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Poteva essere l’uomo della sua vita

“Mannaggia, Doduck, è successo di nuovo…”

“Cosa Satti? Che ti è successo?”

“L’amore…avevo di nuovo trovato l’amore…

“Ah, ecco.”

“E invece no.”

“Oh, mi spiace.”

“Credo lui non vada bene per me, nemmeno stavolta.”

“Perchè, cos’ha che non va? È di nuovo un macellaio che attenta al tuo veganesimo?

“Ma no, Doduck, che dici!”

“E allora è di nuovo troppo basso per i tuoi gusti?”

“No, no, anzi, avrebbe proprio la giusta altezza!”

“Ma stavolta siamo almeno sicure che sia un uomo, e non tua madre?

“Ma certo, Doduck. Stavolta si trattava proprio di un uomo in carne e ossa, alto al punto giusto, e pure muscoloso!

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Dev’essere stato un uomo

“Mannaggia, Pilush, mi dici chi è stato?”

“Chi è stato a fare cosa, Doduck?”

“Ahi!”

“Doduck, sei sicura di star bene? Sei chiusa lì dentro da 45 minuti.”

“Sì. Ahi! Sto bene.”

“Ma si può sapere che stai facendo?”

“La ceretta, Pilush. La maledetta ceretta. Me lo dici chi è stato a inventare questo strumento di tortura legalizzato?”

“Oh no! Ora lascerai tutto il bagno appiccicoso, come l’ultima volta…”

“Non ci provare. Non è proprio il momento della predica, questo. Ahi!”

“Ho capito, ma fai almeno un po’ di attenzione a dove appoggi quelle strisce.”

“Tu credi sia divertente, eh?”

“Ma no, Doduck, non l’ho mai neanche pensato.”

“Oh, certo. Dev’essere stato un uomo.

“A fare che?” Continua a leggere “Dev’essere stato un uomo”

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Cose che i miei innumerevoli fan mi direbbero, se solo non fossero tutti così timidi.

“Doduck, che diavolo di fine hai fatto?”

“Nessuna fine, ragazzi, tranquilli.”

“Ma come, ma se non scrivi più! Che ti salta in mente?”

“Ma no, certo che scrivo. È che sono stata molto impegnata negli ultimi tempi.”

“Doduck, non scrivi da due mesi. Ti sarai mica dimenticata di noi?

“Due mesi,..?”

“Due mesi. Che razza di impegni avrai mai avuto?”

“Impegni di lavoro.”

Ah. ah. ah.

“Sì, va beh. Che ve lo dico a fare…”

“Eddai, Doduck, impegni di lavoro. Ah. Ah.”

“Giuro, sono stata impegnatissima. Capo Ridens mi ha appioppato certi progetti che altro che apprendista! Pensavo a un certo punto mi avrebbe proposto di diventare amministratore delegato.

“Esagerata.”

“Sul serio. Un sacco di lavoro, e di responsabilità, e di trasferte anche.”

“E poi com’è finita?”

“Che cosa?”

“Si sono accorti del tuo valore e ti hanno fatta AD dell’Azienda Ridens?”

“No.”

“Ah, ecco.”

“Mannaggia.”

Ti siamo vicini, Doduck…

“È che la sfiga stagistica mi perseguita sempre, dovreste saperlo ormai.”

“Appunto, allora perché non torni a scrivere?”

“E questo che c’entra…?”

Ci piace quando ci racconti le tue disavventure.

“Beh, certo. Tanto capitano a me, non a voi…”

“Su, Doduck,…”

“…grazie ragazzi, eh. grazie,…”

“…non fare la preziosa…”

“…siete degli amici. Davvero. Grazie, eh..”

“Eddai, Doduck. Sappiamo che in realtà anche tu ti diverti ad aggiornarci su tutto…”

“Uhm…”

“Dai, scrivi ancora, Doduck, scrivi ancora!”

“Ma non ho mai smesso, vi dico. Non ufficialmente!”

“Sì, ok. Ma riprendi a farlo più…costantemente.”

“Costantemente….”

“Assiduamente.”

“Assiduamente….”

“A cadenza regolare.”

“Tipo?”

“4 post a settimana.”

“Sì, va beh. Per chi mi avete presa, Elena Ferrante?

“3.”

“Al massimo 1.”

“2, e non se ne parli più.”

“Ok, ragazzi…”

“2? Davvero?”

“Vedrò che posso fare.”

Sì. Parrebbe questo essere un blog abbandonato. Semideserto e un po’ triste, anche. Un blog rinnegato, ripudiato, dismesso per mancanza di tempo. Un blog senza più autrice né lettori.

Ebbene. A tutti i fan che (solo per evidente timidezza non) mi hanno scritto per avere mie notizie, dico invece: non allarmatevi, ragazzi, davvero.

Doduck è sempre qui che scrive e lotta fra voi.

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