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Cinquantanovesimo giorno di prigionia.

“Basta, Doduck. È deciso!”

“Cosa, Pilush?”

Oggi mi raserò a zero!

“Noo, Pilush. Ti prego!”

“Non ci provare, Doduck, non riuscirai a dissuadermi. Non più!”

“E che ne sarà del progetto Piero Pelù?”

“Andato. Non mi arrivano ancora al collo e sono già troppo lunghi. Non li sopporto più!”

“Ma anche Mattarella,…”

“Aah, Doduck. Non attaccare con la storia del Presidente che non va dal barbiere. Ormai ho deciso, ti ho detto. Passami il tagliacapelli!”

“Eddai, Pilush, ti supplico! Non fare gesti avventati che possano compromettere per sempre il tuo fascino! Troviamo una soluzione.”

“Ma quale soluzione, Doduck! I parrucchieri non riapriranno prima di giugno. Non c’è alternativa all’inesorabile rasoio elettrico.”

“Oh sì che c’è, Pilush. Accomodati un attimo qui!

“Che hai in mente, Doduck?”

“Aspettami qui, ti dico!”

“Ma che…? Doduck? DODUCK?! Da dove spuntano quelle forbici? Che vuoi fare?”

“Oh, niente, Pilush. Siediti tranquillo. Ci penso io.”

“Eddai, Doduck, mollami. Prendi il tagliacapelli e non pensiamoci più.”

“Aspetta, fammi dare giusto un taglio qui. E uno qui.”

“Ma così sembro un chirichetto!”

“Aspetta un attimo…taglio un poco qui, e ancora qui.”

“Ma non fare tagli netti così, dai! Prova almeno a scalare qualcosa.”

“E come si fa?”

“Ma che ne so, gira le forbici, cambia direzione.”

“Uhm. Mmm….”

“Che stai facendo là sopra?”

“Non preoccuparti, Pilush. Fidati di me!

“Posso almeno specchiarmi mentre combini questo disastro?”

“Ma no, ti guarderai quando avrò concluso l’opera!”

“Aiuto.”

“Ecco, sento di averci già preso la mano, guarda come vado liscia! Zac!”

“Doduck…”

“Una sistematina qui vicino, zac! Sai come si chiama questo movimento? Sforbiciata alla Van Gogh…

“Ehi! Attenta! L’orecchio!!”

“Ecco, appunto! Eh eh!”

“Doduck, ma sei impazzita?”

“Suvvia, ancora un po’ di pazienza Pilush. Ho quasi ultimato il mio capolavoro.”

“E queste basette?”

Queste che?”

“Le basette, devi accorciarle!”.

“Ah, già, le basette! Ecco qui!”

“Santo cielo, Doduck. Fai attenzione!”

“Ancora una spuntatina qui, e qui. Zac!”

“Ti manca molto?”

“Aspetta, ci sono quasi. La parte dietro la faccio veloce, tanto in videochiamata nessuno la vedrà.

“Ma ho ancora una vita offline, Doduck! Mannaggia!”

“Ecco, ecco, ho quasi finito. Zac, zac, zac…”

“Doduck!”

“Et voilà! Fatto!!”

“Meno male. Passami lo specchio!”

“A lei, monsieur. Ammiri, ammiri pure l’opera d’arte.”

Oh. Mio. Dio.

“Lo so, stavolta ho proprio superato me stes…”

“Doduck! PASSAMI QUEL TAGLIACAPELLI!!”

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