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Provvidenziale precocità

Appena rientrate a Lavorandia io e Ciotti siamo passate a salutare la prozia suora 96enne e le consorelle all’Istituto dove vivono, pregano, cantano e si raccontano barzellette aspettando con ansia il momento in cui si congiungeranno con Lor Signore.

Da quando c’è Ciotti, le visite all’Istituto sono diventate un po’ più delicate. Fino all’anno scorso infatti ero la pronipote premurosa che andava a trovare la prozia con i biscotti, nonostante gli impegni e la vita fuori: ero per questo adorata da tutte. Da gennaio sono invece la nipote puerpera che va a trovare la zia con una figlioletta non battezzata e un compagno non sposato, insomma: un casino a cui non c’è vassoio di pasticcini che possa rimediare.

In quest’ultima occasione, tra l’altro, Pilush non ci ha potuto accompagnare. Ci siamo dunque presentate da sole suscitando subito nelle sorelle il terribile sospetto di avere di fronte una povera ragazza madre già condannata a rimanere nel peccato a vita. Continua a leggere “Provvidenziale precocità”

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“Affronta la settimana, se hai coraggio!”

Le ferie sono finite.

Non si può dire siano andate male, suvvia. Ma neanche che siano state rilassanti. Sì, insomma, con una neonata e qualche invalido a casa, il rilassarsi non rientra fra le priorità. Però, dai, …e non stare sempre a lamentarti, Doduck!

Da una decina di giorni, poi, siamo rientrati a Lavorandia e abbiamo ripreso la vita a ritmo accelerato: mille email di lavoro, nuovi clienti da incontrare, e progetti da organizzare, e la prima riunione del nido di Ciotti, lo scarico del bagno fuori uso, il permesso parcheggio per residenti da rinnovare, la dispensa vuota, l’appuntamento con la pediatra, l’accidia.

Poi poco fa, mentre litigavo in corridoio con la fotocopiatrice, ho incrociato lo stagista Puad (sempre allegro lui, e in questo periodo ancor di più essendo finalmente riuscito a chiedere la mano della sua bella e – non secondariamente – avendo ottenuto pure uno sperato quanto non scontato  in risposta).

“Tutt’a posto, Doduck?”

“Certo. Perché lo chiedi??”

“Mah, no, così.”

“…”

“Sai, credo dovresti iscriverti anche tu.”

“A cosa, Puad? Iscrivermi a cosa?”

A boxe.

“Boxe?”

“Sì. Boxe. Una volta a settimana, qui all’Azienda Ridens.”

“Ah. E da quando?”

“Dall’anno scorso, in realtà. Ma tu eri in maternità.

“Ah, già.”

“È un’idea di Capo Ridens: finanzia questo corso che si tiene tutti i lunedì mattina, in modo che ogni dipendente possa sfogarsi a sufficienza e affrontare il resto della settimana con il sorriso.”

“Ma dai. E funziona?”

“Beh, guarda me. E oggi è venerdì…”

 

Risultati immagini per prendere a pugni peanuts

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Pannolini Lavabili

Quando stava per arrivare Ciotti, Pilush ha deciso che non sarebbe stato giusto contribuire all’inquinamento mondiale, al riscaldamento globale e all’estinzione precoce della specie, aggiungendo la nostra quota di pannolini usa e getta alla miriade consumata e mai più smaltita da tutti i neonati del pianeta.

Ha dunque deciso che avremmo acquistato un kit di pannolini lavabili: ‘ché “adesso ne fanno di modelli bellissimi”, ‘ché “sono in materiale naturale anti-arrossamento”, ‘ché “ok, bisogna lavarli, ma anche le posate e i piatti con cui mangiamo, e non è che allora uno mangia sempre con stoviglie di plastica per non mettere in conto fatica e perdita di tempo”, ‘ché “Santo Cielo Doduck, è giusto così, non fare tante storie!” Continua a leggere “Pannolini Lavabili”

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Severa ma giusta

Ieri mattina lo stagista Puad – che ha ormai a tutti gli effetti cambiato ruolo e passa le sue giornate dall’altra parte del corridoio rispetto all’ufficietto occupato da me, Satti e Griscil – ha fatto capolino fra le nostre scrivanie annunciando a me e Satti di aver comprato un anello per la sua ragazza. Continua a leggere “Severa ma giusta”

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Griscil

Vi ho già raccontato dello scherzetto di Capo Ridens che al ritorno dalla maternità mi ha piazzato in un nuovo ufficio, alle dipendenze di una più che mai depressa Satti.

Non vi ho detto però che oltre a me e Satti, in questo ufficio, vive e lotta la tostissima Griscil.

Sì, tostissima. Perché Griscil è una di quelle che non la manda tanto a dire. Caschetto nero, stile impeccabile, vitina stretta e gonne larghe. Sguardo affilato, lingua tagliente. Dice sempre quello che pensa. Anche a costo di andare contro i colleghi. Anche a costo di risultare cattiva. O distante, quanto meno. Griscil è arrivata in questo posto come receptionist e in meno di una decina d’anni ha scalato le vette, ottenendo una scrivania, un ruolo di semi-responsabilità e il rispetto sconfinato da parte dell’intera Azienda.

Persino Capo Ridens, che da sotto il suo ghigno prova ogni tanto a fare il simpatico, ha ormai capito che con Griscil non attacca. Perché Griscil ride solo quando lo decide lei, sta al gioco solo con chi decide lei, non si fa prendere da smancerie o perdite di tempo. Lavora sodo e dà stoccate all’occorrenza. Soprattutto a chi non rispecchia il suo ideale umano. O a chi chiacchiera troppo. O sembra essere troppo allegro. Sì, insomma, soprattutto a Satti che – sebbene sia a tutti gli effetti anche la sua di responsabile – ogni tanto risulta davvero un po’ troppo svampita per i gusti di tutti. E per quelli di Griscil a maggior ragione.

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