Fare Sport – Primo Round

“Ehi, Pilush…”

“Che c’è, Doduck?”

“Penso sia arrivato il momento che io mi iscriva in palestra..”

“Penso sia un’ottima idea.”

“Ehi. Aspetta un attimo.”

“Che c’è?”

“Cosa intendi?”

Cosa intendo con cosa?”

“Hai detto: Penso sia un’ottima idea. Intendi dire che mi trovi grassa.

“Non l’ho mai detto, Doduck.”

“Non l’hai detto ma l’hai pensato.”

“Smettila Doduck. Penso sia un’ottima idea. È sempre un’ottima idea decidere di fare un po’ di movimento.”

“Ma io ho sempre fatto movimento nella mia vita!”

“Sì, ma negli ultimi anni non stai facendo più nulla.”

Ma se vado a lavoro ogni giorno in bici!

“Sì, ma poi più nulla.”

“Parli bene tu, che fai il freelance e con tutto quel tempo libero puoi dedicarti agli hobby quando più ti pare e piace.”

“Fare il freelance non vuol dire avere “tutto” quel tempo libero.”

“Io sto chiusa in ufficio 8 ore al giorno, quando credi potrei trovare il tempo per andare in palestra?”

“Beh, a maggior ragione sarebbe bello però se tu lo trovassi. Ti farebbe bene.

“Ah! Lo vedi?! Tu pensi che io stia male!”

“Ma no Doduck, stai benissimo. Dico solo che magari ti aiuterebbe a svagarti un po’. A rilassarti dopo l’ufficio.”

“Ma cosa dici? Non ho assolutamente bisogno di rilassarmi! Non ho bisogno di niente!”

Ma allora perché hai esordito parlando di palestra?

“Zitto Pilush. Finiamola qui.”

 

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Di possibili partner e altra brava gente

Non è – davvero – che io non voglia scrivere su questo Blog. È proprio che ogni volta che decido di mettermici gli astri si scombinano e si verificano cataclismi per cui, alla fine, non riesco più a trovare un po’ di tempo, non tanto per scrivere, ma per vivere proprio.

Che poi uno pensa che la vita da ufficio sia tranquilla. Beh, la mia no.

Io, per esempio, in ufficio sto sempre a incontrare gente. Tanta gente.

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Saper essere convincenti

Da circa un anno curiamo un progetto per un cliente con sede a trecento km da Lavorandia, cliente molto ostile per di più, che per ogni sopralluogo e valutazione vuole avere qualcuno di noi presente in loco in modo da poterlo spremere di persona e seduta stante, al sorgere della minima criticità.

Di solito è uno dei tre capi a immolarsi per la causa, ché per pezzi così grossi questo e altro, e ogni tanto serve anche metterci la faccia. Una certa faccia.

Beh, ieri invece qualcuno ha deciso che la faccia, tutto sommato, ce l’avrei potuta mettere anche io. E la cosa è andata più o meno così:

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Apprendista capo del mondo

Lo so, lo so. Sono passati mesi dall’ultimo post, un tempo esorbitante e inaccettabile per chiunque, figurarsi per chi si occupa di comunicazione e compagnia bella, ché la frequenza è tutto e l’importante è essere costanti, e puntuali, e l’engagement, e la serialità, dove la lasci la serialità?

Ma tant’è. È che sono stati mesi intensi, tra i più pieni che abbia vissuto. E si sa, il tempo vola “quando ci si diverte”!

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Oh, mamma!

“No, Pilush, la mia mamma ci mette la farina O, quella per pizza”.

“Sì ok, Doduck, ma la mia mamma ci mette anche un po’ di quella di semola, io proverei.”

“La mia mamma però fa quella specie di fontana, sul ripiano di marmo. Aspetta, dammi qua, fammi provare.”

“Ma noi non abbiamo un ripiano, tanto meno di marmo.”

“Ah. Già. E allora?”

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Procrastinare danneggia gravemente la salute

Avete presente il dolce procrastinare di dicembre, l’allegro rimandare ogni scadenza, ogni bega e ogni impegno a dopo le feste? Avete presente la sensazione di tranquillità data dalla convinzione che poi, da gennaio, tutto sarebbe filato liscio come l’olio? Avete presente quando, a pochi giorni dal Natale, avete deciso di interrompere ogni attività nel punto esatto in cui eravate arrivati, concentrando le poche energie rimanenti per imbottirvi di panettoni e fare maratone di Netflix? Avete presente l’Anno Nuovo, quella cosa che solo un paio di settimane fa sembrava bellissima, soprattutto perché ancora tanto lontana? 

Beh. Ecco. Mi dispiace dirvelo, ma l’Anno Nuovo è arrivato proprio stamattina. E a vederlo da qui, più che una svolta, sembra una merda.

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Ci sono persone che non conoscono i peli superflui

Ci sono persone che riescono a fare dieci cose contemporaneamente.
Ci sono persone che lavorano di giorno, studiano di notte e mangiano nei momenti vuoti.
Ci sono persone che rispettano le scadenze, che mandano cento mail al secondo, che utilizzano le pause pranzo per fare jogging, che si riposano in pochi minuti e poi ripartono.
Ci sono persone che la sera, tornano a casa e si mettono a fare le pulizie di Pasqua. Ogni sera. Anche se mancano almeno cinque mesi, alla Pasqua. Continua a leggere “Ci sono persone che non conoscono i peli superflui”

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Zucche sbilenche, Morti burloni e Santi mattacchioni

Spesso mi capita di legare determinati periodi dell’anno al ricordo che nella mia mente ho di quei giorni. Halloween, Ognissanti e il giorno dei Morti, per esempio, sono una triade molto apprezzabile e che mi risvegliano pensieri diversi.

Dagli zero ai dodici anni, per me quei giorni hanno significato giornate passate nella casa in campagna, giochi tra fratelli, primi caminetti accesi, passeggiate nel bosco e soprattutto regali. A tal proposito, a farla da padrone, fra i tre giorni di festa era sicuramente il 2 novembre. Le origini terroniche di Doduck vogliono infatti che nel giorno dei Morti, i defunti cari alla famiglia passino di casa in casa per lasciare doni e dolciumi ai più piccoli. Lo so, è un usanza strana e un po’ macabra. Insomma, una bella tradizione. Continua a leggere “Zucche sbilenche, Morti burloni e Santi mattacchioni”

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Saper cogliere l’essenza

La vita nell’azienda Ridens è frenetica. Non saprei spiegare bene il perché. Qui tutti sorridono, preparano caffè, si abbracciano, si raccontano aneddoti, pranzano insieme scambiandosi cibi vegani e fanno meditazione a metà pomeriggio, eppure, alla fine dei conti, non c’è un attimo di respiro.

C’è frenesia. Ed è una frenesia, certo, ben diversa dalla malsana ansia che si respirava nell’ufficio del Temibile Romtas e che rendeva tutti, in ogni momento, sull’orlo di una crisi di nervi, del tipo: arriva; lavora; produci qualcosa; ricevi un insulto per la cosa che hai appena prodotto; ricomincia da capo e così via,… però ecco, sempre frenesia è.

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La conquista del mondo – Fase 2

Emil e Satti sono super trendy, super chic, super wow e super vegane. Saltellano su e giù per i corridoi colorati della loro agenzia, indossando gonne alla moda e parlando incessantemente al cellulare. Sorridono a tutti. Durante le pause caffè tirano fuori dal cassetto della scrivania biscottini “vegetalimabuonilostesso” da offrire ai colleghi e quando ricevono qualche cliente raggiungono livelli di gentilezza, ascolto, dolcezza e coccolosità che in confronto Madre Teresa era una tamarrona.

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