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Pannolini Lavabili

Quando stava per arrivare Ciotti, Pilush ha deciso che non sarebbe stato giusto contribuire all’inquinamento mondiale, al riscaldamento globale e all’estinzione precoce della specie, aggiungendo la nostra quota di pannolini usa e getta alla miriade consumata e mai più smaltita da tutti i neonati del pianeta.

Ha dunque deciso che avremmo acquistato un kit di pannolini lavabili: ‘ché “adesso ne fanno di modelli bellissimi”, ‘ché “sono in materiale naturale anti-arrossamento”, ‘ché “ok, bisogna lavarli, ma anche le posate e i piatti con cui mangiamo, e non è che allora uno mangia sempre con stoviglie di plastica per non mettere in conto fatica e perdita di tempo”, ‘ché “Santo Cielo Doduck, è giusto così, non fare tante storie!” Continua a leggere “Pannolini Lavabili”

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Griscil

Vi ho già raccontato dello scherzetto di Capo Ridens che al ritorno dalla maternità mi ha piazzato in un nuovo ufficio, alle dipendenze di una più che mai depressa Satti.

Non vi ho detto però che oltre a me e Satti, in questo ufficio, vive e lotta la tostissima Griscil.

Sì, tostissima. Perché Griscil è una di quelle che non la manda tanto a dire. Caschetto nero, stile impeccabile, vitina stretta e gonne larghe. Sguardo affilato, lingua tagliente. Dice sempre quello che pensa. Anche a costo di andare contro i colleghi. Anche a costo di risultare cattiva. O distante, quanto meno. Griscil è arrivata in questo posto come receptionist e in meno di una decina d’anni ha scalato le vette, ottenendo una scrivania, un ruolo di semi-responsabilità e il rispetto sconfinato da parte dell’intera Azienda.

Persino Capo Ridens, che da sotto il suo ghigno prova ogni tanto a fare il simpatico, ha ormai capito che con Griscil non attacca. Perché Griscil ride solo quando lo decide lei, sta al gioco solo con chi decide lei, non si fa prendere da smancerie o perdite di tempo. Lavora sodo e dà stoccate all’occorrenza. Soprattutto a chi non rispecchia il suo ideale umano. O a chi chiacchiera troppo. O sembra essere troppo allegro. Sì, insomma, soprattutto a Satti che – sebbene sia a tutti gli effetti anche la sua di responsabile – ogni tanto risulta davvero un po’ troppo svampita per i gusti di tutti. E per quelli di Griscil a maggior ragione.

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Ben tornata, Doduck!

Ogni ufficio ha al suo interno diverse tipologie di dipendenti e fra questi non può mai mancare l’allegro cronico. Un po’ fricchettone, un po’ Peace&Love, un po’ volemose bene giacchè ci tocca passare tutte le nostre giornate insieme, su!.

Satti – ve ne ho già parlato – all’interno dell’Azienda Ridens è proprio questo.

È quella che arriva al mattino pedalando dopo essere già stata in piscina, a fare la spesa al mercato, e a pulire le strade di Lavorandia per riappacificarsi con il proprio karma. È quella che entra in ufficio e prima di accendere il pc annaffia le piantine del davanzale, prima di sedersi alla scrivania, ripone con cura nel frigorifero dello sgabuzzino le 7 pietanze bio diverse che si è preparata per pranzo. È quella che ti offre il caffè durante la pausa, che canta – a volte – per il corridoio, e che sorride a tutti anche mentre parla al cellulare in cortile.

Insomma. È quella presa bene. Continua a leggere “Ben tornata, Doduck!”

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Sogni di gloria

“Pronto Puad, come stai? Come vanno le cose all’Azienda Ridens?”

“Ehi, Doduck! Che bello sentirti! Qui va tutto benone, siamo pieni di lavoro ma ce la caviamo.”

“Mi spiace, so che Capo Ridens ha appioppato a te anche tutta la mia parte.”

“Oh sì, ma non preoccuparti.”

“Mi preoccupo, invece. Quello che ti ha fatto non è giusto!”

“Cosa intendi?” Continua a leggere “Sogni di gloria”

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Dev’essere stato un uomo

“Mannaggia, Pilush, mi dici chi è stato?”

“Chi è stato a fare cosa, Doduck?”

“Ahi!”

“Doduck, sei sicura di star bene? Sei chiusa lì dentro da 45 minuti.”

“Sì. Ahi! Sto bene.”

“Ma si può sapere che stai facendo?”

“La ceretta, Pilush. La maledetta ceretta. Me lo dici chi è stato a inventare questo strumento di tortura legalizzato?”

“Oh no! Ora lascerai tutto il bagno appiccicoso, come l’ultima volta…”

“Non ci provare. Non è proprio il momento della predica, questo. Ahi!”

“Ho capito, ma fai almeno un po’ di attenzione a dove appoggi quelle strisce.”

“Tu credi sia divertente, eh?”

“Ma no, Doduck, non l’ho mai neanche pensato.”

“Oh, certo. Dev’essere stato un uomo.

“A fare che?” Continua a leggere “Dev’essere stato un uomo”