CartaFRECCIA Young fino a 30 anni

Ehi! Un attimo!

Ma voi ve lo ricordate come avevo preso male, all’alba del mio 26esimo compleanno, la scoperta di non poter avere più neanche un centesimo di sconto dalla terribile Trenitalia?

No?

Andate a rileggere un po’ qui: Carta Freccia Young fino a 26 anni

E dire che già prima, con la malefica azienda accumula ritardi, non avevo un buonissimo rapporto. Cliccate qui per credere. Ma allo scoccare dei 26 anni era stato proprio un bruttissimo colpo, oltre che una delle cose che hanno contribuito a farmi sentire improvvisamente vecchia. (Le altre qui).

Ebbene.

È con enorme sorpresa e grandissimo piacere che vi comunico che Trenitalia ha appena annunciato di aver prorogato l’età utile a usufruire dei suoi sconti, dai 26 ai TRENT’ANNI.

4 bellissimi anni in più.

Una breve tratta per un trenino, una lunga tratta per l’umanità.

Grazie, Trenitalia. Grazie!

A nome mio, e di tutti gli altri stagisti fuori sede (sfigati sempre, ma oggi un po’ meno).

 

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Con lo scooter in tangenziale…

Pilush, l’anno scorso, ha portato a Lavorandia un suo vecchio scooter pensando che sarebbe stato fondamentale per risolvere il tedio delle nostre vite da giovani fuori sede, consentendoci di abbandonare definitivamente i pedali dello scostante servizio di bike-sharing, pur non costringendoci a sottostare al traffico cittadino obbligatoriamente condiviso da chi si sposta in macchina.

Uno scooter che avremmo potuto utilizzare per andare a fare grosse spese al centro commerciale, per gite fuori porta nel weekend, per rientrare a casa dopo una serata tra amici quando avremmo avuto troppo sonno per camminare, per correre ad appuntamenti a cui saremmo altrimenti arrivati in ritardo, per combattere lo sciopero degli autobus, o anche solo per fare avanti e indietro dall’ufficio senza consumare troppe energie.

Insomma, credeva ci sarebbe stato utile. Continua a leggere “Con lo scooter in tangenziale…”

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Un brutto colpo

Mi confermate che l’anno nuovo è iniziato da pochi giorni?

No, perché solo la prima settimana di rientro in ufficio mi è sembrata durare mesi.

È come se l’impegnativo capodanno fosse già lontano anni luce, come se avessi già lavorato per infinite e infinite ore, come se avessi perso la mia libertà da un numero indefinito di giorni. Mi sembra essere passato un tempo lunghissimo, insomma, con l’aggravante che le vacanze di Pasqua rimangono comunque ancora lontanissime.

In questi dieci primi giorni lavorativi del 2018 ho ricevuto email da clienti che non sentivo da secoli, ho avuto riunioni con gente di cui non ricordavo più il nome, ho inaugurato almeno quindici presentazioni PowerPoint su altrettanti nuovi progetti e ho già consumato tutte le lattine di tonno della dispensa.

Insomma, è stato un rientro impegnativo. Continua a leggere “Un brutto colpo”

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Amara sorte

Oggi Pilush parte.

E anche io parto, in effetti. Approfitto del giorno dell’Immacolata per tornarmene a casa per un weekend lungo, lontano da Lavorandia, capi cattivi colleghe schizzate. Ma il fatto è che io domenica sera tornerò. Pilush, invece, no. Perché Pilush parte proprio. Per lavoro dovrà raggiungere un posto remoto, a miglia e miglia da qui. Pressoché dall’altra parte del mondo. E dovrà starci per almeno 10 lunghissimi giorni.

Una tragedia, insomma. Continua a leggere “Amara sorte”