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Quarantaquattresimo giorno di prigionia.

“Cari Pilush, Doduck e Ciotti. Che piacere rivedervi!”

“Care maestre del nido, carina l’idea di questa videochiamata. Ma a che pro?

“Ne stiamo facendo una al giorno, con ciascuno dei nostri bimbi e i rispettivi genitori. Per reincontrarsi, anche se solo virtualmente.”

“Ah.”

E vedere come state, soprattutto.

“Ah, grazie. Giusto di un’ennesima videochiamata avevamo bisogno in questa quarantena. Eh eh.”

“Quindi?”

“Stiamo benone, dai, non ci lamentiamo.”

“Bene. E come va con la bimba, in mansarda?”

“Ah, no. Siamo in campagna da un po’, la bimba se l’è già dimenticata la mansarda. Ora è diventata una perfetta campagnola!”

“Bene, e come passa le giornate?”

“Oh, fa un sacco di cose, passeggiate in giardino, qualche canzoncina, qualche cartone animato, bolle di sapone.”

“Bene, guarda cartoni animati, dunque?”

“Mah, sì, massimo venti minuti al giorno, però, stiamo molto attenti a fargliene vedere il meno possibile. E mai a tavola!

“Bene.”

“E invece puntiamo a farla appassionare alla lettura, ormai conosce a memoria tutti i libri che le abbiamo regalato.”

“Bene, e con la pappa come va? Mangia?”

“Oh sì, sì. Mangia di tutto, eh eh. Anche quello che non dovrebbe…”

“Bene, sassolini? Formichine?”

“Ma no, parmigiana, salsicce e tutto quello che vede nei nostri piatti. Ha proprio un ottimo appetito! Non fa mai storie!”

“Bene, e con la nanna, invece, come va?”

“Oh, benissimo, da quando siamo in campagna si addormenta a orari precisi e quasi senza fatica.”

“Bene. E di notte non si agita?”

“Mah, un pochino, solita storia: vuole ciucciare ma poi si riaddormenta subito.”

“Bene, allatti ancora,…”

“Ehm, sì, certo.”

Bene. E ha imparato a camminare?”

“Oh sì, sì! Cammina, corre e balla. Non sta ferma un attimo. È molto solare, diciamo.

“Bene. E ha imparato qualche parolina nuova?”

“Un sacco!”

“Bene. Tipo?”

Mamma, papà, pappa, nanna, cacca, mannaggia.”

Mannaggia?”

“Sì, e la usa spesso. Eh eh, è un vero portento!

“Bene. E poi cos’altro ha imparato in questi giorni?”

“A riconoscere numeri e colori, ad accoppiare figure simili, a fare la piroetta, mettersi il cerchietto in testa da sola e ripetere tutti i versi degli animali!”

“Bene.”

“Molto bene! Anche perché non ci riferiamo mica a bau bau, miao miao. Li conosce tutti, dall’ornitorinco al camaleonte, eheh.”

“Bene.”

“Anzi, ci è pure venuto il dubbio possa essere una bambina prodigio. Non sembra anche a voi? Sì, insomma, in queste giornate ha pure imparato a tenere il ritmo a tempo di musica, infilarsi e sfilarsi i calzini, svuotare la lavatrice e la lavastoviglie, impastare la pizza, e ha solo 15 mesi!”

“Bene.”

“Bene.”

“Insomma, vi tiene in scacco.

“Sembra?”

“Sembra.”

“Mannaggia.”

 

peanuts

Autore:

Stagista a tempo pieno. Giura che non se lo meritava.

8 pensieri riguardo “Quarantaquattresimo giorno di prigionia.

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