Pubblicato in: Portfolio

Quindicesimo giorno di prigionia.

Ciotti vuole giocare a palla. Un attimo dopo non vuole più.

Le colleghe Satti e Sisch in videochat dicono che dobbiamo rendere il nostro lavoro più digitale, perché è questa la tendenza attuale. Un attimo dopo dicono che sarà bene renderlo molto analogico perché, appena tutto finirà, di digitale nessuno vorrà saperne più niente.

Pilush dice che dovremmo fare più scorte di cibo possibile. Un attimo dopo crede sia meglio non uscire mai più per cose superflue come fare la spesa.

Ciotti vuole che le metta le scarpette. Un attimo dopo strilla pur di rimanere scalza.

Il ciambellone in forno si è gonfiato che è una meraviglia. Un attimo dopo è lì, moscio come non mai.

Capo Ridens ci scrive email rassicuranti sul fatto che tutto andrà bene e non ci saranno tagli. Un attimo dopo aggiunge però di scordarci dei buoni pasto, in smart working non sono previsti.

Conte fa l’ennesima diretta Facebook in cui dice che la situazione è sotto controllo. Un attimo dopo comunica che ci sarà l’esercito a presidiare ogni città.

Pilush dice che approfitterà di questo tempo per rimettersi in forma. Un attimo dopo lo trovo davanti al pc, attaccato alla Nutella.

Satti dice che lo yoga e la meditazione la aiutano a mantenere una sua serenità psicofisica. Un attimo dopo non può rispondere al telefono perché è da due ore in videochiamata con il suo psichiatra.

Quattro giorni fa è iniziata la primavera. Un attimo dopo ci sono zone d’Italia in cui sta nevicando.

Ciotti è irrequieta e si aggira per casa gridando “papà!”. Un attimo dopo entra in cucina, indica il frigorifero, e si corregge: “PAPPA!!”

Pilush dice che è il momento giusto per farsi venire un’idea geniale che ci farà diventare ricchi. Un attimo dopo sta giocando da due ore all’ultimo videogioco online.

Sisch dice che è bene non superare le cinque videoconferenze a settimana. Un attimo dopo ne ha programmate quindici, da qui a tre giorni, per dimostrare al mondo che non ci stiamo fermando.

Il garofano sulla finestra sembrava voler schiudere i suoi fiori rossi. Un attimo dopo era morto.

Insomma.

Il bello della situazione che stiamo vivendo è che non crea alcun tipo di ambiguità.

 

Risultato immagini per snoopy indecisione

Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

30 pensieri riguardo “Quindicesimo giorno di prigionia.

  1. in questo periodo di dolore e confusione neppure chi ci governa ha le idee chiare su cosa fare, diciamo che si vive molto alla giornata, che poi se uno va a vedere ci sono pure dei lati positivi, si riescono a fare tutte quelle cose che un tempo si diceva “quando avrò tempo farò…” Ad ogni modo coraggio, finirà anche questo, anche se a mio avviso la cosa sarà ancora molto lunga…

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  2. Forse siamo sempre un po’ confusi, lo stare così tante ore insieme in casa ci mette sotto una lente di ingrandimento reciproca, poi, naturalmente, ci sono l’incertezza del momento e, naturalmente, l’inquietudine, la difficoltà ad adattarci una situazione diversa, così non sappiamo nemmeno noi che cosa vogliamo davvero, che cosa è meglio per noi…

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