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Difficile a immaginarsi

Io adoro la pioggia. Giuro. Adoro i temporali forti, quelli con tuoni, fulmini, vento, magari un po’ di grandine…

Adoro la pioggia, l’autunno e l’inverno. Adoro quei pomeriggi/serate in cui si è costretti a rimanere a casa, magari sul divano, magari con un film, o con un libro, sicuramente con il plaid e una tazza calda perché fuori sta diluviando. Una gioia, proprio.

L’estate, per dire, la trovo molto fastidiosa. L’afa, le zanzare, le notti insonni, la sabbia appiccicata sulla pelle, il sudore, il condizionatore rotto, i 40 gradi all’ombra, la macchina sotto al sole, le piante che si seccano, la frutta che marcisce, il turismo spinto e le mille foto di vacanze, l’ostentazione di gioia e divertimento. Insopportabile proprio.

A pensarci bene, giusto una cosa salverei dell’estate: i temporali estivi. Continua a leggere “Difficile a immaginarsi”

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“Tu tieniti pronta!”

La sfiga stagistica non avrebbe potuto assegnarmi settimana migliore della prossima per concludere il mio stage. Qui infatti si sta lavorando da mesi – a uffici unificati – per organizzare una serata storica, un Super Super Evento a cui dovrà partecipare tutto il meglio dell’élite di Lavorandia; una super super cena che si svolgerà, per l’appunto, la settimana prossima. Anzi, la sera stessa del mio ultimo giorno di lavoro. Che a volerlo fare apposta, oh!

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La fine. Inesorabilmente, la fine.

“Doduck, svegliati! Sono le 7!!”

“Impossibile Pilush, ho impostato non una ma due sveglie ieri ser…aaahh! OMMIODDIO Pilush. Sono le 7!!!! Com’è possibile?”

“Alzati, vestiti, sbrigati!!”

“Mannaggia Pilush, perché questo coso non ha suonato? Ehi, aspetta. È spento. Pilush! Il cellulare non si accende più.”

“Non può essere, Doduck, ti è già successo la scorsa settimana.”

“No, Pilush, quello era l’ALTRO cellulare. Ora sembra morto anche QUESTO.”

“Ahah, mi stai dicendo che hai fatto fuori due telefoni in 5 giorni?Continua a leggere “La fine. Inesorabilmente, la fine.”

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Cibo, segreti & complotti (Tag)

Ebbene, è successa questa cosa: manca esattamente una settimana al compimento del mio quarto mese di blog e ieri sono stata nominata per la prima volta in un Tag.

Un Tag, tra l’altro, che ha come tema, il cibo. E come prima volta, mi sembra emblematico.

Comunque. Il Tag – lo scrivo per chi fosse quasi digiuno di WordPress (come Pilush, per esempio, che ha risposto a questa notizia con “Tag, che?”) – è un elenco di regole e domande da rispettare e a cui rispondere personalmente, per poi taggare, appunto, altre persone invitandole a dire la loro; una specie di test da rivista estiva (con la differenza che in fondo non si trovano i profili finali in cui rispecchiarsi), o una sorta di catena di Sant’Antonio 2.0 (con la differenza che se non si risponde al Tag non sono previsti 7 anni di sfiga o cose simili. O almeno spero).

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Teorie e tecniche di amorosi scambi

Oggi, in pausa pranzo,
c’erano due ragazzi cicciottelli
seduti su una panchina al sole.
Lui le insegnava a baciare:
modalità di respirazione,
teorie di avvicinamento,
dinamiche della lingua,
pratica della bocca,
analisi del palato.
Lei sembrava un po’ intimidita.
Lui era concentrato,
gesticolava molto anche…

Dopo venti minuti erano ancora lì,
ma Lei aveva imparato.

 

bacio

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Ritorno a Lavorandia

Passate le due misere settimane di ferie estive, con la loro sfiga rinnovata e i loro concerti fra gente sudata e esaltata, non mi resta che tornare a scrivere qualcosa sulla mia tragica condizione di stagista, che poi è il motivo per cui questo blog era nato (ed è anche il motivo per cui fra un mese, allo scadere del mio stage, queste pagine si autodistruggeranno).

Dunque, dicevo, le vacanze sono durate due settimane e sono state più veloci di un ghiacciolo che si scioglie al sole, di un’onda che si porta via un castello di sabbia, dell’attimo in cui un piccione prende la mira e decide di cacarti in testa.  Continua a leggere “Ritorno a Lavorandia”

“Bevi la coca cola che ti fa bene.”

Ieri sera sono stata al concerto di una cover band nazionale.
Premetto che io, del cantante in questione, devo essermi persa gli ultimi vent’anni di successi. Sono ferma al suo pezzo di esordio e per me tutta la sua opera magna avrebbe potuto concludersi con quella canzone.

Il resto è l’inferno.

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La sfiga stagistica non conosce ferie!

L’intercity su cui sto viaggiando è partito 40 minuti fa.

Le due signore del mio scompartimento (che 41 min fa non si conoscevano) hanno già toccato i seguenti argomenti di conversazione:

-figli

-matrimoni

-nipoti

-nuove generazioni

-vecchie generazioni

-lavoro

-mancanza di lavoro

-internet

-terrorismo

-mezze stagioni

Mancano ancora 7 ore di viaggio, ma sono fiduciosa.

Buone vacanze anche a voi 😉

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Vita di coppia e altri disastri

“E così domani mattina hai intenzione di prendere il mio stesso treno…”

“Sì, te l’ho detto, devo venire in città per delle faccende.”

“Ok Pilush, ma il mio treno parte all’alba”

“Beh se riesci a prenderlo tu, perché non dovrei farcela io”

“Ma io riesco solo perché nei mesi ho sviluppato un programma perfetto, ragionato e studiato nei minimi dettagli.

“Bene, seguirò il tuo programma allora.”

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