Riflessioni

Oggi a pranzo ho aperto una lattina di zuppa ai legumi. Brutta. La lattina intendo, e anche la zuppa che c’era dentro. È uscita dalla latta in modo compatto, nel suo colore marroncino, e con un sonoro plof. Mi trovavo in bagno, al momento dell’apertura, perché è nell’armadietto del bagno che teniamo i piatti puliti, qui, all’Azienda Ridens. E quell’accostamento di marrone-bagno-plof non è stato – come dire – dei migliori. Ecco. Poi ho raggiunto i colleghi, con il mio piatto di zuppa brutto e grumoso, nella sala che utilizziamo come mensa ma che mensa non è, e ho infilato quel piatto marroncino e compatto nel microonde sperando che lì si scompattasse. Il piatto è uscito dal forno più compatto e marroncino e grumoso di prima e ho mangiato quell’ammasso informe deglutendo a fatica di fronte allo sguardo compassionevole dei colleghi, sguardo che faceva capolino da dietro i loro panini ben farciti e attraverso le loro ciotole piene di leccornie. Quella zuppa di legumi marroncina e compatta mi ha fornito un mal di pancia intenso e persistente, come solo le zuppe scadenti di legumi comprate in latta al discount sono in grado di fare. E il mal di pancia dura da pranzo fino a ora che è sera. Ed è anche che se penso alla cena non trovo nulla di meglio da preparare, che io abbia in dispensa, rispetto alla zuppa marroncina e maleodorante di oggi. E allora il mal di pancia aumenta. E ho pensato che non è un caso che io mi sia ritrovata con questo piatto dal plof facile proprio oggi che è lunedì e che è febbraio, perché – senza nulla togliere agli Acquario, e neanche ai Pesci, per carità – sarete d’accordo con me che tutti i lunedì, e quelli di febbraio soprattutto, sono insopportabili, tediosi, uggiosi, interminabili, antipatici, brutti e cattivi. Sì, insomma, fanno cagare proprio. Plof.

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