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Si raccomanda di non uscire nelle ore più calde della giornata

Il caldo di questi giorni non dà tregua. Temperature stratosferiche raggiunte in tutta la penisola e a Lavorandia, soprattutto. La gente se ne va in giro boccheggiando e svarionando, in preda ad attacchi di nervosismo dati evidentemente da mancato apporto di sangue al cervello, causa evaporazione.

Fa talmente caldo che le piantine del balcone hanno alzato bandiera bianca chiedendo di non essere più annaffiate in modo che la morte arrivi rapida. Un’eutanasia e non ci si pensi più.

Fa talmente caldo che Capo Ridens ha acconsentito ad accendere a bomba tutti i condizionatori dell’Azienda Ridens a costo di chiudere il bilancio aziendale in rosso per la prima volta in anni di onorata carriera.

Fa talmente caldo che perfino la nota fame atavica che accomuna me e Pilush è svanita. Non vogliamo cucinare più, masticare più, né tanto meno scendere a fare la spesa per risalire in casa stanchi, sudati e puzzolenti. Sopravviviamo leccando cornetti Algida a tutte le ore del giorno e della notte, e tanto ci basta.

Fa talmente caldo che anche Ciotti, quando si attacca al seno per ciucciare, alza i suoi occhioni perplessa verso di me come a dire “Eddai, mamma, anche stavolta ti sei scordata di mettere il latte in frigo?”.

Fa talmente caldo che ogni notte mi sveglio di soprassalto in un bagno di sudore e controllo preoccupata vicino a me che la bimba non si sia definitivamente sciolta. Mica per altro, ma doverla ricreare da capo, a questo punto del percorso, un po’ mi scoccerebbe.

Fa talmente caldo che anche il mio livello di sopportazione della nota sfiga stagistica, in questi giorni, è sceso vorticosamente. Tanto che di fronte agli ennesimi soprusi, stento davvero a mantenere la calma.

Ieri per esempio, erano le 14, la temperatura esterna segnava 36.5 gradi, stavo per finire il mio gelato e mentre sudavo da ferma, seduta con Pilush in mutande sul divano, cercavo da qualche parte, nel profondo, le forze per vestirmi, scendere di casa, prendere la bicicletta e raggiungere l’ufficio per un pomeriggio di lavoro e afa.

Poi in un attimo mi sono ricordata che quando succede così – che per un motivo o per un altro non riesco ad andare a lavorare di mattina e il mio part-time slitta al pomeriggio – mi capita spesso di trovare la bicicletta incastrata in cortile sotto un paio di altri mezzi biruote che riesco a non incrociare quando esco presto al mattino, ma che sicuramente, a questo punto della giornata, mi avevano già bloccata.

Beh, al sol pensiero di dover disincastrare la bicicletta da quel dedalo di manubri, ferro, ruote e raggi, infierendo irrimediabilmente sui miei stinchi, prima di iniziare a pedalare sotto il solleone, verso l’inferno, mi è salita una tale ira e accidia e impazienza che “se oggi la trovo bloccata, suono agli inquilini del piano di sotto e faccio una strage!” ho urlato, ingurgitando la punta del cornetto.

E io non so se a Pilush all’improvviso il sangue bollente si sia raggelato, o cosa, fatto sta che nonostante la temperatura, e la stanchezza di queste notti insonni, e il sudore, e il cornetto non ancora terminato, in un baleno si è vestito, ha preso le chiavi del catenaccio ed è volato giù in cortile a liberarmela lui, la bici, temendo evidentemente che il caldo potesse mietere le prime vere vittime di questa estate 2019.

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

34 pensieri riguardo “Si raccomanda di non uscire nelle ore più calde della giornata

  1. Il caldo fa perdere la brocca, io ieri ho rischiato di dire cose molto maleducate al mio MegaCapo.
    Mi ha fatto molto ridere il “doverla ricreare da capo, a questo punto del percorso, un po’ mi scoccerebbe.”

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  2. Ciao! Hai tutta la mia solidarietà, io vivo a Bangkok e qui è caldissimo sempre. In più, come te, ho una sanguisuga di 1 mese sempre attaccata al seno 🙂
    Un NON caloroso saluto per questa volta 🙂

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  3. Queste ondate di caldo aiutano a riscoprire il rapporto con Dio! Stamattina a Milano sono rimasta bloccata in un vecchio vagone della metropolitana con aria condizionata nulla e finestrini bloccati. Era l’ora di punta quindi si é praticamente sfiorato l’omicidio di massa, tutti ci guardavamo increduli e anche un po’ preoccupati, finché un saggio ha iniziato ad urlare: Dio ti prego, falla ripartire! Ed é ripartita. Quindi io oggi mi sento più affezionata a Dio, rispetto a ieri. E anche al Polase che sto bevendo mattino, pomeriggio e sera con dei cubetti di ghiaccio, per dargli un senso più esotico! Resisti Doduck!

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      1. Parola d’ordine: resistere.

        Tu pensa che domani mattina mi devo alzare alle 5 perché alle 6 mi aspetta 1 ora di viaggio in treno e poi per 9 ore e mezza, dalle 8 alle 17:30, sarò rinchiuso in un capannone industriale a sentire gente che parla ad un convegno invitato da Microsoft.

        Hanno scelto proprio il giorno giusto per fare sta roba qui…

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  4. A quanto ho sentito per vie traverse, da sabato (o da domenica) le temperature dovrebbero riabbassarsi, spero non troppo drasticamente… Sei stata molto divertente quando hai citato l’espressione di tua figlia e del latte che non è stato messo in frigo… 😀 Buona serata, un abbraccio forte. ❤

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  5. Come ti capisco! Qui a Torino raggiungiamo picchi di 40 gradi nel pomeriggio! Se non altro il Capo Ridens non è poi così severo se vi permette di utilizzare il climatizzatore. Dove lavoro io non c’è nemmeno quello, nel mio ufficio ci sono trenta gradi! Alla prossima, se non ci sciogliamo prima 😉

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  6. io, potendo scegliere, non avrei mai deciso di tornare a lavoro con queste temperature! sapessi i lavori che ho rimandato a settembre in vita mia (poi 30 gradi magari li trovavo lo stesso, ma era comunque un po’ meglio)! d’altronde, se hai fatto questa scelta, vuol dire che hai una tempra forte. 😉

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  7. Pingback: Sinca – Doduck

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