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Trentunesimo giorno di prigionia.

3.00 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
3.30 am – La mamma la riaddormenta.
5.00 am – Il nonno sveglia la nonna chiedendo di alzarsi.
6.00 am – La nonna solleva il nonno dal letto, lo lava, lo veste.
6.40 am – Il nonno e la nonna raggiungono la cucina e fanno colazione.
8.00 am – La bebè sveglia la mamma talvolta ridendo e accarezzandola, talvolta piangendo, cercando una tetta.
8.01 am – La bebè sveglia il papà tentando di infilargli un ditino nel naso.
8.06 am – La mamma allatta la bebè un po’ a letto.
8.12 am – Il papà prende la bebè, le cambia il pannolino, la veste.
8.35 am – La mamma, il papà e la bebè raggiungono la cucina per fare colazione.
8.40 am – La nonna dà qualche medicina al nonno.
9.00 am – La nonna intrattiene la bebè.
9.10 am -La nonna legge un libro alla bebè.
9.15 am – La nonna e la bebè giocano con le costruzioni, poi con la palla, poi con le bolle di sapone.
9.30 am – Il papà inizia a lavorare al pc.
9.45 am – La mamma e la bebè fanno una passeggiata in giardino.
9.55 am – La nonna e la bebè fanno una passeggiata in giardino.
10.05 am – La nonna e la bebè si mettono a raccogliere dei fiori.
10.25 am – Il papà cambia il pannolino alla bebè.
10.30 am – La mamma fa una videochiamata di lavoro.
11.00 am – La mamma e la nonna accompagnano il nonno in bagno.
11.10 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
11.11 am – Il papà molla il pc e prende a raccogliere fiori in giardino con la bebè.
11.30 am – La mamma aiuta il nonno a bere un bicchier d’acqua.
11.35 am – La nonna ascolta canzoncine con la bebè.
11.40 am – La mamma si fa aiutare dalla bebè a svuotare la lavastoviglie.
11.45 am – Il papà fa una telefonata di lavoro.
11.50 am – La nonna prova a preparare il pranzo per la bebè e per il nonno.
11.55 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
12.00 am – La mamma intrattiene la bebè facendole ciucciare un po’ di latte.
12.03 am – La mamma dà la pappa alla bebè.
12.05 am – La nonna dà la pappa al nonno.
12.21 am – La nonna dà qualche medicina al nonno.
12.31 am – Il papà cambia il pannolino alla bebè.
12.40 am – La mamma e la nonna accompagnano in bagno il nonno.
1.00 pm – La nonna, la mamma e il papà pranzano.
1.28 pm – La bebè gira intorno al tavolo correndo e canticchiando.
1.40 pm – La mamma accompagna la nonna e il nonno a letto per il riposino.
1.45 pm – La mamma prova ad addormentare la bebè dandole del latte.
1.55 pm – Il papà addormenta la bebé canticchiando.
2.00 pm – La mamma attacca a lavorare al pc.
2.30 pm – Il papà va in bagno.
3.00 pm – La mamma solleva dal letto il nonno. Gli dà qualche medicina.
3.17 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
3.30 pm – Il papà recupera dal lettino la bebè. Le dà qualche vitamina.
3.35 pm – Il papà attacca a lavorare al pc.
3.45 pm – La nonna fa fare merenda al nonno e alla bebè.
4.10 pm – La mamma aiuta il nonno a fare qualche passo.
4.25 pm – La mamma inizia una nuova videochiamata con le colleghe.
4.30 pm – La nonna e la bebè guardano qualche cartone animato in tv.
4.41 pm – La nonna e la bebè giocano con le costruzioni, poi con la palla, poi con le bolle di sapone.
4.57 pm – La bebè e il nonno provano a farsi qualche smorfia a vicenda.
5.10 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
5.15 pm – La mamma fa ciucciare alla bebè un po’ di latte.
5.35 pm – Il papà fa una passeggiata con la bebè in giardino.
5.40 pm – La nonna aiuta il nonno a bere un bicchiere d’acqua.
5.55 pm – Il papà si fa aiutare dalla bebè a stendere il bucato.
6.10 pm – La mamma e la nonna accompagnano il nonno in bagno.
6.30 pm – La nonna prepara la cena per la bebè e per il nonno.
6.55 pm – Il papà dà la pappa alla bebè.
7.05 pm – La mamma dà la pappa al nonno.
7.27 pm – La mamma cambia il pannolino alla bebè.
7.39 pm – La nonna prepara la cena per sé stessa, per la mamma, per il papà.
8.00 pm – La nonna, la mamma e il papà cenano.
8.20 pm – La nonna, il nonno, la mamma, il papà, la bebè ricevono una videochiamata dagli altri nonni.
8.25 pm – Gli altri nonni, in videochiamata, chiedono come mai ci si faccia sentire sempre così poco.
8.37 pm – La bebè gira intorno al tavolo correndo e canticchiando.
8.49 pm – La nonna dà qualche medicina al nonno.
9.10 pm – Il papà cambia il pannolino e mette il pigiamino alla bebè.
9.15 pm – La mamma e la nonna accompagnano in bagno il nonno e gli mettono il pigiama.
9.21 pm – La nonna legge alla bebè la favola della buonanotte.
9.25 pm – La mamma mette a letto il nonno.
9.30 pm – Il papà finisce di rispondere alle email della giornata.
9.31 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
9.45 pm – La mamma addormenta la bebè.
9.51 pm – La nonna raggiunge a letto il nonno.
9.57 pm – Il papà si mette il pigiama e inizia a russare.
10.55 pm – La mamma scrive la sua pagina di diario quotidiana, chiude porte e finestre, si infila sotto le coperte e crolla.
3.00 am – La bebè inizia a urlare come una pazza…

La conquista del mondo dev’essere solo questione di non perdere il ritmo.

novembre | 2013 | I figli di Morfeo

 

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Nono giorno di prigionia.

Il problema, con Ciotti, in questi giorni di prigionia è che i suoi ritmi sono un po’ sballati.

Questo vuol dire – tendenzialmente – che al mattino non vuole svegliarsi, che durante la giornata fa qualche pisolino in orari poco consoni e, soprattutto, che la sera non vuole addormentarsi.

Quest’ultima abitudine, in particolare, è devastante per i suoi genitori che chiusi in casa da giorni, senza prospettive e sfiancati da interminabili ore di telefonate o corsi online, vorrebbero concedersi almeno qualche serata di svago e stravaccamento sul divano a guardare serie tv.

Con la pupa sveglia è infatti impossibile fare qualunque cosa di senso, che sia scambiare due parole, preparare la ribollita o seguire la trama di un contenuto multimediale.

Certo, un modo per salvarsi potrebbe essere fare in modo di sfinirla completamente durante la giornata così da farla arrivare all’ora di cena stremata e costringerla a crollare subito dopo aver terminato la pappa.

Un piano da nulla, insomma. Ma la nostra ultima spiaggia.

E così – con malefiche mire – stamattina l’abbiamo tirata giù dal lettino di buon’ora. Ha partecipato allegra alla nostra colazione. Abbiamo passato poi la giornata a palleggiarcela silenziando i microfoni durante le riunioni e oscurando le webcam dalle classi virtuali.

Intanto abbiamo sfogliato libri, impilato cubi, lavato paperotti di gomma, imitato tutti gli animali, calciato palle di spugna, cantato canzoncine, acceso e spento ogni tipo di interruttore, impastato farina, fatto cavalluccio e ghirighirighetto, accarezzato peluche, scoppiato bolle di sapone, bucato palloncini, svuotato e riempito scatole, mangiato biscotti, annusato spezie, lanciato cose.

Abbiamo evitato che si concedesse il secondo pisolino della giornata e abbiamo continuato imperterriti a intrattenerla durante il lavoro nonostante digitasse lettere a caso sulle nostre email, scarabocchiasse le nostre agende e intervenisse urlando in riunione.

Un programma perfetto, studiato e perseguito minuto per minuto, per far sì che il sonno la potesse cogliere in tempo per l’inizio della nostra serata.

Un programma risultato essere – a tutti gli effetti – davvero efficace.

Tanto che alle ore 18.30 in punto, quando ormai cantavamo vittoria e scrollavamo già la lista dei titoli su Netflix consci che ci sarebbe bastato darle un po’ di pappa per cena e accompagnarla in una tanto meritata (sua quanto nostra) nanna, lei – incurante di ogni previsione – è improvvisamente crollata.

Senza darci il tempo di sfamarla. Né di metterle un pannolino. Un pigiama. Di darle un bacio che sancisse la sua buonanotte. Nulla.

E così alle 23.05 ancora dorme, in questa condizione precaria. In questo secondo pisolino della giornata che ha deciso di concedersi prepotentemente e nonostante ogni nostro tentativo di dissimulazione.

Dorme. Ora.

Pronta a svegliarsi nel cuore della notte, affamata, pisciata.

E più incazzata che mai.

 

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#andràtuttobene

Il 2020 è iniziato da una settantina di giorni.
Ho perso 2 chili.
Ciotti ha compiuto un anno.
I capelli mi si sono allungati di circa 3cm.
Pilush, da libero professionista qual è, si è buttato in una decina di progetti diversi.
Ciotti ha deciso che urlerà come una pazza ogni volta che sentirà parlare di nido.
Ciotti non ha ancora accettato l’idea di dover buttare il proprio prezioso tempo con 12 poppanti e 3 simpatiche maestre sorridenti.
Le 3 simpatiche maestre sorridenti dicono che le passerà.
Per quasi due mesi abbiamo ospitato i genitori di Pilush venuti a Lavorandia a farci da nonni, cuochi, baby-sitter, colf e tutto fare.
La ricerca di una casa in cui trasferirci non si è ancora conclusa.
Casa nostra è ancora un bilocale mansardato di 50 metri quadrati.
Pilush ha aggiunto progetti ai progetti e ha lavorato così tanto da poter essere considerato ormai un “non-tanto-libero professionista”.
Mi sono presa la polmonite.
A inizio febbraio, quando non faceva ancora tanto clamore e passava con un po’ di riposo.
Ho passato un mese in malattia, chiusa in casa con i suoceri e lontana dall’Azienda Ridens.
Casa nostra è sempre un bilocale mansardato di 50 metri quadrati.
Nel frattempo, a lavoro, è arrivata una nuova stagista, Capci.
Nel frattempo, a lavoro, è arrivata una nuova responsabile, Sisch.
La stagista Capci sostituisce Griscil, attualmente in maternità.
La stagista Capci è biondina, timidina, ansiosina. Sto cercando di addestrarla in fretta. Mi spiacerebbe soccombesse subito.
La nuova responsabile Sisch affianca Satti, sempre più schizzata.
La nuova responsabile Sisch è mora, alta, combattiva. Dice che insieme potremo fare grandi cose. Prima fra tutte: far soccombere l’incapace Satti.
Stavo finalmente per rientrare a lavoro.
Stavo finalmente per emergere dalla prigionia.

Poi è scoppiata un’epidemia mondiale virale dilagante. Continua a leggere “#andràtuttobene”

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Punti di vista

“Doduck.”

“Pilush…?”

“Stavo ragionando sulle nostre giornate…”

“Ah. E?”

“Io porto Ciotti al nido ogni mattina, la lavo, la vesto, e usciamo di buon’ora.”

“Lo so, esco a quell’ora anch’io per andare in ufficio, ricordi?

“L’inserimento sembra anche procedere bene, non si agita più di tanto.”

“So anche questo, ho parlato con la maestra.”

“Giusto un po’ se le viene sonno a metà mattinata, poi tutto ok.”

“Eggià. Alla grande, direi!”

“Allora io la lascio in aula, passo al bar per un caffè e poi al mercato lì accanto per frutta e verdura.”

“Ottimo aver trovato della frutta e verdura così buona, proprio accanto al nido. Non credi?”

“E poi lavoro un po’ al pc, torno a prendere la bimba a fine mattinata e ce ne andiamo a casa. Sistemo la spesa e preparo il pranzo. E la intrattengo aspettando che rientri la mamma…”

“E appena mi vede entrare in casa mi fa un sacco di feste! Che amore!”

“E dopo pranzo mi rimetto a lavorare al pc.”

“Già, e io me la spasso tutto il pomeriggio a suon di Zecchino d’oro. Ormai le so tutte! Eheh.”

“Sì. Così fino a sera.”

“Ah beh, no, intervalliamo anche con qualche filastrocca, cosa credi!”

“E poi prepariamo la pappa per Ciotti, e la nostra cena, e mandiamo una o due lavatrici, e la lavastoviglie. Altre canzoncine, pigiamino, canzoncine, bimba a nanna.”

“E finalmente noi ci rilassiamo!”

“Sì, facendo zapping alla tv e iniziando a vedere cose che puntualmente non riusciamo a finire.”

“E ragionando ogni sera su un gusto di tisana diverso per poi prepararci sempre…”

“Sempre la stessa.”

Eheheh.

“E alle 23.05 crolliamo dal sonno, ci infiliamo sotto le coperte e buonanotte.”

“Seh, magari. A quel punto io devo ancora fare i conti con te che russi e con Ciotti che cerca ripetutamente la tetta nel dormiveglia.”

“Già.”

“A quanto pare per la mamma non sono previste nottate di sonno, ma va beh, fa parte del gioco! È quasi divertente districarmi fra voi due, sai?”

“Sì. E poi la mattina dopo si riparte, e così il giorno seguente.”

“Teniamo un bel ritmo, devi ammetterlo.”

“Già.”

“Mi sembra proprio che in questa nuova vita da genitori ce la stiamo cavando alla grande, non credi?”

“A dire il vero…”

“Sì?”

“A me sembra che questa nuova vita da genitori ci abbia trasformati in due sessantenni.”

 

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Cara Trenitalia, ascolta a mammà!

Cara Trenitalia,

era effettivamente da un po’ di tempo che non sentivo più la necessità di scriverti una delle mie lettere.

E tu avrai pensato fosse tutto finito fra noi, ché ormai che sono diventata mamma mi fossi messa l’anima in pace. Che avessi smesso con queste pretese da giovane pendolare spensierata. Che, anzi, mi mancasse il tempo e la voglia per far polemica.

Ebbene, pensavi male: eccomi qui.

È vero, diventando mamma cambiano tante cose. In parte anche il modo di viaggiare. Ho smesso, per esempio – lo capirai – di prenotare viaggi su Blablacar.

Ho preso invece, molto più spesso, a fare lunghe traversate dell’Italia in macchina – io, Pilush e Ciotti da soli – macinando infiniti km di autostrada, di giorno e di notte, per interminabili ore, allungate anche dalla necessità di fare un numero indefinito di soste per poppate/pipì/rifornimenti/cambi/fame/pianti.

Poi, a un certo punto, ho pensato che – perché no – avrei potuto darti una chance e anzi, cercare di ricostruire il nostro rapporto messo più volte a dura prova, sfidandoti su una nuova e ostica materia: viaggio in treno con neonata. Continua a leggere “Cara Trenitalia, ascolta a mammà!”