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Sesto giorno di prigionia.

Oggi, finalmente, io e Pilush lo abbiamo fatto.

Era da un po’ che cercavamo la giornata giusta, il momento ideale. Capirete, con la vita indaffarata di tutti i giorni, il lavoro, gli impegni, e la bimba in giro per casa,… prendersi un po’ di tempo per queste cose diventa sempre difficile.

Mica voglio dire che sia giusto così. Tutt’altro. Sarebbe cosa buona e giusta farlo spesso. Soprattutto di questi tempi. Magari non tutti i giorni, certo. Ma almeno – dai – una volta a settimana, giù di lì. Anche rapidamente, eh? Ne va del benessere di tutti.

Però spesso non si riesce. Lo so. Non si tratta di mancanza di voglia, davvero. È solo che non capita, o c’è altro da fare. Sì, insomma, passa in secondo piano. Succede così nella routine di tutti i giorni.

Beh, ecco. Poi, all’improvviso, tutti a casa. Stop. Fermi.

È così che finalmente siamo riusciti a farlo!

E dire che sui social già lo avevano previsto. Erano già partiti con le battute e i meme sul fatto che in questi giorni tutti non avremmo fatto altro. ‘Che sì, la prigionia è dura, e dobbiamo fare i conti con abitudini diverse, e ci vuole un attimo per settarsi, e organizzarsi. Ma poi l’italiano è un tipo prevedibile e prima o poi avrebbe capito come passare tutto questo tempo.

E infatti.

Abbiamo perso tempo per tutta la prima settimana di reclusione ma oggi, finalmente, aah!

E per tutto il giorno, eh? Ah, sì, sì, ormai che c’eravamo ce la siamo presa comoda. 

Figurarsi che siamo partiti stamattina dal bagno – che ha le superfici più ostili – e poi ci siamo spostati in camera da letto. E oggi pomeriggio, dopo che Ciotti si è addormentata, cucina e salotto!

Insomma: sulla cassettiera, dietro al divano, dentro alla libreria, addirittura sul frigorifero, sulla televisione! Oh. Tutti quegli angoli in cui uno di solito non arriva, noi oggi li abbiamo toccati. 

Io, davvero, non voglio sembrarvi esagerata, ma siamo arrivati fin dentro alla scarpiera!!

Ore e ore, complicità e sintonia perfetta, senza fermarci mai. Lui davanti, con straccio e olio di gomito. Dietro io, con secchio e mocio.

Mamma, che lavoro di fino!

E non potete capire la sensazione ora.

Dico ora che ci siamo riusciti.

Il piacere che si prova, ora, qui, seduta sul divano. Il pc sulle gambe e profumo di Lysoform ovunque.

Davvero la pace dei sensi!

 

tardi