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Pannolini Lavabili

Quando stava per arrivare Ciotti, Pilush ha deciso che non sarebbe stato giusto contribuire all’inquinamento mondiale, al riscaldamento globale e all’estinzione precoce della specie, aggiungendo la nostra quota di pannolini usa e getta alla miriade consumata e mai più smaltita da tutti i neonati del pianeta.

Ha dunque deciso che avremmo acquistato un kit di pannolini lavabili: ‘ché “adesso ne fanno di modelli bellissimi”, ‘ché “sono in materiale naturale anti-arrossamento”, ‘ché “ok, bisogna lavarli, ma anche le posate e i piatti con cui mangiamo, e non è che allora uno mangia sempre con stoviglie di plastica per non mettere in conto fatica e perdita di tempo”, ‘ché “Santo Cielo Doduck, è giusto così, non fare tante storie!”

E non è che volessi fare storie, giuro, ma il mio timore, prima del parto, era che tra l’eventuale stanchezza, e i dolori, e la depressione e l’accidia che tipicamente colpisce le neomamme, non avrei avuto davvero la testa di accollarmi pure quest’incombenza qui. ‘Ché sì, insomma, avevo già dato parecchio negli ultimi 9 mesi, un attimo di tregua, mannaggia!”

Infine però, di fronte a tali irreprensibili ragioni – lo capirete – non ho potuto far altro che sposare la scelta. Ci siamo, così, fatti regalare il kit completo dai futuri nonni (era giusto che contribuissero anche loro, in qualche modo, al salvataggio del pianeta) e abbiamo iniziato a utilizzare gli strani esemplari ecosostenibili dalla prima settimana di vita di Ciotti, cavandocela, devo ammetterlo, tutto sommato bene.

Certo, all’inizio non è stato facilissimo. Abbiamo dovuto capire come assemblarli, come andassero indossati, e come smacchiarli, quali detersivi utilizzare, quante lavatrici fare e come farli asciugare in una mansarda di 60 mq, d’inverno e senza possibilità di stendere al sole, come non restarne a corto, come utilizzarli anche in viaggio, e poi a me è venuta una brutta tendinite al polso che non mi ha più consentito di strofinare e pretrattare nulla, e poi la pupù di Ciotti, come quella di tutti i poppanti, aveva una liquidità tale da consentirle spesso di espandersi per tutto il corpo, uscire dal pannolino e arrivarle fino alle orecchie, e poi, ogni volta, al primo inghippo: “mannaggia, Pilush! A te, e a questi cavolo di pannolini!!

Poi però, a un certo punto, abbiamo trovato la quadra. Giuro.

Ed è stato bellissimo.

E così da qualche mese Pilush carica e scarica lavatrici in automatico. Io assemblo e smonto pannolini anche nel sonno. Lo stendibiancheria è diventato parte integrante dell’arredamento del nostro salotto e Ciotti sorride beata a ogni cambio, consapevole, ne sono certa, di star contribuendo a costruirsi un futuro migliore.

Proprio ora, però -quando sentivamo di aver quasi vinto la sfida delle sfide e che Greta Thunberg poteva dirsi davvero fiera di noi – una svolta nelle nostre vite ha preso minacciare questo delicato e precarissimo equilibrio.

Da qualche giorno, infatti, Ciotti ha iniziato con lo svezzamento. Il che vuol dire che ora mangia quasi come un’adulta. Con la stessa fame di un’adulta, le stesse espressioni soddisfatte di un’adulta. E che ha iniziato a fare certe scariche che…neanche un’adulta!

Io e lei, tra l’altro, abbiamo lasciato ieri Lavorandia grazie a una lunga traversata dell’Italia in treno (ve la racconterò) e siamo da sole a casa dei nonni mentre Pilush si tratterrà a lavorare in città ancora per un paio di settimane. E così in questi giorni dovrò godermi in solitaria questa nuova simpatica condizione intestinale della bimba, con tutti i nostri amici lavabili.

Insomma, sono nella cacca.

 

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Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

32 pensieri riguardo “Pannolini Lavabili

  1. leggo e ho riso – sì, ho riso sull’ultima battuta – Sono nella cacca.
    Direi in tutti i sensi.
    Ma il tarlo del dubbio sull’ecosostenibilità del pannolino lavabile fa il paio con l’altro tema femminile, ovvero l’assorbente.
    Ma torniamo al pannolino lavabile. Siamo sicuro che l’ambiente respira?
    Ho qualche dubbio, cara Doduck, perché detersivi a gogo e lavatrici a getto continuo mica fanno bene all’ambiente.
    La lavatrice, mi pare ma non ne sono molto sicuro 😀 , per funzionare ha bisogno di energia elettrica che richiede…. la catena è lunga e la risparmio. A quando una lavatrice a pannelli solari?
    Detersivi. Ci lamentiamo perché le acque sono sempre più inquinate e toh! Aumentiamo i consumi.
    Ah! dimenticavo il consumo di acqua che sale, visto che è considerato un bene prezioso.
    Quindi domanda da pochi punti: inquinano di più i pannolini usa e getta o il contorno di quelli ecosostenibili? Visto che tutti sono appassionati a costi/benefici, perché non fare questa valutazioen?

    O.T. scusa per il commento davvero troppo lungo ma non potevo liquidarlo in due righe

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    1. Figurati, questa è la prima obiezione che ho sollevato a Pilush anche io, puoi immaginarlo!
      Ma, a quanto pare, qualche lavatrice e qualche detersivo (comunque bio) in più, – a livello ecologico ed economico – non valgono davvero nulla in confronto alla mole inimmaginabile di pannolini che un bimbo consuma nei suoi primi tempi e che non smaltiremmo in centinaia di anni…

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  2. Giuro che l’altro giorno pensavo proprio ai pannolini lavabili, che un tempo non c’erano, ma per fortuna oggi ci sono!… Anche se… il prezzo da pagare è comunque salato perché, così mi dicono, la pupù dei neonati puzza mooolto di più di quella degli adulti (per una inspiegabile legge di natura che nessuno conosce, neppure Piero Angela).
    Beh, che dire? Anche io avrei premuto per questa scelta proprio come Pilush. Dunque sono contento che l’abbiate sposata. La cosa ideale sarebbe abituare da subito Ciotti al vasino. Dato che è quasi grande e mangia quasi da grande, non credo che sarebbe troppo traumatico per lei cominciare a copiare i suoi genitori sedendosi anche lei, quando le scappa, sul suo adorabile, piccolo cessetto personale. E tutti vissero felici e contenti.
    🙂

    PS: io ricordo ancora quando, da piccolo, cominciai a farla nel vasino. Ne vado ancora fiero! 😉

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  3. Tengo tantissimo all’ambiente e lo sai, ma giuro che questo passaggio non ci sono riuscita a farlo… è stato già difficile raccapezzarsi con tutto il resto, mea culpa ho scelto la via più pratica

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