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Pensa a tutto lui.

“Pronto, Doduck? Allora, confermato, arriviamo lì da te il 31, saremo in dieci.”

“Ehi, pronto Pilush, aspetta. Come, il 31? In dieci? Dove?”

“Ma sì, Doduck, te ne avevo parlato il mese scorso. Mi sembrava fossi d’accordo all’idea di passare il capodanno a casa tua in campagna, con i miei amici.”

“Ma, Pilush, ne avremo parlato per sbaglio chissà quando. Poi tu sei partito per il mondo e…”

“Beh, ma ora sono tornato. Sarà una grande festa! Ho già pensato a tutto io.

“No, Pilush, un attimo. Qui a casa ci sono già i miei, ceneranno in sala con i loro amici.”

“Bello! Più siamo, più ci divertiamo!”

“No, temo tu non abbia capito. Loro saranno già un sacco di persone, non posso aggiungere altri dieci invitati, non credi?”

“Ah.”

“Dobbiamo trovare un’alternativa”

“Hai ragione, Doduck.”

“Devi chiamare subito i tuoi amici e dire che purtroppo…”

“Purtroppo… faremo il cenone nel seminterrato!

Continua a leggere “Pensa a tutto lui.”

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Chissenefrega!

Negli ultimi due giorni è come se il mondo dell’online si fosse ribellato all’offline, tirando fuori spaventosi mostri fatti di codici immemorizzabili, condizioni inaccettabili e termini incomprensibili.

E le cose sono andate più o meno così: Continua a leggere “Chissenefrega!”

Di quando si comincia a invecchiare

Di questo, io oggi, volevo parlare:
di quando a novembre cominci a star male.
E non dico così, tanto per dire,
parlo di mal di gola e raffreddore che finiranno ad aprile.

Di quando la sera fatichi ad uscire,
niente cene, né feste, preferiresti morire.
Di quando il weekend vorresti solo riposare,
mentre prima, anche in inverno, saresti partita per il mare.

Vorrei proprio parlare di quel che succede
– e lo faccio per chi, magari, se lo chiede –
quando la carbonara delle tre di notte non sai più digerire,
niente fumo, né alcol, solo zenzero e miele.

Di quando sui social tutti scrivono di gente,
di cui tu – dico davvero – non sai proprio niente.
Di quando i più piccolini, con timor reverenziale,
del “signora” ti danno, e ti senti un po’ male.

Di quando le amiche parlan già di marito
e degli ingredienti migliori per preparare il bollito.
Di quando poi pensano a mutui e bambini,
o al colore da dare a pareti e comodini.

Di quando una sola nocciolina, una volta ingerita,
richiede mesi di palestra per essere smaltita.
Di quando pasti – anche semplici – si portano avanti
e invece che nello stomaco finiscono sui fianchi.

Di quando la pioggia battente ti invita a dormire,
sul divano, tra i cuscini, nascosta, a sparire.
Di quando smetti di truccarti ché tanto oramai,
l’era dei brufoli è finita e non torna, lo sai.

Di quando smettono di chiederti se hai più di diciott’anni,
di quando non riesci a contare su dieci dita tutti i malanni.
Di quando le offerte Young non ti spettano più
e anche le tette cominciano a scendere giù.

Di quando gli horror spaventano, i thriller mettono il magone,
di quando prima che finisca il film ti addormenti sotto al piumone.
Di quando ai drammi psicologici, ai noir e ai gialli,
preferisci commedie o programmi mattutini con Magalli.

Insomma, avete capito, vi voglio parlare
di quando purtroppo si comincia a invecchiare.
Così che anche voi, che siete brava gente,
ve ne facciate una ragione, ché tanto non ci si può far niente.

Ché capita, purtroppo, a tutti gli esseri umani.
Ai belli, ai brutti, ai biondi, ai castani.
Capita a chi credeva non sarebbe mai successo a lui,
e anche a chi, da quando è nato, aspetta tempi bui.

Capita e – parliamoci chiaro – non è tanto piacevole
scoprire che tutto scorre, inesorabile e rapido come le nuvole.
Ma per concludere, devo dirlo, una cosa rimane a darmi emozione
pensare che più invecchio e meno manca (forse) alla pensione!

 

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