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Ampi margini di miglioramento

Una cosa che va alla grande, tra committenti e clienti di tutte le specie, sono le call di allineamento.

Non importa quale sia il progetto, lo stato dei lavori, se ci si conosca già o meno, se ci si stia simpatici. Non c’è giornata lavorativa che passi senza che qualcuno “proponga slot” per “incastrare agende” e mandi dunque un “outlook” per “fissare una call” (con l’obiettivo di “condividere brief, in vista dell’output, come se fosse antani,…“).

E non esiste ancora al mondo un modo per tirarsi indietro in maniera indolore da questo genere di inviti. Al massimo (se proprio), è possibile “rischedulare”.

Parlo delle conference call. Non si tratta altro che di lunghe e noiose telefonate di gruppo (ad alto tasso di inglesismi) che sostituiscono, almeno in parte, lunghe e noiose riunioni fisiche (lo spiego per la mamma che legge e poi si preoccupa).

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Dalle una spinta

Sono giornate frenetiche, tanto per cambiare.

Pilush è stato quattro giorni in trasferta lontano da Lavorandia, lasciando me e Ciotti alle prese con pappe, cambi pannolino, ufficio, spesa, lavatrici, traffico. Insomma, la vita.

Siamo state insieme a passeggio, al supermercato, alla posta, in ufficio, al bar, a buttare la spazzatura, a fare pipì. Ci siamo mosse in braccio, con il passeggino, con la fascia porta bebè, a ogni ora, con il sole, e con la pioggia scrosciante di questo inizio d’autunno.

Abbiamo portato avanti una personalissima lotta contro una zanzara, reduce dall’estate e particolarmente affezionata alla nostra camera da letto. Ne siamo uscite sconfitte, con punture su viso e mani, ma anche con la forte consapevolezza che siamo a metà ottobre e – ok il riscaldamento globale ma – più prima che poi, la natura farà il suo corso e la stagione fredda farà sparire questi terribili mostri. Continua a leggere “Dalle una spinta”

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Di pipì, apprensione e giornate troppo lunghe

La giornata di ieri è stata lunghissima, trascorsa all’Azienda Ridens con Ciotti che – quando proprio non so dove metterla – porto in ufficio e viene intrattenuta da tutti i colleghi come fosse ormai una mascotte (sì, devo ammetterlo: in questo caso l’atteggiamento Ridens dell’azienda – che saltuariamente consente di portare cani, gatti e bimbi in ufficio, come se vivessimo in un mondo felice – aiuta parecchio).

Finito l’orario di lavoro siamo poi corse dalla pediatra. La pipì di Ciotti infatti, da sempre limpida e cristallina come acqua degli angeli, da qualche giorno ha preso a fare un odore più intenso e Pilush, da papà apprensivo qual è (anche se non vuole ammetterlo), ha deciso di non poter più glissare sulla questione. Così – una volta finite le mille riunioni della sua giornata e trattenendosi dall’obbligarci a rivolgerci al pronto soccorso – ci ha costretto a raggiungerlo dalla dottoressa.

La quale ha provveduto a dotare al volo Ciotti di un sacchettino pensato appositamente per neonati e che, posto esattamente lì dove non batte mai il sole, avrebbe dovuto consentire rapidamente di raccogliere un po’ di pipì da far analizzare per scongiurare il pericolo di infezione.

L’analisi, tra l’altro, non avrebbe richiesto alcun laboratorio e nessun giorno di attesa. La dottoressa aveva infatti già pronta una cartina tornasole che, con una sola goccia di pipì, avrebbe dato un responso preciso e immediato che: Sibilla, spostati! Insomma, tutto poteva far sperare che nel giro di poco saremmo finalmente potuti tornare a casa, ponendo fine all’interminabile giornata.

Tutto, ma non Ciotti. La bambina più pisciona del mondo, in grado di farla ovunque (fasciatoi e magliette di mamma e papà inclusi), anche perché costantemente dedita alla poppata e quindi in continuo flusso di liquidi, che ieri sera – a quanto pare – era invece inibita.

Poco ispirata.

Asciutta, proprio. Continua a leggere “Di pipì, apprensione e giornate troppo lunghe”

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“Affronta la settimana, se hai coraggio!”

Le ferie sono finite.

Non si può dire siano andate male, suvvia. Ma neanche che siano state rilassanti. Sì, insomma, con una neonata e qualche invalido a casa, il rilassarsi non rientra fra le priorità. Però, dai, …e non stare sempre a lamentarti, Doduck!

Da una decina di giorni, poi, siamo rientrati a Lavorandia e abbiamo ripreso la vita a ritmo accelerato: mille email di lavoro, nuovi clienti da incontrare, e progetti da organizzare, e la prima riunione del nido di Ciotti, lo scarico del bagno fuori uso, il permesso parcheggio per residenti da rinnovare, la dispensa vuota, l’appuntamento con la pediatra, l’accidia.

Poi poco fa, mentre litigavo in corridoio con la fotocopiatrice, ho incrociato lo stagista Puad (sempre allegro lui, e in questo periodo ancor di più essendo finalmente riuscito a chiedere la mano della sua bella e – non secondariamente – avendo ottenuto pure uno sperato quanto non scontato  in risposta).

“Tutt’a posto, Doduck?”

“Certo. Perché lo chiedi??”

“Mah, no, così.”

“…”

“Sai, credo dovresti iscriverti anche tu.”

“A cosa, Puad? Iscrivermi a cosa?”

A boxe.

“Boxe?”

“Sì. Boxe. Una volta a settimana, qui all’Azienda Ridens.”

“Ah. E da quando?”

“Dall’anno scorso, in realtà. Ma tu eri in maternità.

“Ah, già.”

“È un’idea di Capo Ridens: finanzia questo corso che si tiene tutti i lunedì mattina, in modo che ogni dipendente possa sfogarsi a sufficienza e affrontare il resto della settimana con il sorriso.”

“Ma dai. E funziona?”

“Beh, guarda me. E oggi è venerdì…”

 

Risultati immagini per prendere a pugni peanuts

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Pannolini Lavabili

Quando stava per arrivare Ciotti, Pilush ha deciso che non sarebbe stato giusto contribuire all’inquinamento mondiale, al riscaldamento globale e all’estinzione precoce della specie, aggiungendo la nostra quota di pannolini usa e getta alla miriade consumata e mai più smaltita da tutti i neonati del pianeta.

Ha dunque deciso che avremmo acquistato un kit di pannolini lavabili: ‘ché “adesso ne fanno di modelli bellissimi”, ‘ché “sono in materiale naturale anti-arrossamento”, ‘ché “ok, bisogna lavarli, ma anche le posate e i piatti con cui mangiamo, e non è che allora uno mangia sempre con stoviglie di plastica per non mettere in conto fatica e perdita di tempo”, ‘ché “Santo Cielo Doduck, è giusto così, non fare tante storie!” Continua a leggere “Pannolini Lavabili”