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“Affronta la settimana, se hai coraggio!”

Le ferie sono finite.

Non si può dire siano andate male, suvvia. Ma neanche che siano state rilassanti. Sì, insomma, con una neonata e qualche invalido a casa, il rilassarsi non rientra fra le priorità. Però, dai, …e non stare sempre a lamentarti, Doduck!

Da una decina di giorni, poi, siamo rientrati a Lavorandia e abbiamo ripreso la vita a ritmo accelerato: mille email di lavoro, nuovi clienti da incontrare, e progetti da organizzare, e la prima riunione del nido di Ciotti, lo scarico del bagno fuori uso, il permesso parcheggio per residenti da rinnovare, la dispensa vuota, l’appuntamento con la pediatra, l’accidia.

Poi poco fa, mentre litigavo in corridoio con la fotocopiatrice, ho incrociato lo stagista Puad (sempre allegro lui, e in questo periodo ancor di più essendo finalmente riuscito a chiedere la mano della sua bella e – non secondariamente – avendo ottenuto pure uno sperato quanto non scontato  in risposta).

“Tutt’a posto, Doduck?”

“Certo. Perché lo chiedi??”

“Mah, no, così.”

“…”

“Sai, credo dovresti iscriverti anche tu.”

“A cosa, Puad? Iscrivermi a cosa?”

A boxe.

“Boxe?”

“Sì. Boxe. Una volta a settimana, qui all’Azienda Ridens.”

“Ah. E da quando?”

“Dall’anno scorso, in realtà. Ma tu eri in maternità.

“Ah, già.”

“È un’idea di Capo Ridens: finanzia questo corso che si tiene tutti i lunedì mattina, in modo che ogni dipendente possa sfogarsi a sufficienza e affrontare il resto della settimana con il sorriso.”

“Ma dai. E funziona?”

“Beh, guarda me. E oggi è venerdì…”

 

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Pannolini Lavabili

Quando stava per arrivare Ciotti, Pilush ha deciso che non sarebbe stato giusto contribuire all’inquinamento mondiale, al riscaldamento globale e all’estinzione precoce della specie, aggiungendo la nostra quota di pannolini usa e getta alla miriade consumata e mai più smaltita da tutti i neonati del pianeta.

Ha dunque deciso che avremmo acquistato un kit di pannolini lavabili: ‘ché “adesso ne fanno di modelli bellissimi”, ‘ché “sono in materiale naturale anti-arrossamento”, ‘ché “ok, bisogna lavarli, ma anche le posate e i piatti con cui mangiamo, e non è che allora uno mangia sempre con stoviglie di plastica per non mettere in conto fatica e perdita di tempo”, ‘ché “Santo Cielo Doduck, è giusto così, non fare tante storie!” Continua a leggere “Pannolini Lavabili”

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Severa ma giusta

Ieri mattina lo stagista Puad – che ha ormai a tutti gli effetti cambiato ruolo e passa le sue giornate dall’altra parte del corridoio rispetto all’ufficietto occupato da me, Satti e Griscil – ha fatto capolino fra le nostre scrivanie annunciando a me e Satti di aver comprato un anello per la sua ragazza. Continua a leggere “Severa ma giusta”

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Griscil

Vi ho già raccontato dello scherzetto di Capo Ridens che al ritorno dalla maternità mi ha piazzato in un nuovo ufficio, alle dipendenze di una più che mai depressa Satti.

Non vi ho detto però che oltre a me e Satti, in questo ufficio, vive e lotta la tostissima Griscil.

Sì, tostissima. Perché Griscil è una di quelle che non la manda tanto a dire. Caschetto nero, stile impeccabile, vitina stretta e gonne larghe. Sguardo affilato, lingua tagliente. Dice sempre quello che pensa. Anche a costo di andare contro i colleghi. Anche a costo di risultare cattiva. O distante, quanto meno. Griscil è arrivata in questo posto come receptionist e in meno di una decina d’anni ha scalato le vette, ottenendo una scrivania, un ruolo di semi-responsabilità e il rispetto sconfinato da parte dell’intera Azienda.

Persino Capo Ridens, che da sotto il suo ghigno prova ogni tanto a fare il simpatico, ha ormai capito che con Griscil non attacca. Perché Griscil ride solo quando lo decide lei, sta al gioco solo con chi decide lei, non si fa prendere da smancerie o perdite di tempo. Lavora sodo e dà stoccate all’occorrenza. Soprattutto a chi non rispecchia il suo ideale umano. O a chi chiacchiera troppo. O sembra essere troppo allegro. Sì, insomma, soprattutto a Satti che – sebbene sia a tutti gli effetti anche la sua di responsabile – ogni tanto risulta davvero un po’ troppo svampita per i gusti di tutti. E per quelli di Griscil a maggior ragione.

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Un lunghissimo viaggio

Il viaggio di rientro a Lavorandia è stato più lungo del previsto. Secondo i piani avremmo dovuto lasciare la casa dei nonni domenica per poter essere in ufficio lunedì mattina, poi però, complice il voler festeggiare con calma il sesto complemese di Ciotti, il timore che di domenica ci sarebbe stato più traffico e la convinzione di poter entrare in ufficio di lunedì pomeriggio sbrigando comunque tutto ciò che ci sarebbe stato da sbrigare, la partenza è slittata al giorno successivo.

Ovviamente lunedì abbiamo trovato in autostrada l’apocalisse. Tir, trasporti eccezionali, operai al lavoro, code chilometriche, caldo mortale, sete, fame, sonno e neanche un autogrill che ci spacciasse dei Pocket Coffee (a quanto pare d’estate li fanno sparire per evitare che si sciolgano).

Così, quando alla quinta ora di viaggio abbiamo realizzato che non saremmo mai arrivati a Lavorandia in tempi utili per recuperare la giornata di lavoro e che Ciotti si stava agitando davvero troppo per consentirci di preservare una qualche sanità psicofisica, abbiamo deciso di fare una deviazione, uscire dall’autostrada e fermarci all’Outlet.

Ora. Vorrei darvi qualche consiglio spassionato: Continua a leggere “Un lunghissimo viaggio”