“Bevi la coca cola che ti fa bene.”

Ieri sera sono stata al concerto di una cover band nazionale.
Premetto che io, del cantante in questione, devo essermi persa gli ultimi vent’anni di successi. Sono ferma al suo pezzo di esordio e per me tutta la sua opera magna avrebbe potuto concludersi con quella canzone.

Il resto è l’inferno.

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Malinconico Blues

“Pronto Duduck, come stai?”

“Ciao Terin, qui bene. Voi dell’ufficio-di-là come state? E un po’ che non vi vedo..”

“Bene grazie, senti, scusa se ti disturbo, è che dovremmo chiederti una cosa..”

“Sì certo, dimmi Terin.”

Sai che Romtas manca da un po’ ormai, no?

“Sì certo.”

“Beh, ecco, noi avremmo il bisogno urgente di fargli avere dei documenti da firmare.”

“Ah, ok. E volete che glieli spedisca io?”

“No, ecco. Ci serverebbe che tu, sì insomma, che tu…glieli portassi.” Continua a leggere “Malinconico Blues”

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Soli in pausa pranzo

Che Pilush sia partito – per lavoro e per interminabili giorni – lo sapete. Che Romtas sia sparito chissà dove e per chissà quanto, anche. Oggi però c’è una novità, manca anche Cilàn. Quasi un mese fa si è fatta male a un piede e ora il medico le ha prescritto un ciclo di terapia da fare ogni lunedì. E così stamattina sono arrivata e ho trovato l’ufficio deserto. Continua a leggere “Soli in pausa pranzo”

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Basta un poco di zenzero

Da qualche giorno ho un bruciore di stomaco. Non so bene il motivo. Lo avrei attribuito al lavoro, allo stress, se non fosse che sono assente dall’ufficio da quattro giorni. Quattro giorni in cui, non essendoci Romtas e avendo poco da fare, ho pensato di chiedere un permesso per sbrigare altre faccende pseudo-lavorative con cui non starò qui a tediarvi.

Fatto sta che il mal di stomaco non si spiega. Continua a leggere “Basta un poco di zenzero”

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Pilush

Pilush è uno dei motivi per cui scrivo questo blog. È il fortunato ragazzo che ha l’onore di vivere con me e di prepararmi la cena ogni sera, stirarmi le camicie, fare la spesa per casa, occuparsi delle pulizie e delle bollette, svegliarsi insieme a me all’alba, prepararmi la colazione e il pranzo al sacco e aspettarmi la sera prendendosi anche tutte le sfuriate legate al mio stress-lavoro-correlato (di cui ho già accennato parlando di “rischio”). Insomma, Pilush è il motivo per cui le femministe di tutto il mondo possono essere orgogliose di me! Continua a leggere “Pilush”

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Sciò!

Oggi ho pranzato al parco. Come tutti i giorni, del resto.

Quello che io chiamo parco è in realtà un giardino, anche abbastanza piccolo, però è vicino all’ufficio e questo basta. È un giardino particolare perché lavora solo con gli impiegati. Niente famiglie, niente bambini che giocano, niente cani che corrono. Solo gente in tailleur o giacca e cravatta. E solo dalle 13 alle 14, perché poi si torna in ufficio.

Questa sua caratteristica, al di là di quanto si possa pensare, non lo rende troppo triste. Quella è un’ora delicata, in cui non si vorrebbe vedere nessuno, sentire nessuno, parlare con nessuno, soltanto morire, da qualche parte, in silenzio. E dunque, va bene cosi. Continua a leggere “Sciò!”

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Non c’è rischio, a stare sereni

Oggi è stato un giorno particolare.

Qualche settimana fa mi è arrivata una mail in cui mi si convocava per un corso di formazione alla sicurezza sul lavoro della durata di otto ore, a cui sarebbe stato obbligatorio partecipare. Un giorno intero. Fuori sede. Per forza. Che magnifica notizia! Continua a leggere “Non c’è rischio, a stare sereni”