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Ventesimo giorno di prigionia.

Il resoconto di oggi sarà breve. Lo capirete, la giornata è durata un’ora in meno.

Che poi uno dice “un’ora, cosa vuoi che sia?” 23 invece che 24, quasi non ci si fa caso. Lo so, credevo anch’io, me lo ripetevo ieri: “Doduck, stai pronta, domani avrai un’ora in meno.” “Massì, figurati, sciocca, che vuoi che sia!” e invece, poi…ma era davvero ieri? È già passato un giorno? Mamma come vola il tempo, quando si ha un’ora in meno.

Un’ora in meno, in questi giorni particolarmente intensi, è una vera disgrazia, immagino sia così anche per voi.

Io, oggi, per esempio, non ho fatto in tempo a finire di contare le finestre del palazzo di fronte. Oh, eppure ci riesco ogni giorno, oggi niente. Ero lì che mi studiavo la facciata ed era già ora di pranzo. Poi, a quel punto, è stato difficile recuperare il ritmo: come sempre sono riuscita a spolverare le tre mensole del salotto, quello sì. Ma i comodini della camera da letto, oggi niente, mi spiace. Sapete come vanno queste cose, una volta che il ritardo si accumula è la fine.

Ho riordinato i libri della libreria in ordine alfabetico dalla A alla Q. Dalla Q alla Z? Che ve lo dico a fare. Avessi avuto anche solo 60 minuti in più!

Poi ho costruito la torre di cubi con Ciotti e tirato due o tre volte la palla insieme. Avremmo anche fatto qualche bolla di sapone ma vista la fretta abbiamo pensato di non perder tempo in cose futili. Ci siamo dunque dedicate rapidamente a pettinare la sua bambola.

Ho poi infornato una teglia di pizza che però è risultata sottile e bruciacchiata. Forse avrebbe dovuto rimanere a lievitare un po’ di più…

L’accesso ai social? Solo 79 volte rispetto alle 105 di ieri. Oh, quando uno va di fretta! Meme su whatsapp… sono riuscita a inoltrarne due. Tre al massimo. E a riceverne sette, non uno di più. Solo quattro videochiamate, ma brevi, una doccia al volo, tre lavatrici ma oggi niente panni stesi in ordine di colore! Soltanto ventisette foto scattate a Ciotti e neanche un attimo per inviarne almeno metà ai nonni.

Non ho neanche provato a seguire qualcuno di quei corsi di yoga o pilates online che tutti consigliano in questo periodo. Non ho tempo gli altri giorni, figuriamoci oggi! Oggi che, tra l’altro, ho dormito complessivamente 13 ore invece che 14.

Un’ora in meno durante la quarantena ed ecco che durante questa giornata non sono riuscita a controllare uno a uno i vasi di piante del balcone, né a valutare i progressi del ragno che tesse da settimane la sua ragnatela sul davanzale e tanto meno a soffermarmi quanto dovuto sul vicino di casa che prende il sole in terrazza.

Insomma, un vero casino.

Per fortuna che domani ne avremo di nuovo 24, di ore.

Con tutte le cose che devo fare…

 

Peanuts 2018 gennaio 17 - Il Post