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Dalle una spinta

Sono giornate frenetiche, tanto per cambiare.

Pilush è stato quattro giorni in trasferta lontano da Lavorandia, lasciando me e Ciotti alle prese con pappe, cambi pannolino, ufficio, spesa, lavatrici, traffico. Insomma, la vita.

Siamo state insieme a passeggio, al supermercato, alla posta, in ufficio, al bar, a buttare la spazzatura, a fare pipì. Ci siamo mosse in braccio, con il passeggino, con la fascia porta bebè, a ogni ora, con il sole, e con la pioggia scrosciante di questo inizio d’autunno.

Abbiamo portato avanti una personalissima lotta contro una zanzara, reduce dall’estate e particolarmente affezionata alla nostra camera da letto. Ne siamo uscite sconfitte, con punture su viso e mani, ma anche con la forte consapevolezza che siamo a metà ottobre e – ok il riscaldamento globale ma – più prima che poi, la natura farà il suo corso e la stagione fredda farà sparire questi terribili mostri. Continua a leggere “Dalle una spinta”

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Di lunedì

Mannaggia Pilush, ‘sta gravidanza mi distrugge, ora ci mancava l’incontinenza. Sì, ti ho detto, un minuto e vengo a letto! Fammi solo prendere degli slip asciutti, questi sono zuppi e ne ho già cambiati due paia in cinque minuti. Acque? Ma quali acque! Incontinenza, ti dico, è segnalata fra gli effetti collaterali dell’avere un pancione così grosso. Acque? Dici? Ma non può essere, a quest’ora, e tu domani devi lavorare, e mancano ancora 8 giorni alla scadenza, e la valigia del parto, la valigia non è ancora pronta, non credo si siano rotte le ac….ahi, Pilush, la pancia. Continua a leggere “Di lunedì”

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Cose che i miei innumerevoli fan mi direbbero, se solo non fossero tutti così timidi.

“Doduck, che diavolo di fine hai fatto?”

“Nessuna fine, ragazzi, tranquilli.”

“Ma come, ma se non scrivi più! Che ti salta in mente?”

“Ma no, certo che scrivo. È che sono stata molto impegnata negli ultimi tempi.”

“Doduck, non scrivi da due mesi. Ti sarai mica dimenticata di noi?

“Due mesi,..?”

“Due mesi. Che razza di impegni avrai mai avuto?”

“Impegni di lavoro.”

Ah. ah. ah.

“Sì, va beh. Che ve lo dico a fare…”

“Eddai, Doduck, impegni di lavoro. Ah. Ah.”

“Giuro, sono stata impegnatissima. Capo Ridens mi ha appioppato certi progetti che altro che apprendista! Pensavo a un certo punto mi avrebbe proposto di diventare amministratore delegato.

“Esagerata.”

“Sul serio. Un sacco di lavoro, e di responsabilità, e di trasferte anche.”

“E poi com’è finita?”

“Che cosa?”

“Si sono accorti del tuo valore e ti hanno fatta AD dell’Azienda Ridens?”

“No.”

“Ah, ecco.”

“Mannaggia.”

Ti siamo vicini, Doduck…

“È che la sfiga stagistica mi perseguita sempre, dovreste saperlo ormai.”

“Appunto, allora perché non torni a scrivere?”

“E questo che c’entra…?”

Ci piace quando ci racconti le tue disavventure.

“Beh, certo. Tanto capitano a me, non a voi…”

“Su, Doduck,…”

“…grazie ragazzi, eh. grazie,…”

“…non fare la preziosa…”

“…siete degli amici. Davvero. Grazie, eh..”

“Eddai, Doduck. Sappiamo che in realtà anche tu ti diverti ad aggiornarci su tutto…”

“Uhm…”

“Dai, scrivi ancora, Doduck, scrivi ancora!”

“Ma non ho mai smesso, vi dico. Non ufficialmente!”

“Sì, ok. Ma riprendi a farlo più…costantemente.”

“Costantemente….”

“Assiduamente.”

“Assiduamente….”

“A cadenza regolare.”

“Tipo?”

“4 post a settimana.”

“Sì, va beh. Per chi mi avete presa, Elena Ferrante?

“3.”

“Al massimo 1.”

“2, e non se ne parli più.”

“Ok, ragazzi…”

“2? Davvero?”

“Vedrò che posso fare.”

Sì. Parrebbe questo essere un blog abbandonato. Semideserto e un po’ triste, anche. Un blog rinnegato, ripudiato, dismesso per mancanza di tempo. Un blog senza più autrice né lettori.

Ebbene. A tutti i fan che (solo per evidente timidezza non) mi hanno scritto per avere mie notizie, dico invece: non allarmatevi, ragazzi, davvero.

Doduck è sempre qui che scrive e lotta fra voi.

Donalds-Diary.jpg

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Tecniche stagistiche di sopravvivenza

“Ehi, Puad, com’è quel verbo che significa “dire qualcosa fortemente“?”

“Non saprei, Doduck. Spiegati meglio.”

“Ma sì, dai Puad. Un sinonimo di sostenere. Ma un po’ più forte. Ce l’ho sulla punta della lingua.”

Proporre?”

“No, Puad, più forte di sostenere, e un po’ più negativo, direi, quasi un’accusa.

“Uhm, insinuare?”

“Ma certo, insinuare! È proprio quello a cui mi riferivo! Grazie Puad!”

“Aspetta un attimo, Doduck. Che stai combinando?”

“Mah, niente, Paud. Sto scrivendo una email.”

“Che genere di email?”

Una email per tutelarmi.Continua a leggere “Tecniche stagistiche di sopravvivenza”