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Ottavo giorno di prigionia.

Promemoria per la prossima volta che ti troverai in quarantena:

Fai in modo di trovarti a fare un lavoro che ti piace perché una volta chiusa in casa ci vorrà davvero tanta passione per portarlo avanti solo tramite lunghe telefonate e infinite videochiamate.

Fai in modo di aver già fatto fuori colleghi o capi odiosi. Sarà difficile provare a farlo da remoto.

Fai in modo di trovarti in una bella casa. Meglio se con giardino. O vista mare. La mansarda è bohémien e fa figo ma risulta davvero un po’ asfissiante sul lungo periodo.

Fai in modo che in casa ci siano le persone giuste. Dovrai passarci un sacco di tempo al giorno, per un sacco di giorni. Insomma, è una cosa che normalmente non vorresti fare neanche con te stesso.

Se ti dicono che si tratta solo di due settimane di chiusura, non crederci. Se no che si chiama quarantena a fare?

Fai in modo di avere la dispensa piena. Sia per il motivo di cui sopra, sia perché vivere ai tempi di una pandemia, a quanto pare, mette un sacco di fame.

Anche se non l’hai mai usato, compra subito del lievito di birra. Presto sentirai la necessità di impastare qualcosa e il magico panetto diventerà più introvabile delle mascherine antivirus.

Fai in modo di avere un promemoria sonoro, luminoso e lampeggiante a ricordarti le future scadenze. Per tutti – in quei giorni – sarà facile confondersi e perdere il senso del tempo (per tutti, tranne che per i vigili, ndr).

Non sottovalutare il potere delle pulizie. Che la serenità sia connessa a un ambiente salubre sembra una cavolata, invece non lo è.

Non sopravvalutare il potere dei flashmob. Uscire ogni ora in balcone a cantare a squarciagola con il vicinato sembra una cavolata, e spesso lo è.

Silenzia dal primo giorno le varie chat di gruppo. In particolare quella delle mamme del nido.

Fai in modo di avere una giusta scorta di carta igienica.

 

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