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Griscil

Vi ho già raccontato dello scherzetto di Capo Ridens che al ritorno dalla maternità mi ha piazzato in un nuovo ufficio, alle dipendenze di una più che mai depressa Satti.

Non vi ho detto però che oltre a me e Satti, in questo ufficio, vive e lotta la tostissima Griscil.

Sì, tostissima. Perché Griscil è una di quelle che non la manda tanto a dire. Caschetto nero, stile impeccabile, vitina stretta e gonne larghe. Sguardo affilato, lingua tagliente. Dice sempre quello che pensa. Anche a costo di andare contro i colleghi. Anche a costo di risultare cattiva. O distante, quanto meno. Griscil è arrivata in questo posto come receptionist e in meno di una decina d’anni ha scalato le vette, ottenendo una scrivania, un ruolo di semi-responsabilità e il rispetto sconfinato da parte dell’intera Azienda.

Persino Capo Ridens, che da sotto il suo ghigno prova ogni tanto a fare il simpatico, ha ormai capito che con Griscil non attacca. Perché Griscil ride solo quando lo decide lei, sta al gioco solo con chi decide lei, non si fa prendere da smancerie o perdite di tempo. Lavora sodo e dà stoccate all’occorrenza. Soprattutto a chi non rispecchia il suo ideale umano. O a chi chiacchiera troppo. O sembra essere troppo allegro. Sì, insomma, soprattutto a Satti che – sebbene sia a tutti gli effetti anche la sua di responsabile – ogni tanto risulta davvero un po’ troppo svampita per i gusti di tutti. E per quelli di Griscil a maggior ragione.

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Ben tornata, Doduck!

Ogni ufficio ha al suo interno diverse tipologie di dipendenti e fra questi non può mai mancare l’allegro cronico. Un po’ fricchettone, un po’ Peace&Love, un po’ volemose bene giacchè ci tocca passare tutte le nostre giornate insieme, su!.

Satti – ve ne ho già parlato – all’interno dell’Azienda Ridens è proprio questo.

È quella che arriva al mattino pedalando dopo essere già stata in piscina, a fare la spesa al mercato, e a pulire le strade di Lavorandia per riappacificarsi con il proprio karma. È quella che entra in ufficio e prima di accendere il pc annaffia le piantine del davanzale, prima di sedersi alla scrivania, ripone con cura nel frigorifero dello sgabuzzino le 7 pietanze bio diverse che si è preparata per pranzo. È quella che ti offre il caffè durante la pausa, che canta – a volte – per il corridoio, e che sorride a tutti anche mentre parla al cellulare in cortile.

Insomma. È quella presa bene. Continua a leggere “Ben tornata, Doduck!”

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Sogni di gloria

“Pronto Puad, come stai? Come vanno le cose all’Azienda Ridens?”

“Ehi, Doduck! Che bello sentirti! Qui va tutto benone, siamo pieni di lavoro ma ce la caviamo.”

“Mi spiace, so che Capo Ridens ha appioppato a te anche tutta la mia parte.”

“Oh sì, ma non preoccuparti.”

“Mi preoccupo, invece. Quello che ti ha fatto non è giusto!”

“Cosa intendi?” Continua a leggere “Sogni di gloria”

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La Grande Festa Annuale di Primavera

Sabato scorso l’Azienda Ridens ha organizzato la Grande Festa Annuale di Primavera.

Si tratta, per l’appunto, di una maestosa festa che viene organizzata ogni anno e a cui viene invitata tutta la crème de la crème della clientela Ridens. Ovviamente è un evento creato ad hoc per dire ai nostri clienti delle cose. Tipo che ci siamo, che ci ricordiamo di loro non solo quando dobbiamo fatturare e che, in generale, siamo gente fighissima che fa cose fighissime. Tra cui delle feste superlative. Yeah. Continua a leggere “La Grande Festa Annuale di Primavera”

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Contento lui…

“Ehi Puad, Capo Ridens sta facendo i colloqui con il personale. Chissà come si svolgono, che si fa,… Sì insomma, mi hanno detto che magari si rivede il contratto, o si può parlarne per lo meno…”

“So tutto Doduck. Io il colloquio l’ho già fatto!”

“Davvero?”

“Sì e sono felicissimo. È andata proprio così. Mi sono seduto e mi ha fatto una proposta, un contratto vero, dopo questi 18 mesi di stage.

“Oddio, Puad. Ottimo! E io che pensavo saresti rimasto stagista a vita….”

“Sempre scettica tu.”

“Beh, quindi? Che tipo di contratto ti ha proposto?”

“Mi ha proposto un tempo determinato, fino a dicembre.”

“Ah.”

“Ah?”

“Beh. Ok. Cioè, cavolo, fino a dicembre? Sono 9 mesi.”

“Sì, mi sembra ottimo, no?”

“Sì, cioè, insomma. Neanche un anno.”

“Va bene lo stesso, dai…”

“Sì. Va bene lo stesso. Ma perché non ha proposto anche a te un apprendistato?”

“Ah. Boh, non saprei Doduck.”

“All’azienda costa pochissimo ma almeno sono tre anni garantiti.”

“Uhm, forse hai ragione.”

“Un po’ di certezza in più, in questo mondo precario. Non credi?”

“Va beh Doduck, ma sono contento lo stesso.”

“Ok Puad. Hai ragione tu, se sei contento va bene cosi. Altri 9 mesi non sono poi male.”

“No, infatti!”

“E poi non sarà apprendistato ma ti avrà almeno alzato lo stipendio – con un tempo determinato full time – rispetto allo stage, no?”

“Oh, certo Doduck. È anche per questo che sono felicissimo. Sai com’è, dopo un anno e mezzo, i 500 euro mensili iniziavano a pesarmi un po’.”

“Immagino..”

Pensa che ora me ne darà 650.

“650?”

“Sì, Doduck. O 700, forse. Vuole pensarci ancora un po’.

“Ah, vuole pensarci. Mannaggia a lui.”

“Che hai Doduck?”

“650 euro. Full time.”

“Forse 700, hai capito?”

“Puad, mi sembra assurdo.”

“Lo so, anch’io stento a crederci. Sono al settimo cielo, te l’ho detto!”

 

Donald_facepalm