Pubblicato in: Portfolio

Ampi margini di miglioramento

Una cosa che va alla grande, tra committenti e clienti di tutte le specie, sono le call di allineamento.

Non importa quale sia il progetto, lo stato dei lavori, se ci si conosca già o meno, se ci si stia simpatici. Non c’è giornata lavorativa che passi senza che qualcuno “proponga slot” per “incastrare agende” e mandi dunque un “outlook” per “fissare una call” (con l’obiettivo di “condividere brief, in vista dell’output, come se fosse antani,…“).

E non esiste ancora al mondo un modo per tirarsi indietro in maniera indolore da questo genere di inviti. Al massimo (se proprio), è possibile “rischedulare”.

Parlo delle conference call. Non si tratta altro che di lunghe e noiose telefonate di gruppo (ad alto tasso di inglesismi) che sostituiscono, almeno in parte, lunghe e noiose riunioni fisiche (lo spiego per la mamma che legge e poi si preoccupa).

Nella raffinata pratica della call le aziende si sono, da qualche tempo, più o meno specializzate, adottando metodi e sperimentando piattaforme che consentano di volta in volta di movimentare la telefonata con sorprendenti effetti speciali.

In alcuni casi sono piattaforme che permettono di partecipare alla call mostrandosi in video, altre volte di condividere delle slide in diretta, in alcuni casi di invitare tanta gente contemporaneamente, che potrà unirsi in ogni momento, semplicemente cliccando un link, a volte ti offrono anche il caffè (ah, no. Mai che si pensi a cose davvero importanti, mannaggia).

I nomi che si sono inventati per queste diverse applicazioni sono i più disparati, c’è chi ci invita su Zoom, chi su Skype, chi su Citrix, chi – giuro – un giorno si è sognato di chiamarci tramite Blue Jeans.

Quel giorno, per l’appunto, ero sola in ufficio a causa di improvvisi quanto provvidenziali impegni improrogabili delle colleghe Griscil e Satti. La call – fissata da settimane – era, neanche a dirlo, con una delle più grandi aziende internazionali. Internazionali? Che dico, mondiali! In diretta, dall’altro lato dello schermo ci sarebbe stato il top manager dei manager e dall’esito di quella telefonata sarebbe dipesa o meno la partenza di un progetto da trilioni di euro. Sì, insomma, l’occasione ideale per mollarmi da sola davanti a un pc.

E per lo più alle prese con questa piattaforma – Blue Jeans, ve l’ho detto – tramite la quale quelli ci avevano invitato e che io non stavo riuscendo a far funzionare a cinque minuti dall’inizio della telefonata, pur essendo – a mio parere – a tutti gli effetti riuscita ad accedere, grazie al loro link.

E me ne stavo lì, a imprecare, chiedendo aiuto ai passanti in corridoio e chiamando infine Pilush al cellulare sperando mi guidasse in quest’impresa, e spiegando anche a lui che, a tutti gli effetti, il problema non poteva essere mio perché io la mia faccia in video la vedevo già, ma non riuscivo a capire se ci fosse qualcun altro connesso, e neanche sentivo niente, e questi maledetti clienti, e questa stramaledetta piattaforma, e questo maledettissimo progetto, e chi me l’ha fatta fare a me, e mannaggia a Satti, e mannaggia a Griscil, e anche allo stagista Puad che, non so perché, ma è sempre in qualche modo anche colpa sua, e continuavo a maledire gli stage, e le aziende tutte, e il mondo anche, e a ribadire che io non ci volevo stare lì, quel giorno, a fare quella stramaledettissima call, con il cavolo di cliente internazionale di cui non mi importa niente e che, anzi, a mio parere, non è neanche un marchio così prestigioso e con il cavolo che ci lavoreremmo se non fosse per Capo Ridens che mira a portarsi a letto la loro amministratrice delegata, e andavo avanti a urlare in quel cellulare mentre seguitavo a fissare il pc che non sembrava dare segni di vita, fino a quando sullo schermo, in basso a destra, non si è improvvisamente aperta la finestra di una chat con, sull’intestazione, il nome, per l’appunto, del cliente:

“signorina Doduck, ci sente!?

ci sente???

provi ad alzare il volume del pc…

NOI LA VEDIAMO E SENTIAMO FORTE E CHIARO GIÀ DA UN PO’!!!”

Risultati immagini per figuraccia peanuts

Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

21 pensieri riguardo “Ampi margini di miglioramento

  1. Il bello è che qualcuno ha il video di questa tua immensa figura di m…! 😀 E un giorno potrebbe diventare virale, facendo ridere milioni di persone! 😀 Comunque non ti abbattere: queste cose capitano a tutti, tutti i giorni (anche se non in mondovisione!)! A me cose così succedono almeno una volta al mese!

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