Pubblicato in: Poesie, Portfolio

Cinquantesimo giorno di prigionia.

E così sono cinquanta
e siamo ancora in quarantena
ci avevan chiesto pazienza, non sapevamo quanta
ora sembra passato un secolo da quando ci hanno stretto in catena.

Son stati giorni di decisioni importanti e vari decreti,
discorsi, conferenze stampa e autocertificazioni,
discussioni, opinioni, pareri, divieti,
dati da gente assennata, o da alcuni c***oni.

Conte, in questi giorni, più volte, si è pronunciato,
guardandoci negli occhi, con la voce nasale
non mollate proprio ora, si è da sempre raccomandato
sarebbe davvero un grande suicidio generale.

Poi, però, non si sa proprio il come o il perché
da qualche giorno ha deciso fosse ormai giunto il punto
di allentare la morsa, di concederci di uscire per un tè,
con un nonno, uno zio, un cugino o un congiunto.

Ha così annunciato che anche i parchi riapriranno,
oltre a fabbriche, aziende, estetisti e parrucchieri,
negozi, ristoranti, botteghe e con affanno,
anche studi legali, take away, musei e cantieri.

E la gente, incosciente, ha pure iniziato a dire
che certo, si poteva fare di meglio, con questa seconda fase.
Che non è abbastanza, e così non sembra neanche di ripartire.
Che proprio non se ne può più di stare dentro alle case.

Ma Conte ha ribadito di non voler essere frainteso,
chè, va bene, qualcuno deve pur tornare a lavorare
ma che bisogna fare ancora più attenzione e dare molto peso
a distanze, igiene e dispositivi di protezione personale.

Ha poi dichiarato, con decisione e ferma mano
che non è ancora giunto il momento in cui pensare
che tutto quanto sia ormai un passato remoto e lontano,
un sogno, bruttissimo, da poter in fretta dimenticare.

Non esclude, infatti, l’esimio Presidente
che possa esserci una ricaduta tutt’altro che piacevole,
se si lascerà fare ciò che vuole a tutta la gente
gite, pic nic, o altro gesto deplorevole.

E allora io, Doduck, che sono una semplice stagista,
ho pensato di scrivervi questa bruttina e stonata canzone
per dirvi che, davvero, e non per esser disfattista
non mi sembra il caso di insistere a mettere in pericolo l’intera nazione.

Ne sono passati cinquanta di giorni, è un bel traguardo
stringiamo la cinghia e rimaniamo ancora un po’ dentro
uscire ora sarebbe proprio un azzardo
un assist per permettere al virus di fare centro.

In fondo, sapete, queste cose come vanno
i primi giorni sono duri ma poi ci si prende la mano
come quando ci si mette a dieta, tutti pensano che non ce la fanno
ma il peggio è solo cominciare, ormai lo sa anche il più profano.

Ormai che le videochiamate non hanno più segreti,
e che sappiamo fare a occhi chiusi pizza e pane,
non facciamoci prendere dalla fretta, stiamo quieti
restiamo ancora un po’ nelle nostre tane.

Magari ne passeranno ottanta di giorni, o forse cento,
e si susseguiranno ancora decreti, conferenze e autocertificazioni
usciremo però, quando il mondo non farà più spavento,
per ricominciare a vivere sereni, abbracciati e senza restrizioni!

I PEANUTS ARRIVANO AL CINEMA: 'SOGNA IN GRANDE' NELLE SALE DAL 5 ...

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Trentunesimo giorno di prigionia.

3.00 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
3.30 am – La mamma la riaddormenta.
5.00 am – Il nonno sveglia la nonna chiedendo di alzarsi.
6.00 am – La nonna solleva il nonno dal letto, lo lava, lo veste.
6.40 am – Il nonno e la nonna raggiungono la cucina e fanno colazione.
8.00 am – La bebè sveglia la mamma talvolta ridendo e accarezzandola, talvolta piangendo, cercando una tetta.
8.01 am – La bebè sveglia il papà tentando di infilargli un ditino nel naso.
8.06 am – La mamma allatta la bebè un po’ a letto.
8.12 am – Il papà prende la bebè, le cambia il pannolino, la veste.
8.35 am – La mamma, il papà e la bebè raggiungono la cucina per fare colazione.
8.40 am – La nonna dà qualche medicina al nonno.
9.00 am – La nonna intrattiene la bebè.
9.10 am -La nonna legge un libro alla bebè.
9.15 am – La nonna e la bebè giocano con le costruzioni, poi con la palla, poi con le bolle di sapone.
9.30 am – Il papà inizia a lavorare al pc.
9.45 am – La mamma e la bebè fanno una passeggiata in giardino.
9.55 am – La nonna e la bebè fanno una passeggiata in giardino.
10.05 am – La nonna e la bebè si mettono a raccogliere dei fiori.
10.25 am – Il papà cambia il pannolino alla bebè.
10.30 am – La mamma fa una videochiamata di lavoro.
11.00 am – La mamma e la nonna accompagnano il nonno in bagno.
11.10 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
11.11 am – Il papà molla il pc e prende a raccogliere fiori in giardino con la bebè.
11.30 am – La mamma aiuta il nonno a bere un bicchier d’acqua.
11.35 am – La nonna ascolta canzoncine con la bebè.
11.40 am – La mamma si fa aiutare dalla bebè a svuotare la lavastoviglie.
11.45 am – Il papà fa una telefonata di lavoro.
11.50 am – La nonna prova a preparare il pranzo per la bebè e per il nonno.
11.55 am – La bebè inizia a urlare come una pazza.
12.00 am – La mamma intrattiene la bebè facendole ciucciare un po’ di latte.
12.03 am – La mamma dà la pappa alla bebè.
12.05 am – La nonna dà la pappa al nonno.
12.21 am – La nonna dà qualche medicina al nonno.
12.31 am – Il papà cambia il pannolino alla bebè.
12.40 am – La mamma e la nonna accompagnano in bagno il nonno.
1.00 pm – La nonna, la mamma e il papà pranzano.
1.28 pm – La bebè gira intorno al tavolo correndo e canticchiando.
1.40 pm – La mamma accompagna la nonna e il nonno a letto per il riposino.
1.45 pm – La mamma prova ad addormentare la bebè dandole del latte.
1.55 pm – Il papà addormenta la bebé canticchiando.
2.00 pm – La mamma attacca a lavorare al pc.
2.30 pm – Il papà va in bagno.
3.00 pm – La mamma solleva dal letto il nonno. Gli dà qualche medicina.
3.17 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
3.30 pm – Il papà recupera dal lettino la bebè. Le dà qualche vitamina.
3.35 pm – Il papà attacca a lavorare al pc.
3.45 pm – La nonna fa fare merenda al nonno e alla bebè.
4.10 pm – La mamma aiuta il nonno a fare qualche passo.
4.25 pm – La mamma inizia una nuova videochiamata con le colleghe.
4.30 pm – La nonna e la bebè guardano qualche cartone animato in tv.
4.41 pm – La nonna e la bebè giocano con le costruzioni, poi con la palla, poi con le bolle di sapone.
4.57 pm – La bebè e il nonno provano a farsi qualche smorfia a vicenda.
5.10 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
5.15 pm – La mamma fa ciucciare alla bebè un po’ di latte.
5.35 pm – Il papà fa una passeggiata con la bebè in giardino.
5.40 pm – La nonna aiuta il nonno a bere un bicchiere d’acqua.
5.55 pm – Il papà si fa aiutare dalla bebè a stendere il bucato.
6.10 pm – La mamma e la nonna accompagnano il nonno in bagno.
6.30 pm – La nonna prepara la cena per la bebè e per il nonno.
6.55 pm – Il papà dà la pappa alla bebè.
7.05 pm – La mamma dà la pappa al nonno.
7.27 pm – La mamma cambia il pannolino alla bebè.
7.39 pm – La nonna prepara la cena per sé stessa, per la mamma, per il papà.
8.00 pm – La nonna, la mamma e il papà cenano.
8.20 pm – La nonna, il nonno, la mamma, il papà, la bebè ricevono una videochiamata dagli altri nonni.
8.25 pm – Gli altri nonni, in videochiamata, chiedono come mai ci si faccia sentire sempre così poco.
8.37 pm – La bebè gira intorno al tavolo correndo e canticchiando.
8.49 pm – La nonna dà qualche medicina al nonno.
9.10 pm – Il papà cambia il pannolino e mette il pigiamino alla bebè.
9.15 pm – La mamma e la nonna accompagnano in bagno il nonno e gli mettono il pigiama.
9.21 pm – La nonna legge alla bebè la favola della buonanotte.
9.25 pm – La mamma mette a letto il nonno.
9.30 pm – Il papà finisce di rispondere alle email della giornata.
9.31 pm – La bebè inizia a urlare come una pazza.
9.45 pm – La mamma addormenta la bebè.
9.51 pm – La nonna raggiunge a letto il nonno.
9.57 pm – Il papà si mette il pigiama e inizia a russare.
10.55 pm – La mamma scrive la sua pagina di diario quotidiana, chiude porte e finestre, si infila sotto le coperte e crolla.
3.00 am – La bebè inizia a urlare come una pazza…

La conquista del mondo dev’essere solo questione di non perdere il ritmo.

novembre | 2013 | I figli di Morfeo

 

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Ventunesimo giorno di prigionia.

“Pronto, Doduck? Sono sconvolta.”

“Pronto, Satti? Dimmi. Che succede?”

“Come che succede, non hai ricevuto anche tu la chiamata di Capo Ridens stamattina?”

“Ah, già. Sulla cassa integrazione. L’ho ricevuta.”

“Beh? Non dici niente?”

“Che ti devo dire Satti, un po’ c’era da aspettarselo.”

“Mi sto sentendo male.”

“Eddai, comunque non siamo già in cassa integrazione, giusto? Dice che sta valutando per il prossimo mese…”

“Sto per avere un mancamento.”

“E poi magari sarà per poco, l’emergenza Coronavirus rientrerà e l’azienda ripartirà…”

“Muoio.”

“Noi continuiamo a lavorare e aspettiamo di vedere che succede, direi.”

“Oh Doduck, il tuo spirito è ammirevole. Sei solo un’apprendista e cerchi di dare coraggio a me che sono da anni a capo dell’ufficio.”

“Eh sì, in effetti…”

“Ti ringrazio, Doduck.”

“Poi magari sono anche un po’ ingenua, eh. Ci sta. È solo che penso…”

“È solo che penso davvero tu non abbia capito bene la questione…

“….?”

Come farò ad arrivare a fine mese senza il mio stipendio stellare?

“Ah.”

“Cioè, voglio dire, come farò a mantenere il mio tenore di vita o anche solo a comprare tutti quei prodotti bio vegani esclusivi, percependo soltanto l’80% del mega stipendio che percepisco al momento?”

“Mi spiace, Satti, in effetti sono problemi.”

“E come potrò continuare a foraggiare il mio psichiatra per tre volte a settimana? Non posso vivere senza il mio psichiatra!

“Vorrei tanto poterti aiutare.”

“E che ne sarà della mia gatta? Oddio, non dovrò mica iniziare a comprarle dei banali croccantini?”

“Povera, chissà il trauma.”

“E il corso di Yoga online? E il nuovo guardaroba ordinato su Zalando? Come può lo Stato non tenere conto di chi a fatica sta cercando di mantenere attiva l’economia del Paese pur rimanendo bloccata in casa!”

“Pura irriconoscenza.”

“In fondo i miei di questi giorni sono investimenti per la Patria. Ora dovrò interrompere tutto?”

“Non so, Satti,…”

“Certo che dovrò. Come credono si possa sopravvivere con uno stipendio mensile sotto ai tremila euro?? Con una paga da pezzenti!”

“Oh, Satti. Scusa se mi intrometto. Da apprendista…

“Eh.”

“Ma io con meno della metà di quella paga da pezzenti di solito ci sopravvivo e ci mantengo pure una figlia.”

“Ah.”

“Fanculo la gatta.”

 

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Nono giorno di prigionia.

Il problema, con Ciotti, in questi giorni di prigionia è che i suoi ritmi sono un po’ sballati.

Questo vuol dire – tendenzialmente – che al mattino non vuole svegliarsi, che durante la giornata fa qualche pisolino in orari poco consoni e, soprattutto, che la sera non vuole addormentarsi.

Quest’ultima abitudine, in particolare, è devastante per i suoi genitori che chiusi in casa da giorni, senza prospettive e sfiancati da interminabili ore di telefonate o corsi online, vorrebbero concedersi almeno qualche serata di svago e stravaccamento sul divano a guardare serie tv.

Con la pupa sveglia è infatti impossibile fare qualunque cosa di senso, che sia scambiare due parole, preparare la ribollita o seguire la trama di un contenuto multimediale.

Certo, un modo per salvarsi potrebbe essere fare in modo di sfinirla completamente durante la giornata così da farla arrivare all’ora di cena stremata e costringerla a crollare subito dopo aver terminato la pappa.

Un piano da nulla, insomma. Ma la nostra ultima spiaggia.

E così – con malefiche mire – stamattina l’abbiamo tirata giù dal lettino di buon’ora. Ha partecipato allegra alla nostra colazione. Abbiamo passato poi la giornata a palleggiarcela silenziando i microfoni durante le riunioni e oscurando le webcam dalle classi virtuali.

Intanto abbiamo sfogliato libri, impilato cubi, lavato paperotti di gomma, imitato tutti gli animali, calciato palle di spugna, cantato canzoncine, acceso e spento ogni tipo di interruttore, impastato farina, fatto cavalluccio e ghirighirighetto, accarezzato peluche, scoppiato bolle di sapone, bucato palloncini, svuotato e riempito scatole, mangiato biscotti, annusato spezie, lanciato cose.

Abbiamo evitato che si concedesse il secondo pisolino della giornata e abbiamo continuato imperterriti a intrattenerla durante il lavoro nonostante digitasse lettere a caso sulle nostre email, scarabocchiasse le nostre agende e intervenisse urlando in riunione.

Un programma perfetto, studiato e perseguito minuto per minuto, per far sì che il sonno la potesse cogliere in tempo per l’inizio della nostra serata.

Un programma risultato essere – a tutti gli effetti – davvero efficace.

Tanto che alle ore 18.30 in punto, quando ormai cantavamo vittoria e scrollavamo già la lista dei titoli su Netflix consci che ci sarebbe bastato darle un po’ di pappa per cena e accompagnarla in una tanto meritata (sua quanto nostra) nanna, lei – incurante di ogni previsione – è improvvisamente crollata.

Senza darci il tempo di sfamarla. Né di metterle un pannolino. Un pigiama. Di darle un bacio che sancisse la sua buonanotte. Nulla.

E così alle 23.05 ancora dorme, in questa condizione precaria. In questo secondo pisolino della giornata che ha deciso di concedersi prepotentemente e nonostante ogni nostro tentativo di dissimulazione.

Dorme. Ora.

Pronta a svegliarsi nel cuore della notte, affamata, pisciata.

E più incazzata che mai.

 

Risultato immagini per peanuts programmi