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Dev’essere stato un uomo

“Mannaggia, Pilush, mi dici chi è stato?”

“Chi è stato a fare cosa, Doduck?”

“Ahi!”

“Doduck, sei sicura di star bene? Sei chiusa lì dentro da 45 minuti.”

“Sì. Ahi! Sto bene.”

“Ma si può sapere che stai facendo?”

“La ceretta, Pilush. La maledetta ceretta. Me lo dici chi è stato a inventare questo strumento di tortura legalizzato?”

“Oh no! Ora lascerai tutto il bagno appiccicoso, come l’ultima volta…”

“Non ci provare. Non è proprio il momento della predica, questo. Ahi!”

“Ho capito, ma fai almeno un po’ di attenzione a dove appoggi quelle strisce.”

“Tu credi sia divertente, eh?”

“Ma no, Doduck, non l’ho mai neanche pensato.”

“Oh, certo. Dev’essere stato un uomo.

“A fare che?” Continua a leggere “Dev’essere stato un uomo”

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La cosa

C’è una cosa, un’annosa questione, che da tempo divide i diversi uffici a piano terra dell’Azienda Ridens, con schiere di dipendenti fermi su ideologie contrapposte.

Ci sono alcuni per cui la cosa – questa cosa – è da ritenersi immorale. Un atteggiamento assolutamente sbagliato. Blasfemo, oserei dire. Questi guardano con circospezione il prossimo, e lo annusano talvolta, per capire se abbia l’aura del peccatore.

Ci sono altri per cui si tratterebbe di qualcosa – tutto sommato – non di fondamentale importanza. Eppure preferirebbero il fatto non si verificasse. Un po’ una questione di principio, mettiamola così.

Per alcuni la cosa è innominabile e il sol pensiero provoca, in questi, rossore.

Qualche collega sostiene di non averlo mai fatto, anzi, sarebbe pronto a giurarlo.

Altri ammettono che sia capitato. Raramente. Ma qualche volta sì.

Poi ci sono gli spioni, contrari o meno non importa. Il loro passatempo è capire se gli altri lo fanno. Sono capaci di appollaiarsi in qualche angolo e di rimanere lì a lungo, concentrati, aguzzando l’udito con la speranza di cogliere qualcuno in flagranza di reato.

Ci sono gli attenti, che non hanno bisogno di sforzarsi: quando qualcuno lo fa, se ne accorgono seduta stante.

Ci sono gli increduli, che ancora non si capacitano di come sia possibile riuscirci così, durante le otto ore di lavoro canoniche.

Ci sono i subdoli, che lo fanno ma poi sono bravissimi a nascondere le prove.

Ci sono estremisti che firmerebbero una petizione pur di proibire queste pratiche in luoghi affollati, e ci sono pessimisti che proverebbero anche, ma non credono di esserne in grado. Non qui. Non così.

Alcuni si chiedono se anche tra gli uffici del primo piano abbiano questo dilemma. Altri, per non si sa bene quale motivo, giurerebbero essere un problema esclusivamente nostro.

E infine ci sono gli schietti. Colleghi e colleghe che non solo adorano la cosa e sono fieri di riuscire nell’impresa (anche se in rapidità, stressati fra una riunione e l’altra), ma che soprattutto, un po’ per indole, un po’ per soddisfazione, un po’ per uno strano perverso divertimento, ci tengono proprio a rendere partecipe tutto l’ufficio, ogni volta che – nel bagno comune – finiscono di fare la cacca.

 

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Contento lui…

“Ehi Puad, Capo Ridens sta facendo i colloqui con il personale. Chissà come si svolgono, che si fa,… Sì insomma, mi hanno detto che magari si rivede il contratto, o si può parlarne per lo meno…”

“So tutto Doduck. Io il colloquio l’ho già fatto!”

“Davvero?”

“Sì e sono felicissimo. È andata proprio così. Mi sono seduto e mi ha fatto una proposta, un contratto vero, dopo questi 18 mesi di stage.

“Oddio, Puad. Ottimo! E io che pensavo saresti rimasto stagista a vita….”

“Sempre scettica tu.”

“Beh, quindi? Che tipo di contratto ti ha proposto?”

“Mi ha proposto un tempo determinato, fino a dicembre.”

“Ah.”

“Ah?”

“Beh. Ok. Cioè, cavolo, fino a dicembre? Sono 9 mesi.”

“Sì, mi sembra ottimo, no?”

“Sì, cioè, insomma. Neanche un anno.”

“Va bene lo stesso, dai…”

“Sì. Va bene lo stesso. Ma perché non ha proposto anche a te un apprendistato?”

“Ah. Boh, non saprei Doduck.”

“All’azienda costa pochissimo ma almeno sono tre anni garantiti.”

“Uhm, forse hai ragione.”

“Un po’ di certezza in più, in questo mondo precario. Non credi?”

“Va beh Doduck, ma sono contento lo stesso.”

“Ok Puad. Hai ragione tu, se sei contento va bene cosi. Altri 9 mesi non sono poi male.”

“No, infatti!”

“E poi non sarà apprendistato ma ti avrà almeno alzato lo stipendio – con un tempo determinato full time – rispetto allo stage, no?”

“Oh, certo Doduck. È anche per questo che sono felicissimo. Sai com’è, dopo un anno e mezzo, i 500 euro mensili iniziavano a pesarmi un po’.”

“Immagino..”

Pensa che ora me ne darà 650.

“650?”

“Sì, Doduck. O 700, forse. Vuole pensarci ancora un po’.

“Ah, vuole pensarci. Mannaggia a lui.”

“Che hai Doduck?”

“650 euro. Full time.”

“Forse 700, hai capito?”

“Puad, mi sembra assurdo.”

“Lo so, anch’io stento a crederci. Sono al settimo cielo, te l’ho detto!”

 

Donald_facepalm