriverebbe già nella casa nuova e avremmo da subito una stanza in più, anche solo per ospitare i nonni che vorranno venirci a trovare dopo il parto. E sì, insomma,…”

“Saremmo tutti più tranquilli.”

“Già…”

“È quello che penso anch’io, Doduck! Magari potremmo andare un po’ fuori e cercare qualcosa con un po’ di verde intorno.”

“Beh, sì, non sarebbe male. Un giardinetto in cui possa giocare. E un camino.”

“Un camino?”

Da cui far arrivare Babbo Natale.

“Ah, beh. Certo. Babbo Natale!”

“Mah sì. Cerchiamoci una bella casetta…”

“…lontana dallo smog e dalla frenesia di Lavorandia!”

“Lontana, ma non troppo.”

“Non troppo?”

“Eh no, Pilush. Tu fai il freelance ma io dovrò andare in ufficio ogni giorno, non è che posso spostarmi così tanto.”

“Va beh, Doduck. Tanto avremo una macchina, ci servirà comunque.”

“E secondo te dovrei attraversare tutta Lavorandia, ogni mattina, in auto?”

“No, eh?”

“Senti, e se invece cercassimo qualcosa di più vicino al centro? Certo, sarà difficile trovare del verde, ma almeno non crescerà in periferia.”

“Uhm.”

“Che ne so, una bella palazzina, magari vicino alla sua futura scuola…”

“Sì, Doduck, sai che potrebbe non essere male? Potremo scendere di casa ogni volta con il passeggino, senza bisogno di utilizzare la macchina e senza perdere ore a cercare parcheggio.”

“E crescerà avendo a disposizione cinema, e librerie, e musei, e eventi! Tutto a portata di mano. Sarà un cittadino all’avanguardia!

“Colto e intelligente.”

“E felice.”

“Ah, beh. Soprattutto felice.”

“Provo a cercare qualche annuncio online, vediamo un po’ che si trova.”

“Sì, e io scrivo alla banca per capire che condizioni avremmo per il mutuo!”

“Mutuo?”

“Mutuo, Pilush. Certo.”

Non ci penso neanche.

“E come credi potremo acquistare una casa senza mutuo, scusa?”

“Infatti nessuno ha parlato di acquistare.”

“Ah no?”

“No, Doduck. Possiamo trovare una casa in affitto.”

“Ma, Pilush, siamo già in affitto! Non capisco!”

“Sì, ma ci serve una casa più larga, giusto? Con la stanza per il bimbo, e per i nonni. Troviamone un’altra, sempre in affitto.

“Così dovremo aumentare la quota mentre con gli stessi soldi potremmo pagare le rate del mutuo, non ha senso.”

“Ha senso, Doduck. Non mi indebiterò con una banca per tutta la vita!”

“Mannaggia, Pilush. Ma siamo giovani, senza reddito e con un figlio in arrivo…”

“Appunto.”

“Ma no! Dovranno esserci condizioni di mutuo agevolate per gente come noi…”

“Non se ne parla, ti ho detto. Dovranno passare sul mio cadavere!

“Ma chi?”

“Le banche e tutti i banchieri!”

“Mannaggia.”

“Sono perfidi, Doduck. Tu dai un sacco di soldi, poi un giorno non riesci a pagare e boom. È la fine.”

“La fine…”

“Sì, vengono e ti pignorano tutto.”

“Non so, forse hai ragione.”

“Spostiamoci, senza acquistare. Sarà perfetto.”

“Ok, se vuoi guardiamoci un po’ intorno. Forse riusciamo a trovare un appartamento un po’ più grande di quello in cui siamo, pur rimanendo in affitto.”

Leggermente più brutto, magari, in modo che anche con l’aggiunta di una stanza, il prezzo non si alzi troppo.”

“Ah.”

“E più avanti compreremo casa.”

“Uhm.”

“Quando avremo messo qualcosa in più da parte.”

“Se avremo messo qualcosa in più da parte.”

“Beh, sì. Quando e se.”

“E allora dovremo traslocare un’altra volta.”

“Ok. Ma possiamo farcela…o no?”

“E nostro figlio avrà vissuto i primi tempi della sua vita in un appartamento più grande, ma più brutto.”

“Uhm.”

“Già.”

“Senti, Doduck…”

“Dimmi, Pilush.”

“Io credo che, tutto sommato, potremmo restare nel nostro piccolo bilocale.

“Ma se hai iniziato tu con questa storia della casa nuova…”

“Lo so ma, in fondo, la casa dove siamo ora è bella e accogliente. Siamo in una zona carina, non troppo lontana dall’Azienda Ridens e ci siamo anche un po’ affezionati a quel posto, a dirla tutta.”

“E la stanza per i nonni?”

“I nonni dormiranno sul divano, se vorranno.”

“E lo sgabuzzino?”

“Beh, lo sgabuzzino…”

“Ma poi, Pilush, questo sgabuzzino… Tu credi davvero che il bambino ne sentirà la mancanza?”

“No, Doduck, in effetti io non credo.”

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

27 pensieri riguardo “Dilemmi genitoriali

      1. Te lo consiglio col cuore, conta che a sei mesi i bambini partecipano già molto… un po’ di privacy genitoriale è sacra! Inoltre, da quando gattonano, hanno proprio bisogno di un minimo di spazio vitale, altrimenti diventano nervosetti, seggiolone e box molto presto non bastano più, persino i loro giocattoli vogliono un po’ di posto, e possono rivelarsi utilissimi per la pace dei genitori, come quelli studiati per i primi passi, grazie ai quali il bambino se ne va in giro da solo e intanto si diverte! Sarà bellissimo!!!

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  1. Oddio, se non ci fossero i mutui pochissimissime persone potrebbe comprare casa. Io ho buttato i soldi in un (più, a dire la verità, ho traslocato 5 volte) affitto per 5 anni, poi mi sono decisa a fare un mutuo e comprare, una volta sicura del luogo. Non è che alla prima rata saltata vengono e ti pignorano anche la dentiera, dipende dalle condizioni che sottoscrivi.
    Per quanto riguarda i traslochi, una mia ex collega finì giusto due settimane prima del parto… 🙂

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  2. Non so che dirti… Non so cosa dirti, la questine mi sembra un po’ annosa, ma penso che per il vostro bambino/a che sia, un bilocale non andrà sempre bene; credo che già a 7-8-10 anni avrà bisogno di più spazio, per invitare gli amichetti/e per studiare, giocare… Ad ogni modo, siete due persone in gamba, e so che riuscirete a trovare la soluzione giusta! Bellissima la vignetta di Snoopy e Woodstock; proprio ieri sera ho visto il film Snoopy & friends: molto divertente! Se ti capita, approfittane! Un caro abbraccio ❤

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  3. Comprate una bella casetta con il giardino: l’affito è un esborso non finalizzato, sono soldi buttati nel tombino. Oggi le case stanno al minimo storico, come pure i tassi d’interesse sui mutui: buttatevi, date un bel giardinetto a questa creatura, e anche a voi, quando scoppierete per lo stress e avrete bisogno di una boccata d’aria!

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  4. okay. calma e sangue freddo. è indubbio che in una casa più spaziosa stareste meglio. ma la fretta è cattiva consigliera. primo: sul mutuo ha ragione il tuo compagno. non ci sono più i tempi in cui i nostri genitori prendevano un mutuo esosissimo, poi trenta anni dopo lo estinguevano con la pipa in bocca. oggi è tutto precario. dunque ti sconsiglio di prendere un mutuo.
    poi parli di una casa vicino al verde, eh? perché verde è sinonimo di aria più pulita, eh? non so dove vivi, ma qui a roma col cappero che è così! qui a roma, senza verde ti respiri lo smog, col verde è probabile che ti respiri delle puzze di bruciato, che sono anche peggio dello smog, perché ti ammazzano subito! insomma, se devi cambiare casa, dovresti accertarti prima di cosa vai a prendere, le fregature sono dietro l’angolo. magari potresti andare a vivere non troppo lontano da dove vivi adesso, dove le condizioni sono più o meno le stesse… io ti consiglio in ogni caso una soluzione temporanea, magari appoggiandoti pure nella vecchia casa spaziosa e accogliente dei vostri vecchi. poi, con calma, si fa il grande passo di cambiare casa per davvero. non fare l’errore di accumulare troppe questioni delicate tutte assieme, che se poi una non va liscia, si trascina appresso tutte le altre. ciao!

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    1. Uhm, grazie. In realtà i futuri nonni vivono tutti lontano da Lavorandia, quindi l’ipotesi di appoggiarsi da loro è da escludere. La soluzione temporanea potrebbe essere una strada percorribile, non so. Al momento ci stiamo guardando un po’ intorno aspettando che succeda qualcosa che risolva la questione… Vedremo 😉

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  5. È tutta una questione di serenità.
    Cerco di spiegarmi. Appena arrivato/a il bimbo/a non sarà influenzato dal disegno della carta da parati, dallo stile della cucina, dalla metratura della superficie calpestabile, dalla presenza di un ripostiglio, bensì dal vostro stato d’animo.
    Io lo feci un mutuo all’epoca; da metalmeccanico non avevo né fondi né scelta, perciò legai il mio destino economico a una rata mensile.
    È stata dura. Per quasi dieci anni non conobbi la parola “ferie”, dovendo fare da me, in estate, tutte le piccole ristrutturazioni e pure parti di arredi necessari (soldi per artigiani non ce n’erano). Va da sé che situazioni simili (logistiche o economiche) possono essere stressanti, e da questo stato d’animo teso e ansioso anche il bimbo/a sarebbe influenzato/a.
    Vedete voi.
    Mi sentirei di consigliarvi una casa/appartamento “elastico”, nel senso che ha poca importanza il numero e la qualifica delle stanze (una specie di economico loft sarebbe l’ideale). Innanzitutto ti organizzeresti con una “stanza da giorno”, ovvero una cucina allargata, e uno “spazio notte”. Poi, col tempo e le necessità individuali, si farebbe presto a tirare su una parete divisoria in cartongesso o in medium density, per creare un’abitazione “à la carte”.
    Auguri 🙂

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  6. Ma come mai Pilush ha questo problema con le banche? Qualcosa nel vissuto? La casa, forse dovreste prendere in considerazione l’idea di passare a qualcosa di più grande. E prima di comprare pensateci bene, anche perché con il lavoro liquido che c’è adesso, come potete sapere se la casa sarà sempre vicina all’Azienda Riden?

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