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Reciproco soccorso fra stagisti solitari

Da qualche giorno Pilush se n’è andato a 500 km da casa per un importantissimo lavoro improrogabile pre-vacanze, molti colleghi dell’Azienda Ridens sono partiti per ferie anticipate, viaggi intercontinentali, varie ed eventuali e Lavorandia, in generale, si è progressivamente svuotata rimanendo terra di un’unica categoria di persone: gli stagisti sfigati che non vedranno il mare prima di metà agosto.

Tra le prime linee di questa categoria di persone figuriamo, ovviamente, io e il povero Puad che, stoici, teniamo duro seduti alla nostra scrivania, incuranti dell’afa, della stanchezza e delle foto social di gente che sorseggia drink, su isole lontane.

L’essere rimasti soli in città comporta, per me e Puad, conseguenze diverse, derivanti da nostre diverse caratteristiche psico-fisiche. A me, per esempio – donna incinta, pigra e complicata – questa solitudine forzata regala momenti di estrema gioia dati dalla prospettiva di poter andare a dormire alle 21 o mangiarmi da sola tutti i gelati del congelatore, alternati a momenti di totale noia, accidia, ansia, dati da un pessimismo cosmico persistente e dal fatto di essere costretta a muovermi a piedi, vista la mancanza di un’auto e il divieto assoluto di salire su biciclette, motorini e qualsiasi altro mezzo di locomozione autonomo e vagamente pericoloso.

A Puad, invece, la condizione da scapolo allegro mentre la fidanzata è in vacanza regala esclusivamente libertà, spensieratezza, svago e un unico e solo risvolto negativo: scatolette e surgelati ogni giorno, grazie alla sua nota incapacità in cucina. Continua a leggere “Reciproco soccorso fra stagisti solitari”

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50 sfumature di rosso

All’Azienda Ridens nessuno sospettava niente. Della gravidanza, dico. Un po’ perché, in effetti, è ancora presto perché si intraveda qualcosa. Un po’ perché – ve l’ho detto – questi ultimi sono stati giorni frenetici fatti di chiusure di bilanci, di riunioni di fine anno, di cene di inizio estate, di clienti che vanno e che vengono, di caldo, stanchezza, zanzare e pensieri per la testa che ti portano lontano anni luce, solitamente su una spiaggia deserta a sorseggiare un drink.

E anche io, a dire la verità, mi guardavo bene dal dirlo o dal farlo capire in qualche modo. E non tanto per non attirare attenzione o per non affrontare il discorso con Capo Ridens che – poverino – potrebbe non prendere benissimo questa mia scelta a dir poco incresciosa per l’azienda.

No, dicevo, io temporeggiavo più che altro perché qualsiasi credenza popolare vagamente ricordata, pagina Google consultata o app per cellulare installata sconsiglia, da sempre e a gran voce, di rendere pubblica la notizia prima del compimento del terzo mese di gravidanza, pena una sorte tremenda per la futura mamma, il nascituro e tutta la dinastia.

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Riprendersi giugno

Giugno arriva all’Azienda Ridens più frenetico che mai. È come se – complice l’inizio dell’estate, e la chiusura delle scuole, e il caldo che, si sa, dà alla testa – in questo mese il tempio del corporate, questa patria del rigore, questo santuario di scadenze e contratti, questa fortezza in cui per tutto l’anno si parla solo aziendalese, decidesse improvvisamente di cambiare aspetto e di iniziare a organizzare eventi e cene e invitare ospiti e a chiamare catering e a fare cose che – solo nella testa di qualche perverso capo – dovrebbero farci percepire come frizzanti e modaioli (sebbene mai ai livelli della Grande Festa Annuale di Primavera).

La verità è che a giugno inizia l’inferno. Eventi che richiedono la presenza in ufficio di noi poveri apprendisti dalle 8 di mattina alle 10 di sera, programmazione che dura settimane e poi ruoli che cambiano di minuto in minuto. Un momento ad accogliere gente all’ingresso, pubbliche relazioni a tutte le ore, e in un attimo ritrovarsi a servire porzioni di quinoa e succo d’ananas in terrazza o ad accompagnare in stazione qualche amministratore delegato pigro e il suo barboncino, mentre la mezz’ora di pausa pranzo a disposizione sfuma irrimediabilmente.

Le aziende festaiole per gli apprendisti sono il peggio del peggio che possa esistere, insomma.

Perché a festeggiare sono solo gli altri.

Mentre noi soccombiamo. Continua a leggere “Riprendersi giugno”

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Poteva essere l’uomo della sua vita

“Mannaggia, Doduck, è successo di nuovo…”

“Cosa Satti? Che ti è successo?”

“L’amore…avevo di nuovo trovato l’amore…

“Ah, ecco.”

“E invece no.”

“Oh, mi spiace.”

“Credo lui non vada bene per me, nemmeno stavolta.”

“Perchè, cos’ha che non va? È di nuovo un macellaio che attenta al tuo veganesimo?

“Ma no, Doduck, che dici!”

“E allora è di nuovo troppo basso per i tuoi gusti?”

“No, no, anzi, avrebbe proprio la giusta altezza!”

“Ma stavolta siamo almeno sicure che sia un uomo, e non tua madre?

“Ma certo, Doduck. Stavolta si trattava proprio di un uomo in carne e ossa, alto al punto giusto, e pure muscoloso!

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La Grande Festa Annuale di Primavera

Sabato scorso l’Azienda Ridens ha organizzato la Grande Festa Annuale di Primavera.

Si tratta, per l’appunto, di una maestosa festa che viene organizzata ogni anno e a cui viene invitata tutta la crème de la crème della clientela Ridens. Ovviamente è un evento creato ad hoc per dire ai nostri clienti delle cose. Tipo che ci siamo, che ci ricordiamo di loro non solo quando dobbiamo fatturare e che, in generale, siamo gente fighissima che fa cose fighissime. Tra cui delle feste superlative. Yeah. Continua a leggere “La Grande Festa Annuale di Primavera”