Fare Sport – Primo Round

“Ehi, Pilush…”

“Che c’è, Doduck?”

“Penso sia arrivato il momento che io mi iscriva in palestra..”

“Penso sia un’ottima idea.”

“Ehi. Aspetta un attimo.”

“Che c’è?”

“Cosa intendi?”

Cosa intendo con cosa?”

“Hai detto: Penso sia un’ottima idea. Intendi dire che mi trovi grassa.

“Non l’ho mai detto, Doduck.”

“Non l’hai detto ma l’hai pensato.”

“Smettila Doduck. Penso sia un’ottima idea. È sempre un’ottima idea decidere di fare un po’ di movimento.”

“Ma io ho sempre fatto movimento nella mia vita!”

“Sì, ma negli ultimi anni non stai facendo più nulla.”

Ma se vado a lavoro ogni giorno in bici!

“Sì, ma poi più nulla.”

“Parli bene tu, che fai il freelance e con tutto quel tempo libero puoi dedicarti agli hobby quando più ti pare e piace.”

“Fare il freelance non vuol dire avere “tutto” quel tempo libero.”

“Io sto chiusa in ufficio 8 ore al giorno, quando credi potrei trovare il tempo per andare in palestra?”

“Beh, a maggior ragione sarebbe bello però se tu lo trovassi. Ti farebbe bene.

“Ah! Lo vedi?! Tu pensi che io stia male!”

“Ma no Doduck, stai benissimo. Dico solo che magari ti aiuterebbe a svagarti un po’. A rilassarti dopo l’ufficio.”

“Ma cosa dici? Non ho assolutamente bisogno di rilassarmi! Non ho bisogno di niente!”

Ma allora perché hai esordito parlando di palestra?

“Zitto Pilush. Finiamola qui.”

 

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Promozione Felicità

Sabato mattina, a sorpresa, è tornato Pilush.

A pseudo-sorpresa, diciamo, ché la sera prima, per telefono:

– Dove sei? Che stai facendo? Mi pare di non sentire più in sottofondo rumore di mare, sole, cuore, amore,..

– Ok, Doduck. Mi arrendo. Sto preparando le valigie. Parto domani, torno a Lavorandia.

– Davvero? Oddio, Pilush! Che meravigliosa notizia!

– Doveva essere una sorpresa.

– Oh, ma lo è. Una bellissima sorpresa.

– Ma se hai già scoperto tutto…

– Non importa Pilush. Dormirò fino a tardi e quando aprirai la porta, mi troverai sorpresa.

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Oh, mamma!

“No, Pilush, la mia mamma ci mette la farina O, quella per pizza”.

“Sì ok, Doduck, ma la mia mamma ci mette anche un po’ di quella di semola, io proverei.”

“La mia mamma però fa quella specie di fontana, sul ripiano di marmo. Aspetta, dammi qua, fammi provare.”

“Ma noi non abbiamo un ripiano, tanto meno di marmo.”

“Ah. Già. E allora?”

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“Tu tieniti pronta!”

La sfiga stagistica non avrebbe potuto assegnarmi settimana migliore della prossima per concludere il mio stage. Qui infatti si sta lavorando da mesi – a uffici unificati – per organizzare una serata storica, un Super Super Evento a cui dovrà partecipare tutto il meglio dell’élite di Lavorandia; una super super cena che si svolgerà, per l’appunto, la settimana prossima. Anzi, la sera stessa del mio ultimo giorno di lavoro. Che a volerlo fare apposta, oh!

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La fine. Inesorabilmente, la fine.

“Doduck, svegliati! Sono le 7!!”

“Impossibile Pilush, ho impostato non una ma due sveglie ieri ser…aaahh! OMMIODDIO Pilush. Sono le 7!!!! Com’è possibile?”

“Alzati, vestiti, sbrigati!!”

“Mannaggia Pilush, perché questo coso non ha suonato? Ehi, aspetta. È spento. Pilush! Il cellulare non si accende più.”

“Non può essere, Doduck, ti è già successo la scorsa settimana.”

“No, Pilush, quello era l’ALTRO cellulare. Ora sembra morto anche QUESTO.”

“Ahah, mi stai dicendo che hai fatto fuori due telefoni in 5 giorni?Continua a leggere “La fine. Inesorabilmente, la fine.”

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Cibo, segreti & complotti (Tag)

Ebbene, è successa questa cosa: manca esattamente una settimana al compimento del mio quarto mese di blog e ieri sono stata nominata per la prima volta in un Tag.

Un Tag, tra l’altro, che ha come tema, il cibo. E come prima volta, mi sembra emblematico.

Comunque. Il Tag – lo scrivo per chi fosse quasi digiuno di WordPress (come Pilush, per esempio, che ha risposto a questa notizia con “Tag, che?”) – è un elenco di regole e domande da rispettare e a cui rispondere personalmente, per poi taggare, appunto, altre persone invitandole a dire la loro; una specie di test da rivista estiva (con la differenza che in fondo non si trovano i profili finali in cui rispecchiarsi), o una sorta di catena di Sant’Antonio 2.0 (con la differenza che se non si risponde al Tag non sono previsti 7 anni di sfiga o cose simili. O almeno spero).

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Vita di coppia e altri disastri

“E così domani mattina hai intenzione di prendere il mio stesso treno…”

“Sì, te l’ho detto, devo venire in città per delle faccende.”

“Ok Pilush, ma il mio treno parte all’alba”

“Beh se riesci a prenderlo tu, perché non dovrei farcela io”

“Ma io riesco solo perché nei mesi ho sviluppato un programma perfetto, ragionato e studiato nei minimi dettagli.

“Bene, seguirò il tuo programma allora.”

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Le ragazze, di solito, profumano di buono

Mi capita – ultimamente sempre più spesso – di sentire gli odori.

E penserete che se sentissi “le voci” sarebbe peggio.

E lo credo anche io. Del resto non è che prima – fino a poco tempo fa – non avessi un olfatto o cosa. Però ecco, ultimamente ci faccio più caso.

Mi spiego.

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“Don’t you wish your girlfriend was hot like me?”

Venerdì sera stavo rientrando a casa dopo la consueta giornata in ufficio e le consuete ore di treno regionale. Neanche a dirlo, uscita dalla stazione, non ho trovato mezza bicicletta di bike sharing disponibile (sì, “mezza”. Mi sarei accontentata anche di una con la gomma a terra o senza freni. E invece, nulla…) e così mi sono incamminata a piedi.

Procedevo nel mio stanco barcollare per le vie quasi deserte di una sera di mezza estate in città ed ero ormai non troppo distante da casa, quando ho scorto, in uno spiazzo un po’ più largo, per strada, vicino a un marciapiede, tra aiuole e macchine parcheggiate, un bel vaso rettangolare con dentro due tipi diversi di piante da appartamento. Continua a leggere ““Don’t you wish your girlfriend was hot like me?””