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La conquista del mondo – Fase 2

Emil e Satti sono super trendy, super chic, super wow e super vegane. Saltellano su e giù per i corridoi colorati della loro agenzia, indossando gonne alla moda e parlando incessantemente al cellulare. Sorridono a tutti. Durante le pause caffè tirano fuori dal cassetto della scrivania biscottini “vegetalimabuonilostesso” da offrire ai colleghi e quando ricevono qualche cliente raggiungono livelli di gentilezza, ascolto, dolcezza e coccolosità che in confronto Madre Teresa era una tamarrona.

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Non tutti gli stage vengono per nuocere (forse)

“Pronto?”

“Sì, pronto?”

“Pronto? È lei Doduck? Ci sente?”

“Sì, pronto, la sento. E sono io, Doduck. Ma perché parla al plurale?”

“Ah, pronto, ciao Doduck. Siamo in due, in vivavoce. Si sente bene?

“Sì. Cioè, insomma…ho avuto giorni migliori…Me a lei interessa come sto?”

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“Tu tieniti pronta!”

La sfiga stagistica non avrebbe potuto assegnarmi settimana migliore della prossima per concludere il mio stage. Qui infatti si sta lavorando da mesi – a uffici unificati – per organizzare una serata storica, un Super Super Evento a cui dovrà partecipare tutto il meglio dell’élite di Lavorandia; una super super cena che si svolgerà, per l’appunto, la settimana prossima. Anzi, la sera stessa del mio ultimo giorno di lavoro. Che a volerlo fare apposta, oh!

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La fine. Inesorabilmente, la fine.

“Doduck, svegliati! Sono le 7!!”

“Impossibile Pilush, ho impostato non una ma due sveglie ieri ser…aaahh! OMMIODDIO Pilush. Sono le 7!!!! Com’è possibile?”

“Alzati, vestiti, sbrigati!!”

“Mannaggia Pilush, perché questo coso non ha suonato? Ehi, aspetta. È spento. Pilush! Il cellulare non si accende più.”

“Non può essere, Doduck, ti è già successo la scorsa settimana.”

“No, Pilush, quello era l’ALTRO cellulare. Ora sembra morto anche QUESTO.”

“Ahah, mi stai dicendo che hai fatto fuori due telefoni in 5 giorni?Continua a leggere “La fine. Inesorabilmente, la fine.”

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Ritorno a Lavorandia

Passate le due misere settimane di ferie estive, con la loro sfiga rinnovata e i loro concerti fra gente sudata e esaltata, non mi resta che tornare a scrivere qualcosa sulla mia tragica condizione di stagista, che poi è il motivo per cui questo blog era nato (ed è anche il motivo per cui fra un mese, allo scadere del mio stage, queste pagine si autodistruggeranno).

Dunque, dicevo, le vacanze sono durate due settimane e sono state più veloci di un ghiacciolo che si scioglie al sole, di un’onda che si porta via un castello di sabbia, dell’attimo in cui un piccione prende la mira e decide di cacarti in testa.  Continua a leggere “Ritorno a Lavorandia”

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Le ragazze, di solito, profumano di buono

Mi capita – ultimamente sempre più spesso – di sentire gli odori.

E penserete che se sentissi “le voci” sarebbe peggio.

E lo credo anche io. Del resto non è che prima – fino a poco tempo fa – non avessi un olfatto o cosa. Però ecco, ultimamente ci faccio più caso.

Mi spiego.

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Malinconico Blues

“Pronto Duduck, come stai?”

“Ciao Terin, qui bene. Voi dell’ufficio-di-là come state? E un po’ che non vi vedo..”

“Bene grazie, senti, scusa se ti disturbo, è che dovremmo chiederti una cosa..”

“Sì certo, dimmi Terin.”

Sai che Romtas manca da un po’ ormai, no?

“Sì certo.”

“Beh, ecco, noi avremmo il bisogno urgente di fargli avere dei documenti da firmare.”

“Ah, ok. E volete che glieli spedisca io?”

“No, ecco. Ci serverebbe che tu, sì insomma, che tu…glieli portassi.” Continua a leggere “Malinconico Blues”

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Soli in pausa pranzo

Che Pilush sia partito – per lavoro e per interminabili giorni – lo sapete. Che Romtas sia sparito chissà dove e per chissà quanto, anche. Oggi però c’è una novità, manca anche Cilàn. Quasi un mese fa si è fatta male a un piede e ora il medico le ha prescritto un ciclo di terapia da fare ogni lunedì. E così stamattina sono arrivata e ho trovato l’ufficio deserto. Continua a leggere “Soli in pausa pranzo”