Pubblicato in: Portfolio

Sessantesimo giorno di prigionia.

La Doduck Mamma non è una tipa semplice, ormai lo avrete capito.

Le cose, o si fanno come dice lei, o non si fanno proprio. È puntigliosa all’invero simile, convinta nelle sue convinzioni e, a tratti, esasperante.

Tutto sommato, però, è una persona buona. La situazione a casa con il Doduck Papà, in più, non è delle più semplici, dunque io e Pilush tentiamo il più possibile di sollevarla da incombenze a cui non debba rispondere lei direttamente.

E così io mi dedico a faccende domestiche per sentirmi puntualmente dire di aver caricato male la lavastoviglie, di aver messo poco sale nella pasta, di aver sbagliato il posto a vestiti e suppellettili, di aver irreparabilmente rovinato un ordine esistente solo nella sua testa, incrinato un equilibrio che solo lei percepiva, o fatto morire piantine già rinsecchite.

E Pilush – oltre a prestarsi ai lavori contadini più faticosi – aggiusta porte sentendosi recriminare di lasciare fuori posto cacciaviti e attrezzi, aggiorna pc rischiando la gogna per aver spostato icone sul desktop, sostituisce lampadine che lui non ha fulminato ma che per lei sì.

Un’altra cosa di cui si occupa poi Pilush in questi giorni – probabilmente la più spinosa – è uscire a fare la spesa.

In famiglia abbiamo – come tutti, del resto – ridotto le uscite di questo tipo a una ogni dieci giorni circa. Per l’occasione la mamma prepara una lunga lista ragionando su tutto quello che serve, potrà servire o servirà. Divide ogni cosa per reparto, e elenca tutto in ordine di posizione dall’ingresso all’uscita del supermercato così che Pilush, compratore in terra non sua, possa orientarsi al meglio.

Di ciascun prodotto, l’astuta donna, dà poi una spiegazione ulteriore e dettagliata, a partire banalmente da marche in e marche out, fino ad arrivare alle dimensioni e colore ideali di uno o di quell’altro ortaggio, al grado di umidità di un buon pan grattato, al livello corretto di grasso al di sotto del quale desistere dall’acquisto del prosciutto crudo.

Il solerte genero si appunta ovviamente tutto prima di uscire, un po’ per accontentarla, un po’ sperando, prima o poi, di riuscire nella missione di ritirarsi con una spesa che non consenta alla suocera possibilità di ribattere.

Lascia poi casa, ogni volta, confuso e spaventato di fronte a ciò che l’aspetta. E rientra, dopo un paio d’ore spese in elucubrazioni, riflessioni e indecisione, consapevole che – scontrino alla mano – riceverà l’ennesimo cazziatone.

Oggi, per il povero Pilush, si trattava nuovamente di giorno di spesa.

Stamattina ha puntato la sveglia all’alba così da riuscire a recarsi al supermercato presto e avere tutta la calma di dedicarsi alla lista redatta ieri sera, con cura, dalla mamma, prima dell’arrivo dei clienti delle ore di punta.

Ha esplorato ciascun reparto, valutato ogni singolo prodotto tra quelli elencati, ragionato sulle varie offerte, chiesto informazioni a commessi e cassieri, riempito due carrelli di roba e si è, infine, spinto fino al banco del pesce per affrontare la sfida del giorno: reperire la giusta qualità di pesce che la suocera avrebbe trasformato in zuppa per pranzo.

È rientrato a casa fiero di aver trovato tutto quello che lei aveva scritto e, in più, delle seppioline dall’aspetto candido e tenerissimo, e degli scampi dall’aria succosa e croccante e un bello scorfano che di meglio non si sarebbe potuto desiderare e che avrebbe concorso a dar vita a una zuppa da far invidia al re dei sette mari.

E la mamma, una volta ottenute quelle buste piene di roba, ha esaminato ogni singola cosa, facendo osservazioni su date di scadenza troppo prossime, sul numero eccessivo di bottiglie di salsa e esiguo di chili di farina, bocciando formati di pasta a suo dire immangiabili, inveendo contro chi aveva confezionato male questo prodotto o tagliato irresponsabilmente quel pezzo di formaggio, selezionato incoscientemente dal povero ragazzo. È infine arrivata al sacchetto del pesce che ha aperto con grande stupore.

Davvero mai visto pesce tanto bello, e dall’aria così fresca, e dal profumo così intenso.

Si è allora rivolta a Pilush che, avendo percepito una più unica che rara soddisfazione nelle movenze della suocera, già iniziava a gongolare.

Gli ha urlato di raggiungerla in cucina a osservare lui stesso quel meraviglioso pesce solo per poi distruggerlo ancora una volta: che è ovvio che, se questo offriva il banco pescheria oggi, avrebbe dovuto comprarne almeno il doppio!

unnamed