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Reciproco soccorso fra stagisti solitari

Da qualche giorno Pilush se n’è andato a 500 km da casa per un importantissimo lavoro improrogabile pre-vacanze, molti colleghi dell’Azienda Ridens sono partiti per ferie anticipate, viaggi intercontinentali, varie ed eventuali e Lavorandia, in generale, si è progressivamente svuotata rimanendo terra di un’unica categoria di persone: gli stagisti sfigati che non vedranno il mare prima di metà agosto.

Tra le prime linee di questa categoria di persone figuriamo, ovviamente, io e il povero Puad che, stoici, teniamo duro seduti alla nostra scrivania, incuranti dell’afa, della stanchezza e delle foto social di gente che sorseggia drink, su isole lontane.

L’essere rimasti soli in città comporta, per me e Puad, conseguenze diverse, derivanti da nostre diverse caratteristiche psico-fisiche. A me, per esempio – donna incinta, pigra e complicata – questa solitudine forzata regala momenti di estrema gioia dati dalla prospettiva di poter andare a dormire alle 21 o mangiarmi da sola tutti i gelati del congelatore, alternati a momenti di totale noia, accidia, ansia, dati da un pessimismo cosmico persistente e dal fatto di essere costretta a muovermi a piedi, vista la mancanza di un’auto e il divieto assoluto di salire su biciclette, motorini e qualsiasi altro mezzo di locomozione autonomo e vagamente pericoloso.

A Puad, invece, la condizione da scapolo allegro mentre la fidanzata è in vacanza regala esclusivamente libertà, spensieratezza, svago e un unico e solo risvolto negativo: scatolette e surgelati ogni giorno, grazie alla sua nota incapacità in cucina. Continua a leggere “Reciproco soccorso fra stagisti solitari”

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Poteva essere l’uomo della sua vita

“Mannaggia, Doduck, è successo di nuovo…”

“Cosa Satti? Che ti è successo?”

“L’amore…avevo di nuovo trovato l’amore…

“Ah, ecco.”

“E invece no.”

“Oh, mi spiace.”

“Credo lui non vada bene per me, nemmeno stavolta.”

“Perchè, cos’ha che non va? È di nuovo un macellaio che attenta al tuo veganesimo?

“Ma no, Doduck, che dici!”

“E allora è di nuovo troppo basso per i tuoi gusti?”

“No, no, anzi, avrebbe proprio la giusta altezza!”

“Ma stavolta siamo almeno sicure che sia un uomo, e non tua madre?

“Ma certo, Doduck. Stavolta si trattava proprio di un uomo in carne e ossa, alto al punto giusto, e pure muscoloso!

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Dev’essere stato un uomo

“Mannaggia, Pilush, mi dici chi è stato?”

“Chi è stato a fare cosa, Doduck?”

“Ahi!”

“Doduck, sei sicura di star bene? Sei chiusa lì dentro da 45 minuti.”

“Sì. Ahi! Sto bene.”

“Ma si può sapere che stai facendo?”

“La ceretta, Pilush. La maledetta ceretta. Me lo dici chi è stato a inventare questo strumento di tortura legalizzato?”

“Oh no! Ora lascerai tutto il bagno appiccicoso, come l’ultima volta…”

“Non ci provare. Non è proprio il momento della predica, questo. Ahi!”

“Ho capito, ma fai almeno un po’ di attenzione a dove appoggi quelle strisce.”

“Tu credi sia divertente, eh?”

“Ma no, Doduck, non l’ho mai neanche pensato.”

“Oh, certo. Dev’essere stato un uomo.

“A fare che?” Continua a leggere “Dev’essere stato un uomo”

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Cose che i miei innumerevoli fan mi direbbero, se solo non fossero tutti così timidi.

“Doduck, che diavolo di fine hai fatto?”

“Nessuna fine, ragazzi, tranquilli.”

“Ma come, ma se non scrivi più! Che ti salta in mente?”

“Ma no, certo che scrivo. È che sono stata molto impegnata negli ultimi tempi.”

“Doduck, non scrivi da due mesi. Ti sarai mica dimenticata di noi?

“Due mesi,..?”

“Due mesi. Che razza di impegni avrai mai avuto?”

“Impegni di lavoro.”

Ah. ah. ah.

“Sì, va beh. Che ve lo dico a fare…”

“Eddai, Doduck, impegni di lavoro. Ah. Ah.”

“Giuro, sono stata impegnatissima. Capo Ridens mi ha appioppato certi progetti che altro che apprendista! Pensavo a un certo punto mi avrebbe proposto di diventare amministratore delegato.

“Esagerata.”

“Sul serio. Un sacco di lavoro, e di responsabilità, e di trasferte anche.”

“E poi com’è finita?”

“Che cosa?”

“Si sono accorti del tuo valore e ti hanno fatta AD dell’Azienda Ridens?”

“No.”

“Ah, ecco.”

“Mannaggia.”

Ti siamo vicini, Doduck…

“È che la sfiga stagistica mi perseguita sempre, dovreste saperlo ormai.”

“Appunto, allora perché non torni a scrivere?”

“E questo che c’entra…?”

Ci piace quando ci racconti le tue disavventure.

“Beh, certo. Tanto capitano a me, non a voi…”

“Su, Doduck,…”

“…grazie ragazzi, eh. grazie,…”

“…non fare la preziosa…”

“…siete degli amici. Davvero. Grazie, eh..”

“Eddai, Doduck. Sappiamo che in realtà anche tu ti diverti ad aggiornarci su tutto…”

“Uhm…”

“Dai, scrivi ancora, Doduck, scrivi ancora!”

“Ma non ho mai smesso, vi dico. Non ufficialmente!”

“Sì, ok. Ma riprendi a farlo più…costantemente.”

“Costantemente….”

“Assiduamente.”

“Assiduamente….”

“A cadenza regolare.”

“Tipo?”

“4 post a settimana.”

“Sì, va beh. Per chi mi avete presa, Elena Ferrante?

“3.”

“Al massimo 1.”

“2, e non se ne parli più.”

“Ok, ragazzi…”

“2? Davvero?”

“Vedrò che posso fare.”

Sì. Parrebbe questo essere un blog abbandonato. Semideserto e un po’ triste, anche. Un blog rinnegato, ripudiato, dismesso per mancanza di tempo. Un blog senza più autrice né lettori.

Ebbene. A tutti i fan che (solo per evidente timidezza non) mi hanno scritto per avere mie notizie, dico invece: non allarmatevi, ragazzi, davvero.

Doduck è sempre qui che scrive e lotta fra voi.

Donalds-Diary.jpg

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Contento lui…

“Ehi Puad, Capo Ridens sta facendo i colloqui con il personale. Chissà come si svolgono, che si fa,… Sì insomma, mi hanno detto che magari si rivede il contratto, o si può parlarne per lo meno…”

“So tutto Doduck. Io il colloquio l’ho già fatto!”

“Davvero?”

“Sì e sono felicissimo. È andata proprio così. Mi sono seduto e mi ha fatto una proposta, un contratto vero, dopo questi 18 mesi di stage.

“Oddio, Puad. Ottimo! E io che pensavo saresti rimasto stagista a vita….”

“Sempre scettica tu.”

“Beh, quindi? Che tipo di contratto ti ha proposto?”

“Mi ha proposto un tempo determinato, fino a dicembre.”

“Ah.”

“Ah?”

“Beh. Ok. Cioè, cavolo, fino a dicembre? Sono 9 mesi.”

“Sì, mi sembra ottimo, no?”

“Sì, cioè, insomma. Neanche un anno.”

“Va bene lo stesso, dai…”

“Sì. Va bene lo stesso. Ma perché non ha proposto anche a te un apprendistato?”

“Ah. Boh, non saprei Doduck.”

“All’azienda costa pochissimo ma almeno sono tre anni garantiti.”

“Uhm, forse hai ragione.”

“Un po’ di certezza in più, in questo mondo precario. Non credi?”

“Va beh Doduck, ma sono contento lo stesso.”

“Ok Puad. Hai ragione tu, se sei contento va bene cosi. Altri 9 mesi non sono poi male.”

“No, infatti!”

“E poi non sarà apprendistato ma ti avrà almeno alzato lo stipendio – con un tempo determinato full time – rispetto allo stage, no?”

“Oh, certo Doduck. È anche per questo che sono felicissimo. Sai com’è, dopo un anno e mezzo, i 500 euro mensili iniziavano a pesarmi un po’.”

“Immagino..”

Pensa che ora me ne darà 650.

“650?”

“Sì, Doduck. O 700, forse. Vuole pensarci ancora un po’.

“Ah, vuole pensarci. Mannaggia a lui.”

“Che hai Doduck?”

“650 euro. Full time.”

“Forse 700, hai capito?”

“Puad, mi sembra assurdo.”

“Lo so, anch’io stento a crederci. Sono al settimo cielo, te l’ho detto!”

 

Donald_facepalm