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Si raccomanda di non uscire nelle ore più calde della giornata

Il caldo di questi giorni non dà tregua. Temperature stratosferiche raggiunte in tutta la penisola e a Lavorandia, soprattutto. La gente se ne va in giro boccheggiando e svarionando, in preda ad attacchi di nervosismo dati evidentemente da mancato apporto di sangue al cervello, causa evaporazione.

Fa talmente caldo che le piantine del balcone hanno alzato bandiera bianca chiedendo di non essere più annaffiate in modo che la morte arrivi rapida. Un’eutanasia e non ci si pensi più.

Fa talmente caldo che Capo Ridens ha acconsentito ad accendere a bomba tutti i condizionatori dell’Azienda Ridens a costo di chiudere il bilancio aziendale in rosso per la prima volta in anni di onorata carriera.

Fa talmente caldo che perfino la nota fame atavica che accomuna me e Pilush è svanita. Non vogliamo cucinare più, masticare più, né tanto meno scendere a fare la spesa per risalire in casa stanchi, sudati e puzzolenti. Sopravviviamo leccando cornetti Algida a tutte le ore del giorno e della notte, e tanto ci basta.

Fa talmente caldo che anche Ciotti, quando si attacca al seno per ciucciare, alza i suoi occhioni perplessa verso di me come a dire “Eddai, mamma, anche stavolta ti sei scordata di mettere il latte in frigo?”.

Fa talmente caldo che ogni notte mi sveglio di soprassalto in un bagno di sudore e controllo preoccupata vicino a me che la bimba non si sia definitivamente sciolta. Mica per altro, ma doverla ricreare da capo, a questo punto del percorso, un po’ mi scoccerebbe. Continua a leggere “Si raccomanda di non uscire nelle ore più calde della giornata”

Cara, fresca, dolce neve

Cara, fresca e dolce neve,
in questi giorni scendi lieve,
tanto che saresti anche carina,
se io non dovessi star fuori fino a sera, dalla mattina.

Solo ieri, per esempio,
ho dovuto far 500 chilometri in autostrada, oddio, che scempio!
E stamattina – per dirla tutta –
uscire dal piumone è stata davvero brutta.

Per non parlare del raggiungere l’ufficio,
al freddo, e al gelo, proprio un sacrificio.
‘Ché già ero triste perché Pilush se n’è andato,
dover andare a piedi a lavoro, davvero non l’avevo considerato.

E per di più era pure tardino,
così ho pensato di pedalare pian pianino,
pur di non rinunciare alla bicicletta:
ero, credimi, troppo di fretta.

Alla prima curva, però, cara neve,
sebbene tu sia bella, dolce e lieve,
io ho dovuto frenare bruscamente,
e ho fatto un volo per terra, mica niente.

Mi sono rialzata zuppa e indolenzita,
e ti ho dato tanti epiteti che non si contan sulle dita.
Spero proprio tu non li abbia sentiti, neve,
o arrossiresti parecchio e perderesti il tuo candore.

Neve cara, dolce e lieve,
facciamo un patto, sii gentile:
dovrò tornare a casa fra qualche minuto,
fermati un attimo, vienimi in aiuto.

Quando poi avrò chiuso definitivamente il portone
e sarò al riparo, accanto al termosifone,
tu ricomincia pure a cadere,
cara, dolce e fresca neve.

Sono d’accordo che rendi tutto più bello,
ma da sotto a una coperta, non a un ombrello.
Non so se hai capito bene bene il concetto,
certo, l’ideale sarebbe ci fosse anche un caminetto.

O, in alternativa, cara neve bianca,
datti molto di più da fare, non sentirti stanca,
scendi copiosa, veloce e abbondante,
tutto il giorno e tutta la notte, fino alla settimana entrante.

Così da arrivare a due metri, fuori dalle case,
a imbiancare tutto: strade, paesi e chiese.
A bloccare ogni cosa, con muri di ghiaccio alti così,
da non potersi muovere, neanche in doposci.

E chissà, bianca neve, che allora non riuscirai
a dar gioia davvero a tutti, lasciandoli fuori dai guai,
tenendoli costretti in casa, a oziare al calduccio,
l’unico tragitto da fare: quello dal divano al lettuccio.

Ma aspetta, dolce neve, toglimi una curiosità,
quando scendi abbondante, anche gli uffici seguono delle scuole la modalità?
Ho dato per scontato che chiudessero, ma in effetti non lo so,
mi rivolgo a te che sei esperta, ti prego, non dirmi di no.

Se così non fosse, se il lavoro non riusciresti comunque a cancellare,
mi rimangio quello che ho detto, non hai proprio nulla da valutare.
Non ti resta, davvero, che fare dolcemente come Baglioni,
e levarti velocemente e candidamente dai maroni.

 

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