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Oh, mamma!

“No, Pilush, la mia mamma ci mette la farina O, quella per pizza”.

“Sì ok, Doduck, ma la mia mamma ci mette anche un po’ di quella di semola, io proverei.”

“La mia mamma però fa quella specie di fontana, sul ripiano di marmo. Aspetta, dammi qua, fammi provare.”

“Ma noi non abbiamo un ripiano, tanto meno di marmo.”

“Ah. Già. E allora?”

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La fine. Inesorabilmente, la fine.

“Doduck, svegliati! Sono le 7!!”

“Impossibile Pilush, ho impostato non una ma due sveglie ieri ser…aaahh! OMMIODDIO Pilush. Sono le 7!!!! Com’è possibile?”

“Alzati, vestiti, sbrigati!!”

“Mannaggia Pilush, perché questo coso non ha suonato? Ehi, aspetta. È spento. Pilush! Il cellulare non si accende più.”

“Non può essere, Doduck, ti è già successo la scorsa settimana.”

“No, Pilush, quello era l’ALTRO cellulare. Ora sembra morto anche QUESTO.”

“Ahah, mi stai dicendo che hai fatto fuori due telefoni in 5 giorni?Continua a leggere “La fine. Inesorabilmente, la fine.”

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Cibo, segreti & complotti (Tag)

Ebbene, è successa questa cosa: manca esattamente una settimana al compimento del mio quarto mese di blog e ieri sono stata nominata per la prima volta in un Tag.

Un Tag, tra l’altro, che ha come tema, il cibo. E come prima volta, mi sembra emblematico.

Comunque. Il Tag – lo scrivo per chi fosse quasi digiuno di WordPress (come Pilush, per esempio, che ha risposto a questa notizia con “Tag, che?”) – è un elenco di regole e domande da rispettare e a cui rispondere personalmente, per poi taggare, appunto, altre persone invitandole a dire la loro; una specie di test da rivista estiva (con la differenza che in fondo non si trovano i profili finali in cui rispecchiarsi), o una sorta di catena di Sant’Antonio 2.0 (con la differenza che se non si risponde al Tag non sono previsti 7 anni di sfiga o cose simili. O almeno spero).

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Teorie e tecniche di amorosi scambi

Oggi, in pausa pranzo,
c’erano due ragazzi cicciottelli
seduti su una panchina al sole.
Lui le insegnava a baciare:
modalità di respirazione,
teorie di avvicinamento,
dinamiche della lingua,
pratica della bocca,
analisi del palato.
Lei sembrava un po’ intimidita.
Lui era concentrato,
gesticolava molto anche…

Dopo venti minuti erano ancora lì,
ma Lei aveva imparato.

 

bacio

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Vita di coppia e altri disastri

“E così domani mattina hai intenzione di prendere il mio stesso treno…”

“Sì, te l’ho detto, devo venire in città per delle faccende.”

“Ok Pilush, ma il mio treno parte all’alba”

“Beh se riesci a prenderlo tu, perché non dovrei farcela io”

“Ma io riesco solo perché nei mesi ho sviluppato un programma perfetto, ragionato e studiato nei minimi dettagli.

“Bene, seguirò il tuo programma allora.”

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“Don’t you wish your girlfriend was hot like me?”

Venerdì sera stavo rientrando a casa dopo la consueta giornata in ufficio e le consuete ore di treno regionale. Neanche a dirlo, uscita dalla stazione, non ho trovato mezza bicicletta di bike sharing disponibile (sì, “mezza”. Mi sarei accontentata anche di una con la gomma a terra o senza freni. E invece, nulla…) e così mi sono incamminata a piedi.

Procedevo nel mio stanco barcollare per le vie quasi deserte di una sera di mezza estate in città ed ero ormai non troppo distante da casa, quando ho scorto, in uno spiazzo un po’ più largo, per strada, vicino a un marciapiede, tra aiuole e macchine parcheggiate, un bel vaso rettangolare con dentro due tipi diversi di piante da appartamento. Continua a leggere ““Don’t you wish your girlfriend was hot like me?””

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Basta un poco di zenzero

Da qualche giorno ho un bruciore di stomaco. Non so bene il motivo. Lo avrei attribuito al lavoro, allo stress, se non fosse che sono assente dall’ufficio da quattro giorni. Quattro giorni in cui, non essendoci Romtas e avendo poco da fare, ho pensato di chiedere un permesso per sbrigare altre faccende pseudo-lavorative con cui non starò qui a tediarvi.

Fatto sta che il mal di stomaco non si spiega. Continua a leggere “Basta un poco di zenzero”

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Pilush

Pilush è uno dei motivi per cui scrivo questo blog. È il fortunato ragazzo che ha l’onore di vivere con me e di prepararmi la cena ogni sera, stirarmi le camicie, fare la spesa per casa, occuparsi delle pulizie e delle bollette, svegliarsi insieme a me all’alba, prepararmi la colazione e il pranzo al sacco e aspettarmi la sera prendendosi anche tutte le sfuriate legate al mio stress-lavoro-correlato (di cui ho già accennato parlando di “rischio”). Insomma, Pilush è il motivo per cui le femministe di tutto il mondo possono essere orgogliose di me! Continua a leggere “Pilush”